
VERONA – Sono trascorsi 21 giorni dalla Pasqua del 1988 e il prossimo 10 giugno iniziano gli europei in Germania Ovest la cui gara inaugurale sarà Germania Ovest-Italia 1-1 in diretta da Dusseldorf mentre il calcio italiano é ormai giunto alla giornata n.27 nell’ultimo campionato a 30 giornate (dall’anno prossimo saranno 34) e con 2 stranieri (diverranno 3 in estate). La classifica di inizio turno é Napoli 41 punti; Milan 39; Roma, Sampdoria 33; Inter, Torino 28; Juventus 27; Verona 24; Cesena 23; Fiorentina, Pescara 22; Ascoli 20; Como, Pisa 19; Avellino 18; Empoli 15 e le gare che interessano, oltre a Verona-Napoli 1-1, sono diverse: Milan-Inter 2-0 (43′ Gullit, 53′ Virdis), Pescara-Roma 0-0, Sampdoria-Juventus 2-2 (28′ rig. Bonomi, 40′ Vialli; 44′ Buso, 90′ Scirea), Torino-Como 1-1 (45′ Giunta; 52′ Comi), Cesena-Empoli 1-1 (46′ Rizzitelli; 76′ aut. Cutrone), Fiorentina-Ascoli 1-0 (19′ Baggio), Avellino-Pisa 1-0 (49′ Schachner).
Riepilogo delle coppe e calendario rimanente
I 45.000 del “Marcantonio Bentegodi” accolgono l’ingresso in campo intanto che la tensione sugli spalti si affetta con il coltello: sono gli anni in cui sta nascendo il partito secessionista della “Lega Nord” e nel settentrione ci sono già tanti consensi oltre alle vecchie ruggini fra le tifoserie, fra cui figurano 13.000 napoletani circa. In tribuna ci sono sia Ferdinando Chiampan che Corrado Ferlaino, i 2 presidenti, i quali devono, purtroppo, pensare ad una stagione piuttosto deludente sul piano delle coppe: il Verona ha salutato la Coppa UEFA nei quarti contro il Werder Brema semifinalista (sconfitta 0-1 in Italia e 1-1 in Germania occidentale) mentre il Napoli aveva lasciato la Coppa dei Campioni (da esordiente assoluto) nel primo turno contro il Real Madrid sempre semifinalista (2-0 a Madrid e 1-1 a Napoli subendo 3 gol grazie ad un rigore, un autorete, una punizione: andranno fuori, in vero, senza subire tiri in porta) mentre in Coppa Italia sarà il Torino finalista ad estromettere il Verona negli ottavi (un 1-0 casalingo per parte per poi cadere 3-1 ai rigori) prima dei quarti col Napoli (1-1 in casa e trionfo 3-2 in rimonta fuori casa). Inoltre va detto che a questa sfida si arriva con numeri molto particolari: il Verona viene da 2 sconfitte casalinghe (0-2 col Torino, 0-1 col Cesena) e non segna da Verona-Ascoli 2-1 del 13 marzo scorso (poi le 2 delusioni casalinghe intervallate dal rotondo 3-0 di Pescara per poi chiudere 0-0 a Pisa) mentre il Napoli, dopo 7 vittorie consecutive a cavallo fra i 2 gironi, non vince in trasferta da Pescara-Napoli 0-1 del 28 febbraio (in seguito sono arrivati 0-0 a Empoli, Torino e il rovescio 3-1 con la Juventus insieme ad appena 2 successi in Campania contro Como per 3-0, Inter per 1-0 dopo aver ceduto 1-2 con la Roma…di fatto la sfida che aprirà più di una crepa).
