VERONA-NAPOLI…5 GIORNI, DOMENICA 23 FEBBRAIO 1986: UN PUNTO A TESTA SERVE POCO

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VERONA – Nel freddo inverno del 1986 sono passati appena 14 giorni dal Carnevale quando in Messico si sta preparando il secondo mondiale di calcio da organizzare in appena 16 anni. Intanto il calcio italiano é arrivato alla metà del girone di ritorno con un turno ricco di partite intriganti come quella della giornata n.22: la classifica di inizio domenica é Juventus 33 punti; Roma 30; Milan, Napoli 25; Inter, Torino 23; Fiorentina 22; Sampdoria, Verona 22; Pisa 19; Atalanta, Como 18; Avellino 17; Udinese 16; Bari 15; Lecce 12 mentre i match previsti corrispondono a Bari-Juventus 0-3 (28′ Cabrini, 65′ Pin, 72′ Briaschi), Fiorentina-Roma 1-1 (22′ Pruzzo; 57′ aut. Boniek), Torino-Milan 2-0 (16′ e 65′ Comi), Verona-Napoli 2-2, Inter-Lecce 3-0 (55′ Tardelli, 75′ e 83′ Rummenigge), Atalanta-Sampdoria 2-1 (40′ rig. Mancini; 79′ rig. e 90′ Magrin), Avellino-Pisa 1-1 (34′ Muro; 57′ Ferroni), Udinese-Como 2-2 (21′ Borgonovo; 44′ Miano, 55′ rig. Edinho; 78′ Borgonovo).

Veleni, nazionali e tattica

Proprio Verona-Napoli é la gara che assieme a quella di Firenze, vede opposte 2 squadre ormai affermate all’interno del torneo anche se la situazione, nella città veneta, vede violenti tafferugli soprattutto di matrice razzista già dalle prime ore della mattina nell’epoca di tutte le partite da giocare alle 15: quasi 31.000 sono gli spettatori e a malapena 8000 napoletani, che appena arrivati dentro lo stadio si vedono esporre uno striscione che riassume molto bene il clima, freddo solo a livello metereologico “CUCB NAPOLI…BENVENUTI IN ITALIA”; mentre i gialloblù, campioni in carica, stanno cercando di divincolarsi fra la salvezza e la zona coppe nonostante la conferma dell’allenatore Osvaldo Bagnoli e della maggior parte dell’organico di un anno prima, il Napoli é divenuto una nuova potenza soprattutto grazie all’arrivo del tecnico Ottavio Bianchi e di capitan Diego Armando Maradona (il più forte giocatore del mondo in quegli anni). Anche sul fronte societario il Verona ha delle novità: lo scorso 10 dicembre 1985 Celestino Guidotti ha chiuso i suoi 5 anni di presidenza relegandosi a consigliere amministrativo ma lasciando tutto a Ferdinando Chiampan, importatore italiano dello sponsor fotografico “Canon”…intanto comincia anche a crescere anche il numero di campioni che parteciperanno al prossimo mondiale: l’Italia campione del mondo (che giocherà la gara inaugurale contro la Bulgaria pareggiando 1-1 il 31 maggio) annovererà capitan Tricella, Di Gennaro, Galderisi e Bagni ma il nostro cammino si chiuderà agli ottavi contro la Francia per 2-0 (peggior risultato assieme al 2002 nel periodo compreso fra 1978-2006) pur essendo stati gli unici a non perdere contro i futuri campioni dell’Argentina capitanati da Maradona (1-1 alla seconda gara dei gironi in cui andrà in gol proprio “el pibe de oro”) mentre Bertoni sarà lasciato a casa in un torneo che vedrà i sudamericani superare la Germania Ovest di Briegel sul 3-2 il 29 giugno 1986 (ad oggi l’ultimo torneo vinto dall’albiceleste) dopo che la Danimarca di Larsen-Elkjaer era stata fatta fuori sempre agli ottavi dalla Spagna per 5-1 in rimonta. I padroni di casa scelgono un 4-5-1 classico mentre il 4-4-2 degli ospiti risulta essere l’assetto più “offensivo” anche se i criteri delle marcature sono gli stessi ma sono diverse pure le assenze: l’infortunato Marangon e gli squalificati Fontolan, Larsen-Elkjaer avverse ai degenti Celestini, Buriani, Giordano oltre al bomber Baiano, giovane fuori per scelta tecnica.

