QUALIFICAZIONE IN PORTA – SZCZESNY SALVA LA ROMA

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ROMA (4-3-3) Szczesny; Florenzi, Manolas, Ruediger, Digne; Nainggolan, De Rossi, Pjanic; Iago (dal 38′ s.t. Uçan), Dzeko, Iturbe (dal 14′ s.t. Salah) (De Sanctis, Castan, Maicon, Keita, Vainqueur). All. Garcia.
BATE BORISOV (4-2-3-1) Chernik; Zhavnerchik, Polyakov (dall’11’ s.t. Dubra), Milunovic, Mladenovic; Yablonski, Nikolic (dal 33′ s.t. Karnitski); Stasevich, Hleb, Gordeichuk; Mozolevski (dal 15′ s.t. M. Volodko) (Soroko, Aleksievich; Jevtic, Olekhnovich). All. Yermakovich.
ARBITRO Atkinson
Oggi per Garcia contava solo vincere. La Roma invece, dopo l’ennesima prova deludente, ha pareggiato 0-0 e con soli 6 punti passa paradossalmente agli ottavi di finale, grazie al pareggio tra Bayern Leverkusen e Barcellona. E grazie, soprattutto, alla parata di Szczesny. “L’obiettivo è stato raggiunto”, sì. Ma con troppa sofferenza. Una partita noiosa come noiosa è la Roma di questi tempi. Una partita accompagnata dal costante controllo del risultato proveniente dal BayerArena, segno di un’altra prestazione assolutamente insufficiente della squadra giallorossa. Alla fine, invece di festeggiare, sono arrivati i fischi dal pubblico deluso dell’Olimpico. Sicuramente se si vuole guardare il lato positivo la Roma torna finalmente negli ottavi di Champions dopo 5 anni di assenza. Ma se ciò è avvenuto i giallorossi devono anzitutto ringraziare Szczesny (e ter Stegen a Leverkusen), autore di almeno tre interventi decisivi, uno tra tutti a metà della ripresa. Roma – Bate Borisov finisce con un anonimo pareggio, ma se ci si ferma un attimo a pensare, molto probabilmente se al posto del Bate ci fosse stata una squadra di medio livello, questa sera la squadra di Garcia avrebbe collezionato l’ennesimo buco nell’acqua.

Un primo tempo spento, nonostante Garcia si sia giocato la carta Gervinho che però si arrende subito lasciando spazio a Iturbe. I bielorussi invece scendono in campo inaspettatamente senza chiudersi in difesa. Ed infatti, in una prima parte di gara sbiadita, è proprio il Bate a giocare meglio mentre il gioco della Roma ristagna nella propria metà campo. A provarci per la squadra di Garcia è solo Nainggolan per tre volte dalla distanza, ma con risultati approssimativi. Dall’altra parte, invece, Stasevich è il più vivo su tutto il fronte d’attacco. Al 28′ ci prova Pjanic a salvare ancora una volta la Roma con la solita punizione a giro da 20 metri, ma Chernik è perfetto e devia in angolo. Per il resto, una noia totale.

Nella ripresa però la Roma entra con un altro spirito. Seppur sempre senza gioco, almeno tira fuori un po’ di orgoglio e nei primi 9 minuti si rende pericolosa ben 4 volte: dapprima con Dzeko e Florenzi, poi ancora Dzeko in area e infine con Ruediger che ci prova alto di testa. Ma la reazione della Roma dura poco, mentre il Bate ha una nettissima occasione per passare al 22′: il miracolo di Szczesny salva il risultato. E non solo. Ci provano ancora Florenzi e Dzeko in un finale di gara che ha regalato molte più occasioni rispetto al primo tempo. Ma ad andare vicino al gol è di nuovo il Bate, con il tentativo di Mladenovic in un primo momento e subito dopo di Stasevich, entrambi egregiamente respinti da Szczesny, il portiere che ha letteralmente salvato la qualificazione giallorossa.  Nainggolan e Salah ci provano nel finale, senza esito. La Roma è negli ottavi, ma torna negli spogliatoi accompagnata dai fischi dell’Olimpico, segno anch’esso (per quanto possa essere brutto) di una prestazione a dir poco scarsa ed una qualificazione, oserei dire, senza merito.

Certo non si può dire che sia stato un passaggio di turno entusiasmante. Tutt’altro. Stando alle parole di Garcia “il primo obiettivo stagionale è stato raggiunto”, sì. Ma c’è e ci sarà ancora tanto, tantissimo da lavorare. Se si vuole anche solo pensare di andare avanti nell’Europa “che conta”.

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