MILANO – Fra i match di maggiore importanza dell’epoca recente nel calcio italiano troviamo sicuramente Milan-Napoli: una contesa che si accese fra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 vedendo sfidarsi i 2 giocatori più forti al mondo in quel momento…VanBasten e Maradona. Un periodo fantastico a cui fece seguito una decade completamente differente specie per i partenopei prima di un fantastico ritorno all’antico durante il II° decennio del nuovo millennio.
Siamo entrati da sole 24 ore nella primavera del 2010 e, intanto che “Poker face” con “Bad romance” infiammano le discoteche di tutto il mondo, “La nuova squadra” sale vertiginosamente nei palinsesti Rai fra le serie maggiormente viste senza scordare che Obama è divenuto solo da un anno presidente degli USA (I° afro-americano a riuscirci), la Serie A sta vivendo alcune delle sue fasi più clou negli ultimi 2 mesi del torneo con un’arcigna lotta per lo scudetto riguardante il trio Inter-Milan-Roma e un inseguimento continuo in zona coppe con l’ammucchiata Palermo-Sampdoria-Juventus-Napoli: per la XXIX° giornata la gara di cartello delle 15.00 è Milan-Napoli e i rossoneri scendono in campo sapendo che se vincono si ritrovano soli in testa potendo tirare la volata (Palermo-Inter e Roma-Udinese sono finite, rispettivamente, 1-1 e 4-2 la sera precedente) conclusiva mentre gli azzurri possono prendere punti a tutti sfruttando i risultati già maturati e vedendo poi con maggiore serenità lo scontro diretto Samp-Juve del posticipo serale (terminato 1-0): entrambe devono vincere ed entrambe giocheranno per vincere…
La cornice prevede oltre 50.000 spettatori fra cui Galliani (a rappresentare pure Berlusconi) e DeLaurentiis oltre ai 5000 napoletani in trasferta mentre il lavoro di Leonardo con Mazzarri (subentrato a Donadoni dopo la sconfitta di settembre in casa della Roma) si prospetta da subito difficile soprattutto per la difficoltà di affrontare un avversario assai preparato tatticamente per entrambi oltre che per assenze importanti tipo Nesta, Gattuso e Aronica pur mantenendo fede ai propri dogmi tattici corrispondenti al 4-3-3 (finito per essere un 4-2-4) ed al 3-4-1-2 tramutato in 3-5-1-1:
[Abbiati (cap.);
Oddo (59° Antonini)-Favalli-Silva-Zambrotta;
Seedorf (80° Huntelaar)-Pirlo-Flamini;
Pato (16° Mancini)-Inzaghi-Ronaldinho],
[DeSanctis;
Grava-Cannavaro (cap.)-Campagnaro;
Maggio (84° Dossena)-Gargano-Pazienza-Rinaudo;
Hamsik (87° Denis);
Lavezzi-Quagliarella (76° Cigarini)].
Quando Bergonzi fischia l’inizio delle ostilità si capisce da subito che nessuno dei 2 è disposto a difendersi e i primi minuti riservano subito forti emozioni: corre il 13° quando Maggio va via sulla destra ed approfitta di un pasticcio difensivo Zambrotta-Abbiati per mettere la palla indietro e consentire a Campagnaro d’insaccare a porta vuota dal dischetto portando in vantaggio i suoi; trascorrono appena 180″ e Pato deve lasciare il posto a Mancini per infortunio scombinando tutti i piani del suo tecnico e costringendo i suoi a dover sfruttare maggiormente un Ronaldinho rinato dopo la cura milanista durata tutto l’anno passato…i rossoneri cercano quindi di piazzare l’assedio e i loro sforzi vengono subito premiati al 25° con ancora “Dinho” che riceve un corner corto da Pirlo e pennella un traversone chirurgico sulla testa d’Inzaghi, sempre al posto giusto nel momento giusto. Da quel momento le occasioni inizieranno a scarseggiare intanto che Pirlo si fa ammonire per un fallo tattico e i 2 portieri si dimostrano in buonissima giornata facendo arrivare il duplice fischio con il tabellino invariato.
Al momento che il pallone ricomincia a rotolare i ribaltoni di fronte si susseguono a ritmo infernale: Seedorf si vede murare la conclusione dalla distanza da DeSanctis e Abbiati è tempestivo nel negare la gioia a Quagliarella prima con Maggio poi precedendo appena l’ammonizione di Oddo per un entrata irregolare a danno di Rinaudo permettendo così anche la fiera delle sostituzioni oltre che dei cartellini gialli all’indirizzo di Flamini, Ronaldinho e Cannavaro, Grava, Gargano pure se comunque sarà ancora la tecnica a farla da padrone sulla tattica o l’agonismo permettendo ai nuovi entrati Huntelaar, Mancini e Denis (entrato al fine di far arretrare Lavezzi e consentendo alla coppia Cigarini-Gargano di lavorare un numero maggiore di palloni con serenità) di testare l’ottima condizione degli estremi difensori con altri 2 interventi a testa salva-risultato.
Al triplice fischio ci si accontenta solo del bel gioco espresso ma il pareggio è il classico finale che non accontenta nessuno gettando un’ulteriore alone d’incertezza sulla classifica: il Milan resta a -1 dai cugini e a +3 sulla Roma mentre il Napoli rimane momentaneamente fuori dalla zona Europa ma consapevole di essere ancora in gioco…
A maggio il bilancio non rispetterà le aspettative da nessuno dei 2 lati: il Milan si piazzerà III° in campionato dietro a Inter e Roma chiudendo la Coppa Italia nei quarti in casa contro l’Udinese oltre ad essere buttato fuori agli ottavi di Champions League contro il ManchesterUnited; il Napoli si adagerà al VI° piazzamento in graduatoria accontentandosi dell’Europa League pur avendo centrato tantissime rimonte durante la stagione (fra cui alcune illustri tipo il 2-2 con i milanisti da 0-2 sul terreno amico, il 2-3 in casa della Juve da 2-0 o l’altro 2-2 recuperato in 15 minuti in casa davanti alla Roma e senza contare vittorie ottenute in extremis tipo a Firenze o con il Bologna) aggiungendo pure l’amara uscita agli ottavi di coppa nazionale in casa juventina.
Il nostro viaggio nel tempo attraverso Milan-Napoli è appena iniziato: che altre sorprese ci riserverà?

