Per Ranieri il rossoblù resta fatale (news web ilMessaggero.it)

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Per il tecnico di San Saba il Genoa si conferma tabù

ROMA – Genova per noi, non certo per Ranieri. Almeno se davanti ha il Genoa, i colori rossoblù. Che evocano in lui sempre spiacevoli ricordi.

Il primo: esordio in serie A del giovane Claudio e con sconfitta. Era il  4 novembre 1973, quella volta arrivò la vittoria rossoblù (2-1, gol di Corradi, pareggio di Domenghini, rete vincente di Simoni). Erano i tempi di Scopigno, Ranieri era il suo giovane difensore alle prime armi. Il secondo: sempre contro il Genoa, sempre a Marassi, si ricorda la clamorosa rimonta di quel 20 febbraio del 2011, quando Ballardini impose le dimissioni al suo collega romanista. Genoa-Roma, finì 4-3 da 0-3 per la Roma. Una  rimonta epica, una figuraccia giallorossa altrettanto epica.

Stavolta non ci saranno dimissioni, la Roma non ha perso, ma stava per farlo e in maniera clamorosa. Perché dopo il vantaggio a dieci dalla fine firmato da El Shaarawy, la squadra di Ranieri subisce il pari di Romero e allo scadere stava per arrivare un’altra sconfitta con il rigore di Sanabria, parato da Mirante. Fa “festa” Ranieri, che stavolta strappa un punto all’odiato Genoa, ma piange per il brusco rallentamento per la corsa alla Champions.

La Roma è a tre punti dal quarto posto, quando mancano solo tre partite. Ai bergamaschi ne servono sette per essere sicuri del quarto posto, alla Roma in questo caso non ne basterebbero nemmeno nove. Poi a fine stagione, il rompete le righe, con Ranieri che con ogni probabilità lascerà Trigoria. E sempre per colpa del Genoa. Del fatal Genoa.  

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