
I giallorossi debuttano in Europa League affrontando all’Olimpico i turchi: “Vogliamo arrivare il più lontano possibile”. Spazio per diverse novità, niente Kalinic: ”E’ ancora indietro”
ROMA – Archiviata la prima vittoria in campionato che ha allontanato le nubi di crisi che già aleggiavano sui cieli di Trigoria, la Roma è attesa stasera dal debutto in Europa League contro l’Istanbul Basaksehir. La squadra allenata da Okan Buruk, ex centrocampista dell’Inter, vanta una piccola truppa di vecchie glorie come Robinho, Arda Turan e Skrtel ed è quintultima nel campionato turco. Non stupisce allora che Fonseca abbia intenzione di fare un turnover piuttosto ampio, considerato anche che la sua squadra è attesa da sei partite in 18 giorni. “L’Europa League è una competizione importante e vogliamo passare il turno, ma farò certamente qualche cambio”, ha spiegato il tecnico portoghese in conferenza stampa.
Quanto conta per voi questa competizione e quanto pensate di arrivare lontano?
“L’Europa League è una competizione importante e puntiamo al passaggio del turno in questa prima fase. Sappiamo che ci sono avversari molto forti e che ci saranno sfide difficili, ma vogliamo arrivare il più lontano possibile. Partecipiamo con la massima ambizione”.
Pensa ad un turnover massiccio?
“Ovviamente sapete bene che la prossima partita ci sarà dopo un paio di giorni, dobbiamo rispettare i tempi di recupero dei calciatori e perciò penso di fare qualche cambio, ma con la massima fiducia: sono soluzioni che ci danno ampie garanzie. Non si può non tener conto dei prossimi impegni”
Pastore sembra godere di molta stima da parte sua.
“Pastore è un giocatore di cui dobbiamo tenere a mente il passato, ora sta tornando al meglio dopo una stagione difficile. E’ un giocatore di qualità, intelligente e speciale, può tornare utile. La speranza è che stia bene ma è un giocatore di livello. Lavora sempre al massimo, è un professionista esemplare, si è dimostrato una persona onesta e conto su di lui. Ripeto, vanno capite le sue circostanze particolari ma conto su di lui”.
Come sta la squadra dal punto di vista fisico, considerato il secondo tempo con il Sassuolo?
“Credo che la squadra stia bene, avevo accennato io stesso alla questione dell’ora di gioco ma sono state partite diverse. Con il Genoa abbiamo finito in crescendo, con il Sassuolo è stato diverso ma tanti giocatori venivano dagli impegni con le nazionali, come Florenzi, Dzeko, Pellegrini e Kolarov”.
Pellegrini può giocare al meglio da trequartista con Zaniolo a destra? Ha in mente questa formula per questa stagione?
“Per il momento mi concentro solo sulla prossima partita. Pellegrini, è vero, ha fatto bene da trequartista ma può ricoprire altri ruoli, come Zaniolo. Penso solo alla partita col Bologna: non guardo troppo in là, dico solo che avere giocatori duttili in rosa è un fattore altamente positivo”.
Giocherà Pau Lopez o Mirante? Può essere il momento di Kalinic?
“Non voglio rivelare molto sulla formazione, aggiungo che Kalinic è ancora indietro, non ha i 90 minuti nelle gambe: è difficile che possa giocare”.
Cosa ne pensa di Kluivert?
“E’ evidente che nel nostro sistema di gioco, le sue capacità di attaccare la profondità sono importanti: aveva già giocato bene in precedenza ma sta migliorando. Ora ha maggiore fiducia, ha anche segnato, la sua velocità può essere un’arma importante”.
Come ha trovato il Basaksehir, che ha già affrontato con lo Shakhtar? Ha parlato con Ünder riguardo la ex squadra?
“Devo confessare che non ho ricordi particolari di Under, anche perché ricordo solo che lo Shakhtar dominò quella partita. L’Istanbul ha giocatori esperti dalla grande carriera come Robinho, Clichy, Arda Turan e Skrtel, ha sempre lottato per il titolo in un campionato competitivo, l’anno scorso ha perso il titolo per soli 2 punti. Non vogliamo farci sorprendere, è una squadra forte”.