Campioni e tattica
In panchina ci sono ancora Osvaldo Bagnoli e Ottavio Bianchi (come negli ultimi 2 anni) ma stavolta sono i moduli che cambiano pure se i criteri di base sono sempre quelli della vecchia “scuola italiana”: il 4-4-2 basilare di casa é lo stesso mentre in trasferta l’assetto é quello che noi chiameremmo, oggi, 4-3-1-2 con capitan Maradona fra le linee dietro 2 punte pure mentre Giordano sta fuori per motivi di equilibrio, calcolando che non possono essere sacrificati troppi marcatori in una gara che vede opporsi tanti campioni dei prossimi europei (tutti nel gruppo A) come gli italiani scelti da Azeglio Vicini a livello di Ferrara, Francini, De Napoli, Romano (arriveremo in semifinale ma perderemo contro i finalisti dell’URSS per 2-0) oltre al tedesco occidentale Berthold (anche lui fatto fuori in semifinale, ma per 2-1 in rimonta dagli olandesi futuri vincitori) e al danese Larsen-Elkjaer (uscito al primo turno da ultimo assieme agli spagnoli nel nostro stesso girone: gli scandinavi cadranno 3-2 con gli iberici, 2-0 con i teutonici e 2-0 con noi, che supereremo 1-0 anche le “furie rosse” mentre i padroni di casa li supereranno 2-0 con un gol in più che risulterà decisivo per fargli vincere il gruppo a scapito nostro); il quadro sarà completato dal capitano argentino Maradona e dal bomber brasiliano Careca, che saranno impegnati nel 1987 e nel 1989 in Copa America mentre alle olimpiadi di Seul (arriveremo quarti dietro a Germania Ovest, Brasile, URSS) previste fra il 17 settembre e il 2 ottobre giocheranno Ferrara, Carnevale con Giuliani, Galia.
Maradona illude
Si sa che le assenze sono poche: infortunati come il difensore Bonetti, il regista Di Gennaro da un lato con il centrocampista Miano dall’altro oltre agli squalificati Soldà e Ferrario mentre le marcature sono quelle preventivate in base alle zone di campo…Fontolan-Careca, Pioli-Carnevale, Iachini-Maradona, Berthold-Romano contro Ferrara-Pacione, Bigliardi-Elkjaer, De Napoli-Verza, Bagni-Galia lasciando, così, liberi solo i portieri con i leader arretrati (Volpati-Renica) e i terzini fluidificanti (Volpecina-Francini). Il clima é molto freddo ma solo a livello meteorologico: la notte prima ha nevicato sulle montagne intorno a Verona e la temperatura é molto bassa mentre al 1′ Garella si deve distendere per bloccare un cross basso dalla sinistra effettuato da Elkjaer mentre al 10′ é Giuliani a distendersi per bloccare una bella punzione mancina di Maradona dai 20 metri mentre al 12′ é Renica a mandare alto da fuori area dopo uno scambio veloce ancora con Maradona, che al 13′ si vede deviare un’altra punizione da Verza in barriera ma Carnevale spedisce poi alto di testa; si lotta in ogni zona del campo e nessuno fa sconti neanche nelle entrate più dure mentre Maradona si rifà vivo al 24′ con un corner di sinistro battuto da destra che finisce facile in mano a Giuliani ma sul ribaltone di fronte é Garella che blocca su incornata di Berthold da angolo di Elkjaer. Vantaggio Napoli al 25′: Garella rilancia di piede al volo, Berthold ribatte sulla trequarti ma De Napoli raccoglie, scambia con Romano che gliela restituisce, trinagolo De Napoli-Careca-De Napoli e poi filtrante per Maradona, che si gira su Iachini concludendo di sinistro dalla lunetta dell’area con lo 0-1 (gol n.14 su 15 totali in campionato per l’argentino oltre a 6 di Coppa Italia, l’ultimo lo farà fra 7 giorni nello scontro diretto contro il Milan in casa, nell’anno in cui diverrà capocannoniere del torneo con Careca a 13 timbri secondo alle sue spalle a certificare il miglior attacco del torneo se contiamo pure le 8 segnature di Giordano con le 2 di Carnevale…inoltre questo é il quinto timbro contro i veronesi, di cui il terzo fuori casa ma non sarà l’ultimo realizzato) che momentaneamente manda gli azzurri di nuovo a +3 sul Milan inchiodato 0-0 nel derby (43-40); al 28′ destro fuori da 30 metri di De Napoli mentre al 29′ Pacione tira di sinistro ma la palla attraversa tutto lo specchio della porta senza entrare consentendo a Francini di rinviare. Al 35′ parata facile di Garella su punizione di Elkjaer effettuata di