La sblocca Sacchetti

Il Verona, che vuole vendicare la batosta per 5-0 all’andata, é fuori dalla Coppa dei Campioni ormai dal 6 novembre, quando per 2-0 a Torino e fece 0-0 in casa con la Juventus in un derby tutto italiano che si concluderà con tanti rancori (leggendarie le parole di Bagnoli ad un giornalista della Rai a fine partita: “SE CERCA I LADRI SONO NELL’ALTRO SPOGLIATOIO”) mentre a maggio li aspettano i quarti di Coppa Italia col Como semifinalista (vittoria 2-1 in Veneto e sconfitta 3-1 in Lombardia) mentre il Napoli aveva lasciato la coppa nazionale a inizio settembre dietro a Vicenza, Padova insieme a Lecce, Pescara, Salernitana. Inoltre si sa che i veronesi non segnano dal 2-0 con l’Avellino del 12 gennaio (poi sconfitte 1-0 a Como e 3-0 in casa juventina prima del doppio 0-0 con l’Inter e il campo doriano) intanto che i napoletani hanno racimolato l’1-0 con il Lecce prima dello 0-0 con la Fiorentina, successive alla batosta 2-0 sul campo della Roma del 26 gennaio (calcolando pure lo 0-0 di Bergamo in data 19 gennaio, in trasferta manca il gol lontano dalla Campania da Como-Napoli 1-1 del 5 gennaio). Le marcature sono quelle previste: Ferroni-Maradona, Fontolan-Bertoni, Sacchetti-Pecci, Briegel-Caffarelli, Verza-Filardi contro Ferrario-Galderisi, Bruscolotti-Bruni, Bagni-Di Gennaro lasciando svincolati, oltre ai portieri, i liberi (capitan Tricella, Renica) e i terzini sinistri (Volpati, Carannante)…l’inizio di gara é tutto di marca gialloblù, con Garella a salvare su gran destro di Di Gennaro dentro l’area prima che Galderisi colpisca la traversa su punizione di Di Gennaro stesso battuta dalla destra ma l’1-0 giunge solo al 20′ con Ferroni che scende a destra per poi servire Sacchetti al limite dell’area, il cui destro di prima é preciso al punto da spegnersi a fil di palo alla destra di Giuliani (per Sacchetti sarà l’unica firma stagionale oltre a quella timbrata in coppa nazionale contro il Pisa nell’andata degli ottavi 3 settimane addietro). Verso la mezz’ora arriva il pari di Maradona con una bellissima punizione di sinistro a giro dal limite dell’area ma l’arbitro sienese Bianciardi annulla perché la battuta é avvenuta prima del suo fischio suscitando grandi proteste degli ospiti, fra cui pure una persona sempre calma come mister Bianchi (che parlerà così: “SE DOVESSI DIRE CIO’ CHE PENSO SU QUESTE SITUAZIONI STRANE NON POTREI PIU’ FARE L’ALLENATORE”) ma fino all’intervallo la sensazione é sempre che il Verona sia più pericoloso anche se al duplice fischio siamo ancora 1-0.

