MILANO – Da poco è terminato Milan-Juventus, il big-match della 12esima giornata di Serie A.
Una di quelle partite che, ogni volta che le vedi o ci pensi da bambino, sogni sempre di esserci tu stesso su quel manto erboso con la palla fra i piedi a vestire la maglia rossonera e bianconera…prima o poi.
Ripercorrendo la storia di questi 90 minuti ci si accorge che, seppure Allegri e i suoi partono favoriti essendo primi e dominatori del campionato, Gattuso&co venderanno cara la pelle e infatti entrambe arrivano da un buonissimo momento di forma oltre che di risultati ma da 2 esiti in coppa differenti. I moduli sono speculari: 4-2-3-1 con variante di 4-3-3 per diavoli con Donnarumma; Abate-Zapata-Romagnoli-Rodriguez; Kessie’-Bakayoko; Suso-Castillejo-Calhanoglu; Higuain e 4-3-1-2 per le zebre con Szczesny; Cancelo-Benatia-Chiellini-Sandro; Bentancur-Pjanic-Matuidi; Dybala; Mandzukic-C.Ronaldo.
L’inizio di gara non registra occasioni ma addirittura all’8° giro il primo tiro in porta effettuato cambia il tabellino: Sandro scende sulla fascia e pennella il cross per la testa di Mandzukic che porta in vantaggio i compagni e fa sembrare che il risultato sia già incanalato con i padroni di casa capaci solo di difendersi sperando di rimanere in gara il più a lungo possibile e controgiocare senza neanche troppa convinzione. Si arriva al 41° con 2 occasioni poco significative ancora del croato e di Dybala, ma è la prima vera occasione dei milanesi a rischiare di cambiare la posta in gioco: Benatia tocca di mano una palla addomesticata da Higuain e Mazzoleni decreta il rigore solo dopo aver consultato il VAR risparmiando la seconda ammonizione dello juventino in 7 minuti…tutti pensano che ormai il pareggio è cosa fatta e che il gol dell’ex del “pipita” riporti tutto in piedi ma Szczesny non è d’accordo è devia la sfera sul palo.
Il secondo tempo vede i ruoli confermati anche se i tiri in porta effettivi non sono molti, le occasioni nette per ogni squadra ancora meno, le migliori situazioni per Ronaldo e ancora Dybala…i primi elementi importanti sono le sostituzioni che dovrebbero cambiare le carte in tavola: Cutrone per Castillejo al 62° (appena 60 secondi dopo l’ammonizione di Bakayoko), Laxalt con Borini per Abate con Calhanoglu e Khedira per Pjanic al 74°, Costa per Dybala al 79°. Sembra una partita assai noiosa eppure non è così: le conclusioni scarseggiano ma la tattica la fa da padrone e i duelli in mezzo al campo si susseguono soprattutto nella zona nevralgica con marcature a specchio dove vi è il maggior numero di uomini. Sembra ormai che il risultato sia scritto e che gli ultimi 10 giri di lancetta debbano scorrere senza ulteriori notizie ma con tanti bravi giocatori ciò non è possibile: corre l’81° e CR7 chiude la gara trafiggendo Donnarumma su respinta corta su conclusione di Cancelo e sancendo lo 0-2; ci sarà tempo ancora per ulteriori annotazioni come l’ammonizione del neo-entrato Borini all’87° ma il fatto più grave avviene a 7 minuti dalla fine: proprio Higuain si vede fischiare fallo contro su Benatia, protesta energicamente e viene ammonito ma non demorde e reclama ancora guadagnandosi il rosso diretto oltre a perdere la testa del tutto in maniera molto insolita per un fuoriclasse come lui (sicuramente molto provato dal “penalty” fallito e da una prestazione non buona alla sua prima gara da avversario contro il proprio passato).
Il finale vede i lombardi abbandonare lo stadio anzitempo oltre a leccarsi le ferite per l’ennesimo confronto perso con i sabaudi negli ultimi anni e quest’ultimi a osannare i propri beniamini per gli ennesimi 3 punti messi in cascina durante 4 mesi di inizio stagione da paura.
A questo punto l’attenzione si riversa sulle nazionali per 2 settimane ma la speranza è che il 24/11-25/11 entrambe le compagini possano ripartire da dove si sono fermate.

