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Meglio la squadra di Garcia come gioco e occasioni da gol, ma Eder la castiga

Ottavo posto, 7 punti in meno dell’Inter capolista, per la Roma battuta per la prima volta in questo campionato è un momento nero. A Genova non meritava di perdere. Lo dicono in modo chiaro i numeri (24 a 8 i tiri, 18 a 4 i corner, 66,5 per cento il possesso palla), lo dice la grande prestazione di Viviano e lo può testimoniare chi ha visto la partita. Eppure ha perso e questo è un segnale che deve preoccupare. Ha perso per un errore della sua difesa, un contropiede coperto male da Digne (che ha permesso a Eder il tiro-cross) e concluso con un intervento da gatto Silvestro di Manolas: autorete.

La Roma era andata sotto con una punizione di Eder, ma dal 15′ del secondo tempo ha schiantato la Samp sul piano del gioco. L’ha assediata arrivando al pareggio con Salah. E ha insistito perché aveva la partita in pugno, la sentiva sua. Troppa foga, forse, ma la Roma è una squadra votata al gioco e all’attacco. Ha fatto 8 tiri nello specchio della porta di Viviano, arrivando alla quota-record di 32 in questo campionato. Ma se non basta tutto questo per portare a casa almeno un pareggio allora il problema è serio. La Roma ha crossato 39 volte su azione, altro record in una partita di questo campionato, solo che Dzeko non ha mai trovato lo spunto né la posizione giusta per colpire bene. E se i 18 corner battuti da Pjanic e Florenzi sono andati tutti a vuoto, la Roma ci deve lavorare su.

Eder ha fatto meglio di Dzeko, arrivando a 6 reti in 5 giornate e mantenendo lo scettro di capocannoniere. In tutta la sua carriera non ha mai avuto una media-gol così alta. Sono gol preziosi per Zenga, ora al 4° posto, e anche per Conte che ha bisogno di un cannoniere di questo livello.

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