Il recupero di Dzeko, operazione riuscita (rs web CdS.it)

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Spalletti ha restituito spazio e onore al bosniaco

La Roma ha deciso di non fermarsi più. A Udine ha vinto per l’ottava volta consecutiva, mantenendo una media di 3 gol a partita, anche se nella nuova Dacia Arena ne ha fatti solo 2 e ne ha sbagliati una montagna. Anche se il suo intento non era quello di sbriciolare l’Udinese, doveva almeno mettersi al riparo da sorprese. Invece la squadra di Spalletti ha chiuso il primo tempo solo sull’1-0 e a inizio ripresa ha rischiato di incassare un gol da Duvan Zapata (palo con un colpo di testa su angolo di Bruno Fernandes) e uno da Thereau. Bella ma troppo buona.

La novità, o meglio, la conferma dopo la difficile notte madrilena, è Dzeko al centro dell’attacco, come aveva preannunciato l’allenatore. Non il trio fantasia e tecnica formato da Salah, Perotti ed El Shaarawy, come reparto più avanzato, ma lo stesso trio alle spalle del bosniaco. Non avendo la coppia Danilo-Felipe la stessa consistenza di Sergio Ramos-Pepe, per Dzeko è stato tutto molto più facile, ha segnato e aiutato la squadra in fase offensiva. Ha fatto una buona partita.

Da questa partita, Spalletti esce con una risorsa in più. Può giocare con un attacco con o senza Dzeko. Ci saranno agare in cui l’ex centravanti del Manchester City potrà riposare, ma in questo modo il tecnico di Certaldo ha adesso quattro giocatori per tre posti. Li può ruotare secondo la condizione fisica e la natura delle difese avversarie. Per questo il recupero di Dzeko è un’altra operazione riuscita di Luciano Spalletti.

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