Roma e Monchi: ecco tutte le mosse (rs web CdS.it)

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Il nodo panchina, gli obiettivi (e i tagli) di ogni reparto. E anche la gestione dei rinnovi delle due bandiere

ROMA – L’hanno chiamato apposta, con largo anticipo, già quando Sabatini si stava dimettendo. Era autunno quando James Pallotta per la prima volta ha incontrato Ramon Verdejo, conosciuto dal calcio come Monchi, chiedendogli di guidare la ricostruzione sportiva di una società che soffriva di nostalgia da Champions League, tanto in senso sportivo quanto finanziario. Monchi ha preso tempo e poi, circa un mese fa, ha deciso: vengo. Ha capito che la Roma, come il suo Siviglia, poteva diventare bella anche partendo in ritardo rispetto alla concorrenza nazionale (presente la Juventus di Dybala) e internazionale.

Certo, il lavoro non gli mancherà. Dal primo momento in cui supererà i cancelli di Trigoria, ambiente del quale già sa tutto attraverso la pluriennale esperienza di Franco Baldini, Monchi dovrà affrontare almeno sei sfide per trasmettere immediatamente stabilità al club e alla squadra: la situazione di Spalletti, in primo luogo, va definita, con l’eventuale scelta del successore; con la Roma auspicabilmente in Champions League, si potrà puntare a un nome di primo piano mentre in caso contrario sarebbe necessario un ridimensionamento. Poi il mercato. Tra difensori, centrocampisti e attaccanti, tra acquisti che dovranno necessariamente seguire le cessioni per questioni di equilibri economici, saranno anche l’estate prossima parecchi i movimenti in casa Roma, non diversamente dall’era-Sabatini. Infine, i simboli senza contratto. De Rossi e Totti hanno storie ed età differenti, però si avvicinano alla fine del campionato senza avere ben chiare in testa le intenzioni dei dirigenti. Per De Rossi è in ballo il futuro da calciatore, mentre per Totti si parla già della nuova vita da dirigente.

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