LA CONFERENZA STAMPA DI GASPERINI: Dybala non ha nulla di particolare, la lesione muscolare di Konè non è grave, serve rosa più ampia

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Gasperini alla vigilia della sfida col Genoa.

Sulla rosa da allungare.
«Io volevo spiegare una cosa, con il rischio che qualcuno mi dica che mi lamento. Non è questo il punto. La questione è che oggi chi fa le coppe, chi gioca la Champions e affronta questo tipo di calendario, non può più avere una rosa numericamente uguale a quella di qualche anno fa, di cinque o sei anni fa. Poi possiamo anche andare ad attingere dal settore giovanile, non giocheremo mai in dieci, tranquilli. Però, numericamente, per chi fa le coppe, con il calendario che c’è, è ormai evidente che bisogna affrontare una quantità di partite tale da rendere necessario avere una rosa più ampia».

Sui calci d’angolo difende a zona.
«Difesa a uomo a tutto campo? Ormai è diventata un’etichetta. Ma anche nel gioco, difficilmente ho visto, per esempio, Molina finire dalla parte di Wesley e Wesley finire dall’altra parte. Quindi, nella propria zona, i giocatori difendono e, in una situazione così ridotta di pochi metri, all’interno della tua zona vai comunque a difendere sull’uomo, sull’avversario. Poi può girare, può essere uno o l’altro, ma non lo segui dappertutto. È una difesa che è sempre stata efficace, che ci ha sempre dato dei risultati. Non era mai successo quello che è successo l’altra sera. Ci ha dato anche dei risultati offensivi, perché abbiamo segnato dei gol e vinto delle partite l’anno scorso, a un certo punto, con Mancini, Hermoso, Ndicka e soprattutto Cristante. L’altra sera è successo questo e quindi ne prendiamo atto, certamente, ma andiamo anche ad analizzare le situazioni. Sicuramente sul gol del 3-2 c’è stata una mancanza di organizzazione, mentre sugli altri due gol è calata un po’ l’attenzione».

La Roma deve gestire le partite con la stessa intensità per 90 minuti?
«Rispetto sempre tutte le considerazioni di tutti, però alcune sono un riferimento per me, altre non lo sono affatto. Oggi il calcio è questo. Come ho detto prima, ci sono state partite che abbiamo ribaltato e altre in cui invece siamo stati rimontati. È innegabile che nell’ultimo quarto d’ora, quando le partite sono equilibrate, pesino molto i cambi e le nuove situazioni. Però non c’è un problema, se non il fatto che magari giochi tante partite. Quando giochi tante partite può succedere che qualcuno abbia un calo e che entrino giocatori molto forti. Quindi devi ricorrere anche a questi cambi. Ma questo vale nel bene e nel male. Che le partite debbano durare novanta minuti è innegabile.Quella dell’altra sera è un’anomalia. Se avessimo preso altri tipi di gol, allora si sarebbero potuti fare altri discorsi. Questi sono tre gol nati tutti da palle inattive. Poi ognuno è libero di pensarla come vuole, chiaramente».

Su Soulé e Mora.
«Sono due ragazzi indubbiamente in crescita. Mora è giovanissimo e sta giocando sempre più sulle ali. Soulé ha 23 anni, quindi non è ancora un giocatore completamente definito nelle sue caratteristiche, però ha già disputato più campionati ed è un giocatore di valore. Quindi non c’è alcun problema con questi ragazzi».

A che punto è Pellegrini in termine di condizione atletica? De Roon è pronto a fare quattro partite in dieci giorni da titolare?
«De Roon ha giocato molto più di quattro partite in dieci giorni. Ha una continuità, nonostante abbia un’età non più giovanissima per un atleta, però non ha avuto difficoltà. È un atleta sano e quindi non ha avuto questo tipo di problemi. Vedo che anche per lui questa nuova esperienza è fortemente motivante. Il gol dell’altra sera è sicuramente anche un premio per la scelta che ha fatto, che non è stata facilissima. Però è un giocatore di assoluta affidabilità. Pellegrini è diverso, perché ha avuto un intervento chirurgico ed è stato fuori per mesi. È un giocatore che sta ritrovando la condizione, ha bisogno di giocare per recuperare un po’ di forza e di condizione fisica, perché è diverso stare fermi rispetto a stare fermi per un infortunio. Però è sulla strada giusta».

