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Il centro azzurro, dopo 10 anni di Usa, ha deciso di tornare in Europa; giocherà nel Baskonia, semifinalista di Eurolega nella passata stagione: “Sono felice di essere in un club ambizioso”

ROMA – Bargnani torna in Europa. Il 30enne centro della nazionale conclude ufficialmente la sua carriera Nba per approdare in una squadra d’elite europea: si accaserà al Baskonia, squadra spagnola della città di Vitoria. Il romano ha firmato un biennale con i semifinalisti della passata edizione dell’Eurolega, sconfitti dal Fenerbache di Datome nelle Final Four: “Sono felice di entrare a far parte di un grande e storico club, protagonista negli ultimi anni sia in Eurolega che nella ACB” ha scritto sui social Bargnani. “Avere un ruolo importante all’intero di un progetto ambizioso era il mio obiettivo principale”.

Il Mago era senza squadra dallo scorso febbraio, quando aveva rescisso consensualmente il contratto con i Brooklyn Nets. L’esperienza negativa nella squadra del New Jersey ha chiuso dieci anni di carriera negli Stati Uniti. L’avventura, iniziata nel 2006 con la prima chiamata nel Draft da parte dei Toronto Raptors, si è conclusa dopo tre anni travagliati nella Grande Mela: due ai New York Knicks, poco meno di uno ai Nets.

USA IN AGRODOLCE – Bargnani chiude la sua carriera americana con 14.3 punti di media segnati nelle dieci stagioni di militanza nella lega. Una statistica interessante, che però non parla sufficientemente se non contestualizzata. Il principale dato che bisogna valutare nella carriera del Mago riguarda le presenze: 550 partite disputate in dieci anni non sono molte per i canoni Nba. Significa che il romano ha saltato in media 27 partite a stagione (in Nba si giocano 82 gare l’anno, playoff esclusi), una cifra considerevole.

Negli ultimi cinque anni, inoltre, la percentuale di gare saltate è cresciuta esponenzialmente: 183 presenze sulle 410 disponibili (nel 2011-2012 la serrata Nba legata ai compensi dei giocatori ha fatto sì che si disputassero solo 66 gare) ci dicono che il Mago è stato ai box per più di 1 partita su 2. E’ principalmente questa la motivazione per cui la lega lo ha a poco a poco allontanato; d’altra parte il talento del romano e la sua abilità nel tiro da fuori lo renderebbero un giocatore di cui la Nba non farebbe mai a meno.

PLAYOFF – Questi dati negativi non tolgono nulla alle qualità di un giocatore in grado di segnare più di venti punti di media a partita in stagione regolare (21.4, nel 2010-2011): primo e unico italiano a riuscire nell’impresa. Bargnani è considerato da molti addetti ai lavori il miglior lungo tiratore dopo Dirk Nowitzki, uno che farà presto parte della Hall of Fame. Quali sono i fattori che hanno impedito al Mago di eccellere come il tedesco? Perché dopo 10 anni in Nba ha dovuto dire addio alla lega? Oltre la tendenza ad infortunarsi, il problema al gomito che si trascina dietro ha condizionato in modo decisivo gli ultimi anni, c’è un altra causa.

La prima è quello di aver fatto sempre parte di squadre perdenti: in dieci anni, Bargnani ha giocato solamente due volte i playoff, per giunta nelle prime due stagioni Nba. Otto anni consecutivi di sconfitte fanno rumore, tanto più se hai tutti i media puntati addosso essendo stato scelto come primo giocatore assoluto in un Draft.

Lavorare in un contesto perdente Nba non è semplice: quando a metà stagione sai che molto probabilmente non raggiungerai gli obiettivi prefissati, giocare altre 30/40 partite in un contesto depresso non è certamente l’ideale, tanto più se i compagni, come spesso accade, vanno per contro proprio.

FUTURO – Le previsioni sul suo futuro al Baskonia fanno parte di speculazioni, ma ci sono buone chance che Bargnani si rilanci nella sua seconda vita europea. Intanto, giocando meno partite e potendosi allenare maggiormente, potrà superare i problemi fisici potendo contare su tempi di recupero più lunghi. Ma il romano si troverà meglio anche a livello tecnico: con la Nazionale Bargnani ha sempre convinto, se si eccettua forse il Pre Olimpico di Torino. E’ un rimbalzista più affidabile e un giocatore più solido, anche difensivamente. L’organizzazione del basket europeo e il fatto che si giochi ogni possesso con attenzione, a differenza di alcuni contesti Nba, porterà vantaggi a un giocatore che potrà fare la differenza anche con la sua fisicità. Il Mago ha tutto per rilanciarsi e fare la differenza in Spagna.

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