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basketagropoli-16-9Dopo la bruciante sconfitta interna contro Casalpusterlengo, la Virtus Roma di Attilio Caja va ad Agropoli, provincia di Salerno, in cerca del primo sorriso stagionale, per dare una scossa ad una classifica preoccupante. Con il successo di Biella contro Ferentino, i romani sono rimasti sul fondo della classifica a quota 0 in compagnia della sola Omegna. Per la Virtus la trasferta cilentana (domani, Domenica 8 Novembre, ore 18) si presenta complicata, considerando che si va sul parquet della squadra finora rivelazione di questa Serie A2, quell’Agropoli di Antonio Paternoster unica nel compartimento Ovest capace di vincere tutte le prime 4 gare stagionali, prima di cadere contro Rieti nell’ultima giornata. Al PalaDiConcilio i ragazzi di Caja dovranno far fruttare al massimo quei progressi, specialmente in fase offensiva, emersi nel match contro Casalpusterlengo. Lo spostamento della trasferta di Reggio Calabria dall’11 al 19 Novembre consentirà alla Virtus di arrivare al fondamentale match casalingo di Domenica 15 contro Biella senza impegni infrasettimanali; ma arrivarci con la conquista dei primi 2 punti in classifica darebbe una scossa emotiva che a Roma, ormai, manca da troppo tempo.

DUECENTOQUATTRO GIORNI – Duecentoquattro, 204. Sono i giorni che domani, giornata in cui si disputa Agropoli-Roma, saranno trascorsi dall’ultima vittoria in gare ufficiali della Virtus. Era il 19 Aprile, a malapena sei mesi e mezzo fa, ma sembrano passati secoli: l’Acea Roma di Dalmonte surclassava al PalaTiziano la Enel Brindisi di Bucchi con un perentorio 80-58, che lasciava ancora speranze di accedere alla post-season, le quali sono poi naufragate nella strada che da Trento conduce a Bologna sponda Virtus. Ora gli uomini di Caja vanno ad Agropoli con un’impellente necessità di vittoria, dopo la beffa interna subita con Casalpusterlengo. Un match, quello contro i lombardi, segnato ancora una volta da quella discontinuità che attanaglia inesorabilmente la “Virtus del #riparTiAmo”: fluida e razionale prima, scomposta e folle dopo, nuovamente cinica ed attenta, ancora dura a morire, cedevole nel finale di gara. Contro i lombardi l’attacco ha dato segnali positivi, mettendo a referto ben 90 punti e dando vita ad un confronto impietoso rispetto alle precedenti uscite: il massimo di punti all’attivo registrati prima di Domenica scorsa erano i 70 di Ferentino, mentre con Casalpusterlengo si è arrivati a quota 67 già al trentesimo minuto. Ma Roma rimane il peggior attacco della seconda serie nazionale, con 333 punti segnati. E preoccupa il dato che dei 90 punti segnati contro i lodigiani solamente 2 siano arrivati dalla panchina (Zambon), anche a causa dello scarso impiego delle riserve. A traballare però è stata una difesa da 94 punti subiti, con l’ex Sandri che ha registrato un micidiale 6/8 dall’arco ed il pivot Chiumenti, autore di 22 punti e 9 rimbalzi, che ha palesato ancora una volta le difficoltà di Callahan ad agire da 5. Il 18/37 dall’arco dei ragazzi di Finelli è dovuto al tanto spazio lasciatogli dai romani: triple aperte, con piedi a terra, e Fultz in fase di regia che ha dettato i propri ritmi. Errori difensivi da non ripetere più: a partire dal match di Agropoli.

