PINZOLO – Uno dei pochi big, esclusi i nuovi, presenti a Pinzolo è sicuramente Diego Perotti. Una stagione strana la sua in cui ad un certo punto aveva pure perso il posto da titolare, ma lui non è qui per fare polemiche: “Da quando sono arrivato ho giocato sempre, poi a dicembre mi sono fatto male, il mister ha cambiato modulo rinunciando ad una pedina in attacco e chi giocava al mio posto tipo Nainggolan stava facendo bene quindi ci sta. Io poi devo cercare di farmi trovare pronto sia che giochi 10 minuti che se giocassi tutti i 90’. Adesso c’è un nuovo mister che mi chiede di fare cose un po’ diverse al passato ed io sto cercando di fare il massimo”. Ecco proprio il cambio di allenatore è una delle novità più grandi in stagione, Perotti non riesce a fare ancora paragoni col passato: “E’ poco che siamo qui anche se stiamo lavorando tutti con la stessa intensità che ci chiedeva l’allenatore precedente. Io sono arrivato in forma così come lo sono i miei compagni, devo lavorare su movimenti diversi perché il mister ci chiede di andare dentro l’area avversaria con più velocità. Fa un gioco molto votato all’attacco, ma lo sapevamo, bastava guardare il Sassuolo lo scorso anno per capire quello che chiede Di Francesco agli attaccanti”. E’ uno dei leader dello spogliatoio Perotti e come tale cerca di smorzare le polemiche nate ieri per delle dichiarazioni dei suoi compagni sui social: “Tutti conoscete Radja (Nainggolan ndr), a lui piace molto scherzare. Noi spesso giochiamo tra noi con queste cose magari sbagliamo a renderle pubbliche ma non c’è problema. Sulla squadra direi di dare tempo a Monchi di lavorare. A Siviglia ha fatto un grandissimo lavoro ed io mi fido di lui. So che in questa città la pazienza non è tanta, ma lui saprà allestire una squadra che possa competere in campionato e Champions”. A proposito di ciò quanta differenza c’è ancora dalla Juve? Perotti è convinto che il gap possa essere colmato: “Quando sono arrivato eravamo lontani. Lo scorso anno siamo arrivati a meno 4, quindi a distanza ravvicinata. Dobbiamo migliorare in quelle partite con le squadre piccole che si chiudono e ci mettono in difficoltà. Loro le portano sempre a casa quelle partite anche per 1-0. Noi invece a volte non ce la facciamo. Mi viene in mente Cagliari una partita già vinta che abbiamo poi pareggiato. Sono punti che a fine campionato pesano”. Lui rigorista per eccellenza, chissà se si sente il titolare del ruolo anche nella prossima stagione: “Nella Roma ci sono molti specialisti lo decidiamo al momento”. Lui che ha il numero 10 tatuato chissà se pensa alla maglia giallorossa con questo numero rimasta orfana di Francesco Totti: “Non scherziamo. Quella maglia è di Francesco e non mi permetterei mai di chiederla mancandogli di rispetto. Se poi volessero darmela sarebbe un grande onore, visto che la indossano sempre grandi giocatori”.
PEROTTI: “FIDATEVI DI MONCHI, SAREMO COMPETITIVI”

