Le parole del presidente dopo il terzo no della Fip all’iscrizione in A2: «Il Coni ci darà ragione, 60 anni di storia non si cancellano»
Messa fuori dalla serie A2 da tre sentenze della Fip, la Virtus Roma ruggisce per bocca del suo presidente Claudio Toti. Il patron non ci sta. «Abbiamo ancora due gradi di giudizio, il collegio di Garanzia del Coni e poi, eventualmente, il Tar. Prima di dichiararci morti devono aspettare. Il Consiglio Federale della Federbasket non ha voluto ammettere il proprio errore, magari pensando che a Roma oggi possa bastare una sola squadra in serie A2 che non si chiami Virtus. Ed in questa storia mi pare che si stia combattendo una battaglia più contro il sottoscritto che contro il club».
È teso il presidente che prosegue come un fiume in piena. «Andremo avanti fino in fondo perché abbiamo grandissima fiducia in quella che sarà la decisione del Coni. Vogliamo dimostrare come la Virtus abbia tutto il diritto a disputare il prossimo campionato di serie A2. Non si possono cancellare 60 anni di storia senza tenere conto delle nostre evidenti ragioni». Poi una considerazione che non è certo sfuggita ai più. «La Corte d’Appello Federale nell’udienza di giovedì scorso ci ha messo poco più di un’ora e mezza a prendere questa pesantissima decisione. Però poi si comunica che, vista la complessità della materia, potrebbero essere usati tutti i 10 giorni a loro disposizione per pubblicare le motivazioni. È bizzarro. E questo poi allungherebbe i tempi e si finirebbe oltre ferragosto tenendo bloccata l’operatività della società. Ci danneggerebbe tantissimo». Quindi un’amara considerazione. «Del movimento cestistico di Roma ho sentito pochissime persone che mi hanno testimoniato vicinanza e solidarietà. Si vede che Claudio Toti e la Virtus non sono più di moda come qualche anno fa».
I rapporti con la Fip sono invece ormai nulli. «Non ci sentiamo. Ho manifestato al presidente la mia delusione e rabbia dopo la seduta del Consiglio Federale del 16 luglio. Mi sarebbe piaciuto che tutta questa diligenza fosse stata usata in passato, quando evidenti violazioni amministrative non rendevano equi i campionati. Lo denunciavo allora e mi ridevano appresso. Poi i fatti mi hanno dato ragione». Ringrazia i giocatori che hanno sottoscritto un contratto per la Virtus. «Credono nelle nostre ragioni e, ad oggi, nessuno mi ha chiesto di andare via. Ma questi ragazzi non posso aspettare in eterno. Per questo chiedo che le motivazioni, che ci consentiranno di predisporre il ricordo, vengano presto ufficializzate».
La parola passa poi all’avvocato Tobia. «Speravo in una sentenza favorevole in Corte Federale, ma sapevo che alla fine saremmo dovuti arrivare al Coni. Ci sono alcune situazioni strane. Conosciamo i provvedimenti federali per metà, perché mancano alcuni allegati, mentre per esempio ho visto sbucare fuori dal fascicolo del presidente del giudizio di secondo grado una nota che la Fip aveva mandato ai giornalisti, ma che non poteva essere usata in giudizio». Ora si avanti. «Siamo forti delle nostre ragioni – conclude Tobia – e l’errore di data della Fip, i marchiani tentativi di correzione, postumi e segnalati da periti informatici e altri documenti, tra cui uno a firma del segretario Bertea, dovranno essere riconosciuti al Coni e restituirci la A2».