Su Cristante.
«Sì, lo dicevo prima, ci auguriamo che possa essere disponibile per Napoli. Non sarà facile, però il tentativo e la speranza sono quelli. Lui è sicuramente un guerriero e quindi, in una situazione di difficoltà, farà ancora di più. Ce lo auguriamo. Non vogliamo, comunque, mettere a repentaglio il recupero da una lesione che sta procedendo bene. Se non sarà per Napoli, sarà per la partita successiva».

È rimasto poco contento di alcuni ingressi? A cosa è dovuto il contraccolpo psicologico?
«Di psicologico proprio niente. La squadra al 77′ ha avuto una palla con Pellegrini per andare in porta. Io ho visto un’altra cosa. Poi rispetto le idee di tutti, ma probabilmente ho visto un’altra partita. Sulle situazioni di calcio d’angolo è chiaro che ci sia stato un timore, una mancanza di reazione, perché le hanno prese tutte, cosa che fino a quel momento non era successa. Poi sulla psicologia e su queste cose si può parlare per mesi. Cercherei di farla un po’ più semplice. Mi avete chiesto dei cambi? Mora mi avete detto voi che è entrato bene. Pellegrini? È entrato bene. Chi è entrato? Balerdi? Pisilli è entrato dopo venti minuti, quindi di cosa parliamo? Purtroppo abbiamo avuto una defezione dopo dieci secondi, subito, e magari avremmo avuto un cambio in più. Queste sono le cose che ci stanno succedendo ultimamente. Balerdi e soprattutto Koulierakis sono entrati a nove-dieci minuti dalla fine e hanno partecipato alle situazioni sui calci d’angolo. Diversamente non mi sembra che ci siano state situazioni così pericolose oppure pressioni tali da metterci in difficoltà. Sono venute fuori queste situazioni da calcio d’angolo e sono nati questi gol. È una situazione veramente un po’ anomala, però giustamente bisogna soffermarsi su quello. Questo finisce per mettere in secondo piano tutto il resto della partita e fa parte anche delle conseguenze del risultato».

Contro il Genoa un attacco più stretto? Possibile un difensore avanzato in mediana?
«Dobbiamo valutare tutte queste cose, è chiaro. In questo momento, a meno che non ricorriamo a ragazzi della Primavera, e lo farò comunque, abbiamo fuori Svilar, ma tra i giocatori di movimento ci sono Malen, che è squalificato, Dybala e Cristante. In più abbiamo una serie di altre assenze. In questo momento abbiamo numeri in difesa e sugli esterni, mentre a centrocampo e in attacco siamo risicati. Abbiamo dei cambi, però per giocare ci siamo, mi pare, non c’è nessun problema. Sono ragazzi che hanno giocato tutti. I giocatori di cui stiamo parlando sono andati tutti in campo. È chiaro che domani abbiamo bisogno di forza, di convinzione, di energia, chiunque giochi. Rientriamo nella competizione del campionato, dove siamo protagonisti. Poi è chiaro che il campionato dura 38 giornate e ci sono margini di recupero, ma domani è una partita in cui, in un modo o nell’altro, dobbiamo tirar fuori tutto. Sono sicuro che avremo lo spirito, la mentalità, la forza e l’energia per giocare una partita cercando di vincere. Perché, se vinci questo tipo di partite, acquisisci fiducia, recuperi i giocatori e dai valore a quelli che hai. Perché i giocatori li abbiamo, ma dobbiamo dare valore anche a quelli che magari in questo momento è necessario impiegare».