Maradona prende per mano i suoi

Nella ripresa ecco subito il 2-0: Renica aggancia da dietro Galderisi al 53′ e Bianciardi decreta il rigore che lo stesso Galderisi realizza spiazzando Garella riuscendo a incrociare di destro (per lui é il quarto gol in campionato dopo quello col Torino e la doppietta contro l’Avellino…alla fine saranno 6 in campionato sommando la trasferta col Milan e quello con la Roma insieme ai 5 realizzati in coppa nazionale). Sembra il gol della sicurezza che potrebbe chiudere ogni discorso, ma già al 55′ si riapre tutto: Maradona batte una punizione di destro in area di rigore e Fontolan travolge Bagni in mezzo alla mischia costringendo l’arbitro a fischiare ancora rigore, un rigore che Maradona segna incrociando col mancino per il 2-1; per tutto il secondo tempo il Napoli alza sempre di più il baricentro riuscendo a schiacciare nella loro difesa i padroni di casa effettuando anche un doppio cambio al 65′: dentro Ferrara, che va su Galderisi, per Renica con Ferrario che va a fare il libero mentre Penzo sostituisce Caffarelli…si ripiega quindi su un 4-3-3 in cui Pecci é regista con Bagni e Filardi ai suoi lati intanto che davanti il tridente é Maradona-Penzo-Bertoni ma il tanto agognato pareggio giunge solo all’80’ quando Bertoni batte l’ennesima punizione in area dalla sinistra col destro trovando la respinta di Garella, Ferrara arriva a tirare al volo di destro dal limite e Fontolan respinge ma Ferrario dal limite la rimette in mezzo con un pallonetto di destro in modo da consentire a Maradona di anticipare un’uscita sbagliata del portiere toccando di testa appena prima dell’avversario in modo da fare 2-2 malgrado l’estremo tentativo di salvare sulla riga da parte di Tricella (per il capitano dei partenopei sarà l’unica doppietta stagionale in occasione dei gol n.8 e 9…a fine anno se ne conteranno 11 oltre alla doppietta contro la Salernitana in coppa). Nel finale si gioca poco e si litiga tanto con Verza che stende Pecci in area di rigore azzurra durante una rissa e viene espulso ma al triplice fischio siamo ancora 2-2 con il Napoli che guadagna solo un punto mentre il Verona vede assottigliarsi le chance di qualificazione UEFA con un punto che serve a poco scontentando tutti, una delusione come quella gialloblù sottolineata da Bagnoli nel dopo gara (lo stesso allenatore aveva appena rinnovato il contratto per altri 2 anni in settimana) ma la classifica lascia spazio a poche intepretazioni: Juventus 35 punti; Roma 31; Napoli 26; Inter, Milan, Torino 25; Fiorentina 23; Verona 21; Atalanta, Pisa, Sampdoria 20; Como 19; Avellino 18; Udinese 17; Bari 15; Lecce 12…mancano meno di 2 mesi alla fine della stagione (chiusura anticipata per preparare i mondiali messicani agli ordini di mister Enzo Bearzot, al terzo torneo sulla nostra panchina) e molto é ancora in gioco.

Fine dei sogni di gloria per il Verona e piccola gioia per il Napoli

A fine aprile il Verona, detentore dello scudetto (unico vinto da una squadra non capoluogo di regione nel secondo dopoguerra ed ultimo campionato festeggiato fuori dal pentagono Torino-Genova-Milano-Roma-Napoli) si classificherà decimo salvandosi con appena 5 punti davanti a Sampdoria, Avellino, Udinese, Pisa, Bari, Lecce (+1 su doriani e irpini mentre sui pisani sarà 28-23) mentre il Napoli tornerà in Europa dopo 4 anni piazzandosi terzo dietro a Juventus e Roma (45-41-39 la situazione conclusiva) proseguendo il suo percorso di crescita avviato nel luglio del 1984 con l’arrivo di Maradona per poi veder arrivare Bianchi nel 1985 (dopo le retrocessioni scampate nel 1983 e 1984, i traguardi che sembravano irraggiungibili si fanno sempre più vicini)…si conclude la terza tappa di avvicinamento a Verona-Napoli, alla prossima!!!

Il tabellino

VERONA-NAPOLI 2-2

VERONA (4-5-1): Giuliani; Ferroni, Tricella (cap.), Fontolan, Volpati; Verza, Sacchetti, Di Gennaro, Briegel, Bruni; Galderisi. A disposizione: Spuri, Galbagini, Baratto, Vignola, Turchetta. Infortunati: Marangon. Squalificati: Larsen-Elkjaer. Allenatore: Bagnoli.

NAPOLI (4-4-2): Garella; Bruscolotti, Renica (65′ Ferrara), Ferrario, Carannante; Caffarelli (65′ Penzo), Bagni, Pecci, Filardi; Maradona (cap.), Bertoni. A disposizione: Zazzaro, Marino, Favo. Infortunati: Celestini, Buriani, Giordano. Scelta tecnica: Baiano. Allenatore: Bianchi.

ARBITRO: Bianciardi di Siena.

MARCATORI: 20′ Sacchetti (V), 53′ rig. Galderisi (V); 55′ rig. e 80′ Maradona (N).

NOTE: Espulso Verza (V) per gioco falloso al 90′.

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