
Il diesse è quasi certo di salutare, in bilico anche la conferma dell’allenatore
ROMA – Tutto già visto. A undici mesi dall’ultima rivoluzione, la Roma rischia di trovarsi nuovamente all’anno zero. La sconfitta contro l’Atalanta ha sensibilmente ridotto, se non azzerato, le possibilità di una rincorsa al quarto posto che dura ormai da più di un anno: sempre in affanno, sempre in apnea, sempre dietro a un avversario irraggiungibile.
Il ds Petrachi e l’allenatore Fonseca non ce l’hanno fatta a far meglio dei predecessori Monchi e Di Francesco, che un anno fa – con due punti in più in classifica rispetto alla squadra di oggi – erano a un passo dal baratro dell’addio. Avanti il prossimo: Petrachi è quasi certo di salutare, più dei risultati sportivi gli verranno contestati quelli economici, visto che tra agosto e gennaio non è riuscito a liberarsi di uno solo dei tre esuberi in organico (Pastore, Perotti e Juan Jesus). Si racconta siano già iniziati i sondaggi per sostituirlo che vedrebbero in prima fila l’interista Ausilio con Faggiano del Parma a candidarsi come outsider.
L’allenatore? Chissà. Fonseca non si sente in discussione per sua stessa ammissione, ma c’è una nuova proprietà che sta per fare il proprio ingresso e la prospettiva di una nuova rivoluzione tecnica non è inimmaginabile. Certo c’è ancora tempo: il campionato non è finito, anche se 6 punti sono molti. Soprattutto per una squadra che nel 2020 ha perso 5 partite di campionato su 7. Ulteriore prova della confusione, la divergenza di vedute tra l’allenatore, convinto che il problema sia nella testa dei giocatori, e il portiere Pau Lopez, secondo cui la testa non c’entra proprio nulla. Intanto la Roma, tornata in città, è rimasta per la notte a Trigoria: non una punizione ma un modo per tenere alta la concentrazione.
L’unico alibi è che la terza sconfitta consecutiva sia arrivata in casa di un’Atalanta che da 18 mesi è a tutti gli effetti la quarta forza del nostro campionato. In Europa solo Psg e Manchester City hanno segnato di più, in Italia nessuno, addirittura può permettersi di arrivare a giocarsi gli ottavi di Champions contro il Valencia con il pronostico sbilanciato a proprio favore. E la prospettiva di giocarla anche il prossimo anno è più che concreta: lo scorso anno da marzo in poi la squadra di Gasperini ha vinto 9 partite su 13 senza perdere mai.
E in generale le ultime dieci partite stagionali, da quando Gasperini è sulla panchina atalantina, hanno portato una sola sconfitta. Quasi una garanzia. E una funesta minaccia per le speranze della Roma. Forse non è un caso se, sfumato il sogno di ingaggiare Antonio Conte, la Roma avesse pensato proprio a Gasperini, per ricominciare. Ora tutti a Trigoria difendono Fonseca, consapevoli che non è mai troppo tardi per una nuova rivoluzione.