AGROPOLI, OASI FELICE – Virtus Roma ed Agropoli sono accomunate da Donato Avenia. L’ex azzurro classe ’66, alla Virtus per 4 stagioni e facente parte della squadra che vinse la Coppa Korac nel 1992, è nativo proprio del comune cilentano. Ed il 1966 è un anno importante per Agropoli: non solo nasce Avenia, ma soprattutto sorge la Polisportiva Basket Agropoli, ad opera di un gruppo di liceali guidati da un professore di Educazione Fisica, Gaetano Carola. I primi anni di vita vedono la squadra giocare all’aperto, ed una prima “svolta” si ha all’inizio degli anni ’70, quando si passa a giocare, sempre outdoor, nella palestra della Scuola elementare comunale per disputare i primi campionati a livello provinciale e regionale. Fin da subito il pubblico locale sembra gradire lo spettacolo, tanto che la Domenica mattina le tribune della palestra sono sempre molto affollate per assistere alle partite. Nel 2016 la società compirà 50 anni di storia, e si avvicina a tale traguardo avendo raggiunto nell’ultimo lustro categorie mai esplorate prima. Agropoli è una piazza dove si è sempre lavorato con tranquillità, senza eccessive pressioni, con mare e sole a dominare lo scenario e da circa 30 anni con tre solide certezze: Giulio Russo, Franco Di Sergio e la Banca di Credito Cooperativo dei Comuni Cilentani. Il primo è il presidente del Basket Agropoli da ormai 20 anni ed è in società dalla fine degli anni ’80, il secondo va a ricoprire il ruolo di direttore sportivo della squadra per la 27a stagione, la BCC è lo sponsor ufficiale dei ‘delfini’ da circa 3 decenni. La storia recente della società ci riporta al 2010 quando, dopo quasi quindici anni (alcuni dei quali passati in D, con la C2 riottenuta nel 2002), Agropoli riesce finalmente a tornare in Serie C1 stravincendo il campionato, dopo tanti tentativi andati a vuoto. Il capolavoro è messo a segno da coach Franco Lepre, a lungo capitano dei delfini, prima di diventarne, appunto, allenatore; una figura storica per il basket agropolese. Da qui è passata anche la guardia Nicolas Richotti, oggi nazionale argentino e stella dell’Iberostar Tenerife (Liga ACB), che è rimasto nel cuore dei tifosi biancoblu. Giocò ad Agropoli nella stagione 2006/07, non riuscendo però a condurre i cilentani alla promozione. L’anno dopo la conquista della C1, nel 2011, arriva anche la Serie B, al termine di un’emozionante finale playoff vinta in decisiva gara3 sul campo di Racalmuto. Agropoli si issa a livelli mai raggiunti prima: nel primo anno in B arrivano subito i playoff, uscendo al primo turno contro la corazzata Fortitudo Agrigento. La stagione 2012/13 si conclude con un decimo posto in regular season e sarà la prima di Antonio Paternoster alla guida dei delfini. La semifinale persa nel 2014 contro Bisceglie è il preludio della strepitosa stagione 2014/15, con una regolar season conclusa al primo posto, una post-season dominata senza neanche una sconfitta ed una Final Four da giocare a Forlì. Il primo match point per l’A2 lo si ha contro Rieti: una gara tirata e decisa da un errore ai liberi di Marulli a 3 secondi dal termine (29 punti per lui nel match). 67-66 per Rieti il finale, che avanza in A2. La sconfitta consegna la possibilità di giocarsi nuovamente la gloria il giorno seguente, contro Siena, che però travolge Agropoli 73-54. Ma la promozione arriverà lo stesso: a metà Luglio il Consiglio Federale della FIP esclude dalla Serie A2 l’Azzurro Napoli Basket e la prima squadra in lizza per il ripescaggio è proprio Agropoli. I circa 22 mila abitanti della città cilentana possono far festa: è A2, per la prima volta nella sua storia. Una festa che sembra non finire: vittoria all’ultimo respiro nel debutto contro Barcellona, colpo grosso ad Agrigento, vittoria sulla favorita Ferentino e rimonta di ben 22 punti con Casalpusterlengo in trasferta. 4/4 al debutto in A2!! L’assenza dell’asso Terrence Roderick ha pesato moltissimo nell’ultimo match, con Rieti uscita vittoriosa dal PalaDiConcilio, il quale è stato ampliato in Estate fino a 1000 posti, con costi a carico del Comune, per evitare di giocare la regular season a Scafati. Un’oasi felice Agropoli, che non smette di sognare in grande.

