SVILAR 6 – Più sbadigli che rischi per il portierone di Anversa, che si limita a gestire l’ordinaria amministrazione.
MANCINI 10 – Anni fa saremmo partiti da questo principio: “Dieci se da solo a Farcao”, celebre frase di un film anni ’80. Visto però che il Divino si è ritirato da un pezzo, il massimo dei voti è tutto per Mancio nostro. Inattaccabile baluardo difensivo, si traveste da bomber asfaltando l’Armata Brancaleone sarriana con una doppietta. Da palla inattiva ormai una sentenza.
(88’st) Ziolkowski sv
NDICKA 6 – Contiene bene Dia, ma al tramontare della prima frazione un infortunio muscolare lo estromette dalla contesa.
(37’pt) Rensch 6 – Prima sull’out destro, poi trasloca a sinistra per una prestazione pulita, senza fronzoli.
HERMOSO 6.5 – Testa alta e petto in fuori, Ispanico (altra cit. cinematografica) affronta a muso duro il ruvido Cancellieri rendendolo di fatto inoffensivo.
CELIK 6.5 – Fa quel che il Gasp gli chiede, sbagliando poco o nulla.
EL AYNAOUI 6.5 – Presenza costante nella zona nevralgica, serve ad El Shaarawy la palla per chiudere in gloria la sua carriera in giallorosso, ma il Faraone non ci arriva.
PISILLI 6.5 – Sonnacchioso in avvio, si riprende col trascorrere dei minuti.
(1’st) El Shaarawy 6 – Alla sua ultima passerella davanti al popolo giallorosso, avrebbe meritato il gol del 3-0. A fine gara dall’emozione non trattiene quella tacrimuccia che, siamo sinceri, è scappata anche a noi.
WESLEY 5.5 – Meno brillante e reattivo del solito, sj fa irretire dal provocatore Rovella e viene espulso. Arrivederci al 2026/27.
CRISTANTE 6.5 – Qualche errore lo fa, ma resta incollato come un rottweiler a Rovella concedendogli ben poco.
DYBALA 8 – Sale di tono col passare dei minuti, confezionando una magia dopo l’altra. Prova a mandare in gol Malen, ma il deb Furlanetto dice di no. Esce per la standing ovation.
(43’st) Dovbyk sv
MALEN 6.5 – Pur non andando a bersaglio, è una costante spina nel fianco della Longobarda biancocekeste.
(43’st) Soulé sv
ALL. GASPERINI 8 – Con il suo mood serio, concreto e di poche parole ha conquistato anche i più scettici. La sua Roma lo ripaga con una prestazione da applausi che la rilancia competamente in zona Champions.
MVP: Mancini