destro rasoterra dal limite dell’area ma nel finale vediamo una sfida molto concitata con l’arbitro romano Magni costretto a ricorrere a molta esperienza per calmare 2 squadre molto tese, visto che il Verona é solo a +4 sulla salvezza visto che l’Avellino sta vincendo 1-0 e il Milan sblocca il derby con Gullit al 43′ (43-41 al momento) ma a parte una punizione indiretta in area in favore del Verona al 44′ per un pallone raccolto dopo un finto rilancio da parte di Garella e un violento scontro Maradona-Ferrara su una mischia da corner non si segnala nulla di particolare prima del duplice fischio: il Verona spinge senza pungere e il Napoli resiste cercando di ripartire ma la manovra non é fluida come poche settimane prima…
Galia fa crollare le certezze partenopee
Nella ripresa il Verona riparte subito forte e al 50′ Garella vola sulla destra a deviare in corner una bordata di Berthold dai 15 metri col destro e al 51′ Bagni spedisce fuori di sinistro su gran servizio di Maradona; al 53′ bell’incornata di Galia che, convinto di essere in fuorigioco, colpisce di testa con poca convinzione ma Garella fa buona guardia proprio nel momento in cui arriva la notizia che Virdis ha raddoppiato a Milano (finirà così, 2-0 rossonero e al momento é sempre 43-41 per il Napoli in vetta). Fino al 60′ vediamo un Verona grintoso che cerca di schiacciare gli avversari a suon di calci da fermo ma il Napoli riparte raramente riuscendo sempre a creare pericoli pur senza mai impensierire Giuliani (De Napoli spedisce 3 volte fuori di testa su ottimi assist di Romano e Maradona) ma al 65′ arriva l’1-1 di Galia: tiro di destro da 30 metri di Iachini che trova l’involontario stop di Galia stesso, il quale si trova ad alzare il pallone di sinistro per poi punire Garella di testa a porta quasi vuota sul filo del fuorigioco (secondo timbro di Galia in campionato dopo quello ancora in casa contro l’Avellino all’andata senza dimenticare le firme a Bolgona e Cesena in coppa nazionale…nessuno lo sa ancora, ma questo sarà il suo ultimo timbro stagionale e l’ultimo gol segnato dal Verona con l’ultimo punto fatto, che perderà 1-0 le ultime sfide a Empoli, Roma e col Como). A questo punto la classifica dice Napoli-Milan 42-41 e tutto che ritorna in gioco anche se ci sono 25′ da giocare: da qui vediamo un Napoli che forza il blocco difensivo del Verona provando a spingere con tutti i suoi uomini ma al 73′ é Pacione, in contropiede, a sfiorare il gol con un sinistro sul primo palo in anticipo a danno di Ferrara, a sfiorare il gol del sorpasso; all’80’ l’unico cambio della sfida: Giordano rileva Carnevale facendo passare i suoi ad un vero 4-3-3 con lui a destra, Maradona a sinistra e Careca in mezzo (il tradizionale tridente Ma.Gi.Ca) ma le occasioni scarseggiano malgrado una parata decisiva di piede di Giuliani su Careca all’83’ e nel finale si vedono solo confuse mischie senza che nessuno riesca a prevalere sull’avversario. Al triplice fischio il campo é stato impietoso: non ci sono stati cartellini, Maradona é stato quasi del tutto annullato da Iachini se non fosse stato per il gol del vantaggio, il Verona ha fatto una delle sue migliori gare stagionali riscattando parzialmente il 4-1 dell’andata (uguale a quello che accadde nel 1986, quando finì 5-0 a Fuorigrotta e poi terminò 2-2 in Veneto) ma soprattutto adesso più mai sarà decisivo lo scontro diretto Napoli-Milan della settimana dopo, essendo le 2 squadre diise solo da un punto (42-41) e se il Milan dovesse vincere “vedrebbe” il primo scudetto in 9 anni pur avendo il calendario peggiore (Juventus e Como contro Fiorentina e Sampdoria previste contro i partenopei) al netto del fatto che gli uomini di Bianchi hanno dato segnali molto preoccupanti sotto tutti gli aspetti dopo un buon primo tempo (nessuno lo sa ancora ma sarà il suo ultimo punto in campionato). La classifica ora dice Napoli 42 punti; Milan 41; Roma, Sampdoria 34; Torino 29; Inter, Juventus 28; Verona 25; Cesena, Fiorentina 24; Pescara 23; Ascoli, Avellino, Como 20; Pisa 19; Empoli 16…in vista pure di Juventus-Torino e Inter-Sampdoria o Roma-Fiorentina, tutto é ancora in gioco.
