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Vola la Lazio dei giovani (rs web ilTempo.it)

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Pioli si gode i due ventenni che sabato hanno messo a tappeto la Fiorentina

«Sti giovanotti de sta Lazio bella», sono loro gli eroi del blitz al Franchi contro la Fiorentina. Keita Balde Diao spacca la partita, Sergej Milinkovic Savic la chiude. Entrambi ventenni, così uguali, sfrontati e talentuosi, così diversi, il primo aggrappato al suo genio, il secondo al suo fisico. In comune anche la Spagna, la Catalogna soprattutto. Keita è nato ad Arbucies l’8 marzo del 1995 e cresciuto calcisticamente nella «cantera» del Barcellona. Milinkovic-Savic è nato a Lleida il 27 febbraio del 1995, sempre in Catalogna, da genitori serbi, sportivi con una buona carriera, il padre nel calcio, la mamma nel basket. E la Lazio si gode questi due giovanotti, pagati pochissimo che ora valgono milioni.

Keita era stato strappato al Barça per 200 mila euro, ora vale almeno venti milioni mentre il serbo è arrivato la scorsa estate per dieci milioni destinati a crescere molto in fretta. Dell’attaccante si conosce tutto, corsa, scatto, fisico e negli ultimi tempi anche qualche gol, siamo a tre in stagione, dopo quello prezioso al Bayer Leverkusen nel preliminare di Champions League: da centravanti vero come quello di sabato a Firenze tanto da far pensare che forse Pioli abbia ragione. Lo vorrebbe punta centrale il tecnico emiliano, lui preferisce partire dalla fascia. Ha cambiato procuratore, è passato da Savini a Calenda ma ogni volta che sembra vicino al divorzio, trova un gol fondamentale e si allunga la vita con la maglia della Lazio. Ha scavalcato Felipe Anderson, di cui è grande amico, nelle gerarchie di Pioli, ora tocca a lui confermare i progressi mostrati negli ultimi tempi a livello di testa. Niente più Lamborghini distrutte nel cuore della notte, meglio pensare alla carriera concedendosi qualche vizio giusto per un ragazzo di vent’anni. Pioli ci punta, si va avanti con lui fino a giugno, poi si vedrà ma l’amore sembra scoccato definitivamente.

Chi sta facendo innamorare è il gigante serbo decisivo quando c’è da svettare di testa e non solo. È alto 1.92, lotta su tutti i palloni e sta mostrando una personalità sopra la norma tanto da far esporre Biglia: «Milinkovic è un grandissimo giocatore e ascolta gli anziani». Insultato e fischiato dal Franchi intero, Sergej s’è preso la sua rivincita sul campo mostrando l’aquila sul petto dopo aver segnato un gol che ha evidenziato anche la sua ottima tecnica di base. Ha preferito non esagerare con frasi velenose dopo la sfida: «Il momento del gol è stato incredibile, non lo dimenticherò mai. Ho voluto fortemente la Lazio e questa maglia, la rete mi ripaga della scelta che ho fatto». Fin troppo pacate le parole, l’arroganza la tiene solo per il campo.

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