Roma per cuori forti? Sì, ce lo deve spiegare il perché… Quando sei convinto che abbia imboccato la strada giusta si torna indietro. Anche oggi si era preparata una vittoria gestibile e c’è stata una situazione di disagio, abbiamo preso gol e si è invertito tutto. Giocatori smarriti? Meno male che abbiamo vinto, si poteva anche pareggiare… La squadra ha meritato la vittoria perché va ammesso che si sono sbagliati gol comodi, ma non si può subire questa involuzione durante la partita. Dzeko? Finché si chiede di lui avrà sempre difficoltà, io penso che lui sia abituato a ricevere palla addosso e in alcune giocate gliela abbiamo essa in maniera corretta, poi il resto sono state palle per prendere campo. Poi è stato sfortunato, anche l’atteggiamento di fermarsi quando chiedeva un fallo non va bene. E’ crescita la Samp, ha palleggiatori forti nello stare dietro la punta. Hanno fatto bene e noi dovevamo stare più corti, farci aiutare dal centrocampo. Se c’è uno spazio troppo ampio da coprire gli altri si infilano negli spazi. Due punti guadagnati? Ce li prendiamo e ce li portiamo a casa. Guardare la classfica ora può dare brio. La prima cosa che salta agli occhi è che bisogna stare più tranquilli e giocare quando sei in vantaggio. Ho messo un attaccante per dare fiducia, far vedere che dobbiamo segnare. Ma in difesa lasciavamo troppo spazio, se si scappa di favorisce l’avversario. Abbiamo timore della palla alle spalle e gli altri prendono vantaggi. Ma anche gli altri sono bravi. Florenzi ha fatto gol e interpretato bene le posizioni, ci ha dato una mano. Non è ancora la mai squadra? C’è da lavorare, ma se facciamo il terzo gol… Non siamo stati cattivi ma non abbiamo subito niente. Avevamo comandato il gioco, nel secondo tempo doveva essere più facile ma a livello mentale ci si intimorisce e si arretra. Non capisco perché si va così in confusione. Florenzi? Sa interpretare 3-4 posizioni in cui può diventare maestro, poi ha colpo di testa e una fucilata nel tiro”.
Spalletti a Sky Sport
“Abbiamo vinto senza essere spumeggianti. però la vittoria l’avevamo preparata segnando. Non siamo stati bellissimi ma avevamo equilibrio e cercavamo di gestire la partita anche se non eravamo cattivi nell’attaccare lo spazio. Una partita preparata ma non fatta bene. C’è stata un’involuzione dopo il gol che non mi spiego. Dzeko? Non l’ho messo titolare per il suo problema al polpaccio e non aveva più di mezz’ora sulle gambe. Pensavo mi potesse aiutare di più dando aria alla squadra tenendola su. Ogni tanto ha randellato un po’ a caso e quindi diventa difficile tradurre in palle giocate quelle palle lì. Basta parlare di ambiente difficile, noi abbiamo tutto, dobbiamo solo far vedere chi siamo e mettere in mostra il nome che abbiamo sulle spalle. Il rimprovero a fine partita ai difensori centrali? È un po’ di tempo che diciamo sempre le stesse cose che in due bisogna stare uno davanti e uno dietro anziché tutti e due da dietro. Probabilmente non mi ci riesce a farmi capire e glielo ho dovuto dire nuovamente lì. Siamo vicino a delle partite fondamentali e bisogna crescere. Salah? È difficile giocargli vicino così. Salah sa fare tutte e due le cose, sia prenderla sui piedi sia di giocare alle spalle della linea difensiva. Diciamo che stasera ha fatto più la prima, a Sassuolo la seconda l’aveva fatta. A lui piace quella piazzola in basso a destra e partire da lì. La curiosità di andare a vedere cosa ci sta dietro la linea difensiva avversaria ce la deve avere ma non è che la Samp ti conceda tanto spazio contrariamente al Sassuolo che fa sempre squadra corta. Stasera era un po’ più difficile. Stasera dopo che ho tolto Zukanovic i due mediani erano Keita e Pjanic, Perotti trequartista. Una squadra per giocare bene deve farlo in 30-40 metri, noi delle volte ci allunghiamo a 60-70 e per noi diventa difficile”.