Il Verona si adagia e il Napoli rimpiange
A metà maggio arriveranno i bilanci definitivi: il Verona chiuderà da decimo con 25 punti precedendo Ascoli, Pisa, Pescara, Avellino, Empoli (retrocederanno solo le ultime 2 per far passare il campionato da 16 a 18 partecipanti mentre i veneti precederanno il Como solo per differenza reti mentre sulla “zona Serie B” avranno solo 2 lunghezze); il Napoli invece, dopo aver dominato a lungo la stagione, chiuderà secondo dietro al Milan (45-42 per i rossoneri) con 2 vittorie nelle ultime 10 gare (3-0 al Como e 1-0 all’Inter) da sommare con 3 pareggi (0-0 con Empoli, Torino e, appunto, 1-1 a Verona) e 5 batoste (1-2 con la Roma, 3-1 sul campo della Juve, 2-3 col Milan, 3-2 a Firenze, 1-2 con la Samp…fino alla Roma si era persa solo una gara: la rimonta per 4-1 con il Milan a Milano alla terz’ultima d’andata) dilapidando 5 punti di vantaggio (2,5 gare di vantaggio, quasi 3…all’epoca un gran bottino) con un finale di stagione fra i più controversi della storia del clacio italiano: si parlerà di una presunta fronda dello spogliatoio contro mister Bianchi capeggiata da Garella, Ferrario, Bagni, Giordano che costerà il licenziamento per tutti i 4 giocatori e coinvolgerà pure Maradona mentre altri parleranno di presunte “combine” legate a scommesse clandestine in cui c’entrava la malavita oppure di presunti accordi fra Ferlaino e Berlusconi nel campo dell’edilizia…una cosa fu sicura, in quella primavera del 1988, ovvero che quello considerato da molti il Napoli più forte di sempre sarà l’unico, nel ciclo azzurro più glorioso di sempre, a chiudere l’anno senza titoli assieme al 1986 avendo infiniti rimpianti. Altra tappa precedente Verona-Napoli archiviata…quale sarà la prossima pagina?
Il tabellino
VERONA-NAPOLI 1-1
VERONA (4-4-2): Giuliani; Pioli, Volpati (cap.), Fontolan, Volpecina; Berthold, Galia, Iachini, Verza; Larsen-Elkjaer, Pacione. A disposizione: Copparoni, Ferroni, Sacchetti, Terracciano, Gasparini. Infortunati: Bonetti, Di Gennaro. Squalificati: Soldà. Allenatore: Bagnoli.
NAPOLI (4-3-1-2): Garella; Ferrara, Renica, Bigliardi, Francini; De Napoli, Bagni, Romano; Maradona (cap.); Careca, Carnevale (80′ Giordano). A disposizione: Di Fusco, Bruscolotti, Filardi, Sola. Infortunati: Miano. Squalificati: Ferrario. Allenatore: Bianchi.
ARBITRO: Magni di Bergamo.
MARCATORI: 25′ Maradona (N); 65′ Galia (V).
