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I giallorossi di Spalletti stravincono il derby con la Lazio 4-1. Ora il Napoli è a soli 4 punti

La decima gara da imbattuta è la più bella per la Roma, che si aggiudica il derby con un netto 4-1. Stavolta la favorita non si smentisce e la Lazio vede bucarsi anche l’ultimo paracadute di una stagione da dimenticare.

Spalletti festeggia la prima stracittadina dal suo ritorno in giallorosso, la quarta in carriera. Una vittoria ottenuta in un Olimpico deserto, spoglio di colori e coreografie, e senza capitani in campo: niente passerella per Totti e pure De Rossi in panchina 90 minuti. Il tecnico toscano sceglie il tridente con il falso nove Perotti e si tiene l’arma Dzeko di riserva.

La gara è un po’ bloccata, la tensione si fa sentire. I biancocelesti fanno subito capire che non renderanno le cose semplici ai giallorossi, ma sono loro ad andare per primi in vantaggio, al 16’: cross di Digne per la testa di El Shaarawy, che schiaccia e angola, battendo Marchetti. L’1-0 non demoralizza la Lazio, che cerca il pari su punizione con Biglia, palla alta. Il clima si scalda quando Felipe Anderson chiede rigore per un contatto in area con Rudiger, ma non c’è niente e si va avanti. Al 40’ il primo palo di una lunga serie sfortunata: è di Pjanic, con il destro a giro. Nainggolan un minuto dopo si fa ammonire ed è un giallo che gli costa caro, perché era diffidato e salterà Roma-Bologna. Il belga al 45’ sfiora il raddoppio con un bel sinistro, si è messo in testa di lasciare il segno e ci prova appena ha la palla tra i piedi, ma pecca in precisione.

La ripresa è più movimentata, all’8’ Florenzi mette la palla indietro sul dischetto, dove c’è Salah, che però è impreciso e spreca. Al quarto d’ora Spalletti si gioca la carta Dzeko, fuori El Shaarawy. Ѐ proprio il bosniaco a segnare il 2-0 per la Roma al 19’, destro di prima intenzione dopo il palo di Perotti. Al 23’ colpo di testa di Hoedt, legno anche per la Lazio. Un minuto dopo è la traversa a tremare sul colpo di testa di Parolo deviato da Szczesny. Seguono vivaci proteste dei biancocelesti per un dubbio contatto tra Manolas e Keita. Nainggolan al 25’ si arrende per un colpo subito in precedenza, chiede il cambio ed entra Iago Falque. Al 28’ occasione per la Lazio, Keita in mezzo per Klose in scivolata, palla in angolo. Al 30’ lancio di Keita per Klose che di testa anticipa Szczesny in uscita, a porta vuota Parolo mette dentro l’1-2. Parolo sfiora il pareggio subito dopo, Spalletti corre ai ripari e inserisce Zukanovic al posto di Salah. Mossa difensiva che funziona, perché così avanza Florenzi a centrocampo e ha più possibilità di attaccare, come al 38’, quando segna il 3-1 con un destro al volo all’angolino. I compagni lo sommergono, è il gol più bello con la fascia al braccio. Al 42’ Perotti cala il poker, per la Lazio c’è poco da fare. E nel finale viene anche espulso Hoedt per doppio giallo.

Finisce 4-1, è festa giallorossa. Decimo risultato utile consecutivo e terzo posto blindato. Ora il Napoli è a 4 punti di distanza e guardare più in alto si può.

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