Anche Malen in sala stampa alla vigilia della sfida con i Galacticos.
Quanto metterai in campo dopo la frustrazione di Como? Il divario con il Real Madrid non è poi così irraggiungibile?
«Per noi è importante concentrarci su noi stessi. Personalmente, la frustrazione non è più così grande. È andata così, non era mia intenzione fare male a qualcuno o cose del genere. Quindi andiamo avanti. Siamo molto motivati per la partita di domani. Penso che sarà una serata fantastica per la Roma, perché giocheremo in casa in Champions League contro un grande club come il Real Madrid».
Hai affrontato due volte il Real Madrid, ma mai in casa. Quanto pensi possa incidere?
«Sì, penso che il sostegno dei tifosi sia molto importante, soprattutto nei momenti di difficoltà, come quelli appena citati. Quando giochi in trasferta ci sono ancora più fattori da considerare. Adesso, invece, giochiamo in casa, davanti ai nostri tifosi. Credo che possano darci un sostegno enorme, soprattutto in situazioni del genere».
Come pensi di vivere questa esperienza in Champions League?
«È qualcosa di speciale. Penso che, quando sono arrivato qui lo scorso anno, uno degli obiettivi principali fosse proprio quello di tornare a giocare in Champions League. Adesso poter disputare la prima partita in casa contro il Real Madrid è davvero speciale e non vediamo tutti l’ora».
Dal primo giorno sembrava che giocassi qui da tempo. Cosa ha rappresentato e rappresenta di speciale Roma e la Roma?
«Prima di tutto l’allenatore, che mi dà fiducia e mi concede tanti minuti in campo. Penso che anche i miei compagni mi abbiano accolto molto bene per quello che sono, sia come persona sia come calciatore, e mi abbiano sempre sostenuto, così come lo staff tecnico. Poi ci sono i tifosi e la città, che trovo davvero fantastici. Credo che, mettendo insieme tutti questi elementi, un calciatore riesca a esprimere il meglio di sé».
Hai sentito Bellingham? Hai parlato di lui con i tuoi compagni?
«No, non ci ho parlato. Lo conosco molto bene, abbiamo giocato insieme per tanto tempo. È un calciatore davvero speciale, con tantissima qualità. Ho anche un ottimo rapporto con lui e non lo vedevo da un po’, quindi sarà bello ritrovarci».
Hai chiesto scusa a squadra e compagni dopo quanto accaduto a Como. Hai realmente avuto un senso di responsabilità dopo quanto accaduto? La partita di domani è quella giusta per mettersi tutto alle spalle?
«Dopo la partita è stato uno dei momenti più stressanti che abbia vissuto da tanto tempo, guardando i miei compagni giocare. Quando prendi un cartellino rosso e la tua squadra perde, senti che la colpa è tua. Penso, però, che quella di domani sia una partita a sé, che non ha molto a che vedere con quanto accaduto. Quindi andiamo avanti».

