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(Agenzia DIRE) Roma, 23 luglio – “Roma Capitale compie un passo avanti decisivo per la realizzazione, la riqualificazione e il potenziamento dell’impiantistica sportiva di base sul territorio.

Meno burocrazia e più opportunità per lo sport di tutte e di tutti”. Lo ha dichiarato il consigliere Nando BONESSIO, presidente della Commissione Sport di Roma Capitale, commentando

le novità introdotte dagli articoli 4, 84, 85 e 87 delle NTA.

“Con l’approvazione da parte dell’Assemblea Capitolina delle

modifiche alle norme tecniche di attuazione del piano regolatore

generale – ha spiegato BONESSIO – introduciamo importanti

semplificazioni urbanistiche che consentiranno alle società sportive e agli operatori del settore di investire con maggiore

facilità nella costruzione di nuove strutture e nell’adeguamento

e ammodernamento di quelle esistenti”.

“Da tempo, insieme alla presidente dell’Assemblea Capitolina

Svetlana Celli e in collaborazione con l’Assessore Maurizio Veloccia, lavoravamo per raggiungere questo risultato. La nostra visione è sempre stata chiara: costruire una città in cui lo

sport sia sempre più accessibile, moderno, inclusivo e di

qualità. Le nuove norme riconoscono finalmente una realtà evidente: un impianto sportivo non è costituito soltanto dal

campo di gioco, ma comprende tutte quelle strutture indispensabili per praticare sport in sicurezza, garantire la

continuità delle attività durante tutto l’anno e offrire servizi

adeguati ad atleti, famiglie e cittadini”, ha aggiunto il

consigliere.

Come si legge nella nota diffusa dalla Commissione Sport, “le modifiche approvate consentono la realizzazione di

pressostrutture, tensostrutture e tendostrutture destinate alla

copertura degli impianti sportivi senza che queste incidano sul

calcolo della Superficie Utile Lorda (SUL), rimuovendo uno dei principali ostacoli urbanistici che negli anni hanno rallentato gli investimenti nel settore”.

Allo stesso modo, spiega ancora la nota, “vengono esclusi dal computo della SUL anche gli spazi strettamente funzionali all’attività sportiva, quali spogliatoi,

servizi igienici, locali tecnici, infermerie e locali di primo soccorso, nonché servizi destinati al personale, quando necessari

all’omologazione degli impianti e permanentemente asserviti alla

funzione sportiva. Le nuove disposizioni ampliano inoltre la

definizione stessa di strutture sportive, includendo tutti quei servizi connessi e complementari indispensabili a una gestione

moderna ed efficiente degli impianti: magazzini, bar, punti ristoro, mini-shop, spazi culturali, didattici e ricreativi. Una

scelta che favorirà modelli di gestione più sostenibili sotto il

profilo economico e funzionale.

Un’ulteriore e significativa innovazione riguarda gli impianti sportivi già esistenti, per i quali sarà consentito, una sola volta, un incremento della SUL fino al 10%, esclusivamente

finalizzato alla realizzazione o all’ampliamento dei servizi

complementari alle attività sportive. Una misura che permetterà di migliorare la qualità complessiva delle strutture senza

determinare nuovo consumo di suolo”.

“Si tratta di una riforma che guarda in primo luogo allo sport

di base, quello praticato ogni giorno nei quartieri da migliaia di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, famiglie e associazioni

sportive. Ridurre gli ostacoli burocratici significa favorire

nuovi investimenti, aumentare la sicurezza, migliorare

l’accessibilità e innalzare la qualità degli impianti,

adeguandoli alle normative federali e alle esigenze di una pratica sportiva sempre più diffusa e partecipata.

È fondamentale sottolineare – conclude BONESSIO – che tutte queste

agevolazioni urbanistiche sono strettamente e integralmente

vincolate al mantenimento permanente della destinazione d’uso

sportiva. Le superfici escluse dal calcolo della SUL e i nuovi

servizi potranno essere realizzati esclusivamente a supporto degli impianti sportivi e dovranno rimanere stabilmente al

servizio dello sport. Questa è la garanzia che abbiamo voluto

introdurre: incentivare gli investimenti senza aprire alcuno

spazio a possibili speculazioni urbanistiche, tutelando il

patrimonio sportivo della città e assicurando che ogni intervento

produca benefici concreti e duraturi per la collettività. Con queste misure, Roma rafforza la propria vocazione di Capitale dello Sport, investendo sulla qualità degli impianti e sul

benessere dei cittadini”.