Condividi l'articolo

Dovrebbe andare in scena domani il secondo round tra Federazione Italiana Pallacanestro e Virtus Roma. Il motivo del contendere, di fronte al Tribunale Federale, sarà la richiesta di annullamento dal parte del club del presidente Toti, rappresentato dall’avvocato Tobia, della esclusione dalla A2 decisa nella riunione del CF sabato.

La storia è nota, la Virtus Roma ha pagato con alcune ore di ritardo la prima rata di iscrizione al campionato. Ma l’errore è stato causato da uno ancor più macroscopico, effettuato da un ufficio della Fip, che indicava come termine ultimo per il pagamento il 9 luglio 2015, pena la perdita della riaffiliazione. Certo non ci fosse stata la svista in casa Virtus, a questo punto della squadra di Corbani, che nel frattempo si è vista sfuggire Moraschini con cui aveva già raggiunto un accordo, si parlerebbe solo per vicende sportive.

Ma le incongruenze da parte della Fip, che sabato nel proprio comunicato stampa riepilogativo del CF ha confermato il proprio errore, non si fermano. Perché venuta a conoscenza della pubblicazione della data sbagliata e contenuta sul comunicato ufficiale n.262 del 29 arile 2016 la Fip ha pensato bene di correggere la stessa in maniera maccheronica. Tanto è vero che la successiva versione aggiornata non riporta la notizia dell’avvenuto aggiornamento del comunicato mentre la terza, e definitiva, riporta in calce un «versione aggiornata all’11 luglio 2016» che è un altro assist alla salvezza della Virtus.

Il club è certo che, se tutte le circostanze a proprio favore verranno analizzate e non lasciate scivolar via come sabato scorso in Consiglio Federale, la Virtus ritroverà la serie A. Anche perché il famoso comunicato 262 recita al punto 1.10 «che i termini di pagamento sono perentori e non sarà preso in esame alcun ritardo che non sia imputabile esclusivamente ed evidentemente alla Fip». E l’errore del 7 luglio 215 tale sembra essere.

Lascia un commento