IL ROSTER AGROPOLESE – Una squadra fatta in ritardo ma che vanta un quintetto base di assoluto spessore. Fase di regia affidata a Riccardo Santolamazza, esperto play classe ’83, cresciuto nella Fortitudo Roma ed unico ex della gara, con 2 presenze nella Virtus Roma 2001/02 targata proprio Attilio Caja, che lo fece debuttare in A1 durante un Fabriano Basket-Wurth Roma 77-83 datato 24 Aprile 2002. Lo spot da guardia tiratrice è nelle mani di Terrence Roderick, americano (il primo nella storia di Agropoli) classe ’88 già visto in Italia con le canotte di Rimini, Cremona e Forlì, che torna nel bel paese dopo 2 anni in Israele (finale playoff nel 2014 con il Maccabi Haifa). 20 punti di media a partita per lui finora (con buzzer beater vincente contro Barcellona al debutto), assente nel match contro Rieti per una distorsione al ginocchio destro che lo tiene ancora in dubbio per la gara con Roma. L’italo brasiliano ed oro ai Campionati americani 2009 Jonathan Tavernari ricopre il ruolo di ala piccola titolare, viaggiando a poco più di 15 punti di media a partita; non è nuovo al territorio salernitano, avendo già giocato a Scafati, oltre che a Biella, Pistoia e Tortona. Dalla NPC Rieti che ha battuto Agropoli nella già citata recente Final Four, è arrivato il classe ’90 Stefano Spizzichini, ala forte dell’attuale quintetto base cilentano. Che si chiude con il centro Marc Trasolini, classe ’90 e vero colpo di mercato estivo del club di patron Russo. L’italo canadese viene da due stagioni in A1: la prima con Pesaro, chiusa con 10 punti e 7 rimbalzi di media e la seconda, meno brillante, con Avellino. L’inizio di questo campionato è stato spumeggiante: 24 punti ed 8 rimbalzi di media, il 66% da due, 35 punti solo ad Agrigento e 31 a Codogno contro Casalpusterlengo. Nella panchina agropolese c’è molto spazio per i giovani, partendo dal “già anziano” 27enne Giovanni Carenza, ala che conosce bene questa categoria avendola giocata con Ostuni, Veroli e Roseto. Un prospetto molto interessante è il classe ’97 Riccardo Bolpin, playmaker di ben 1.97 m, scuola Reyer Venezia (con cui ha debuttato in A1 contro la Virtus Bologna lo scorso 8 Marzo, con tanto di tripla a segno) e protagonista per l’Italia negli ultimi Campionati europei under 18. Enrico Merella è un play, classe ’95, che ha avuto poco più di 4 minuti di media di spazio nelle 3 gare giocate finora e che lo scorso anno ha debuttato in A1 con la canotta della Dinamo Sassari contro Pesaro. Un buon apporto invece quello della guardia Federico Di Prampero, anch’esso classe ’95, che con 13 minuti e 3 punti di media risulta essere il ‘sesto uomo’ della squadra. Chiudono il roster il pivot Ludovico De Paoli, classe ’92, con un breve passato in B con la Stella Azzurra e Davide Bovo, ala classe ’97, scuola Reyer Venezia come Bolpin.

IL PUNTO IN CASA VIRTUS – Quanto visto con Casalpusterlengo è utile per sviluppare finalmente un campionato dignitoso, senza perdere altro tempo. Contro Agropoli si spera che Maresca ripeta la buona prestazione avuta contro i lombardi, fatta di penetrazioni vincenti fin sotto canestro e di circolazione perimetrale della palla, senza incappare in ‘perse’. Ci è piaciuto l’asse creatosi tra Voskuil e Callahan sul pick n’ roll , ma il danese non può giocare per tutta la gara, agendo da guardia con Meini in campo e da play quando c’è Bonfiglio. Se l’ex Varese ha sofferto pivot di seconda fascia come Mortellaro, si teme il peggio per il duello con quel Trasolini MVP del mese di Ottobre nel girone Ovest; fermo restando che Callahan non è un pivot puro. E poi c’è anche da decifrare Jamal Olasewere, la cui buona fisicità non è tale da relegarlo ad ala grande. Nel belga Verviers-Pepinster giocava da ala piccola, ma il nigeriano non ha confidenza con il tiro dall’arco, spesso corto anche a causa di gambe troppo rigide, che danno poco slancio nell’uscita della palla dalle mani. Può e deve aumentare l’apporto dalla panchina: più minuti per Casagrande ed il recupero di Benetti, dopo l’opaca prova contro Casalpusterlengo. Servirà un’aggressività non fallosa. In base alla presenza o meno di Roderick il match può assumere un aspetto diverso: l’americano è essenziale negli equilibri agropolesi, per punti realizzati e per assist effettuati (5 di media a gara, come Santolamazza). La sua assenza potrebbe incidere sull’andamento del match, come accaduto con Rieti. Ma Roma non può fare questi calcoli: Roderick o meno, la Virtus deve porre fine alla sua astinenza da vittoria. Le emorragie vanno bloccate. Sempre.

A nome della redazione Virtus Roma di TimeoutChannel, si ringraziano vivamente il direttore sportivo Franco Di Sergio e Francesco Carrato per le tante informazioni fornite.

Matteo Buccellato

Di admin

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