LA QUESTIONE TATTICA — Ci conta anche Di Francesco, che ora con lui ha un uomo in più nella casella di regista, insieme a De Rossi e Gonalons. Anche se poi il posto Nzonzi se lo giocherà proprio con il capitano romanista. Un po’ come fa con Kanté nella Francia. “Sono entrambi due grandi calciatori, anche se è impossibile paragonarli tra di loro, sono due profili molto diversi. Ma penso di poter anche di poter coesistere con loro. In nazionale, per esempio, con la Danimarca ho giocato titolare al fianco di Kanté e chissà che qui non succeda anche con De Rossi”. Difficile, a meno che Di Francesco non viri sul 4-2-3-1, con i due mediani davanti alla difesa. Allora sì, potremmo vederli anche insieme. “Ma io sono a disposizione della squadra e dell’allenatore, l’importante sarà anche avere una buona comunicazione tra noi calciatori in campo. Ripeto, il ruolo che mi piace di più è quello di centrale davanti alla difesa, è lì che mi sento maggiormente a mio agio. Ma dovessi giocare anche altrove non ci sarebbe problema”. Ecco anche perché Di Francesco si augura che sia pronto il prima possibile, visto che dopo il Mondiale ha ripreso ad allenarsi solo l’8 agosto. “Spero di essere pronto presto, le vacanze oramai sono finite. Non ho una data esatta, ma voglio iniziare a dare il mio contributo il prima possibile”.
GLI OBIETTIVI — Anche perché la Roma per cercare di accorciare le distanze dalla Juventus conta anche su di lui, fresco campione del mondo con la Francia. “La Roma viene da una grande stagione e l’obiettivo è migliorarsi ancora. Vogliamo vincere e la mia speranza è di riuscire a raggiungere qualcosa di importante. Certo, a dirsi è più facile che a farsi, ma di sicuro ci proveremo. Personalmente sentivo la necessità di viver una nuova sfida e la Roma, che è un grande club, lo è. Qui sono sicuro che potrò continuare a crescere sia come giocatore sia come persona”. La chiusura con il d.s. Monchi, che l’ha portato prima al Siviglia (dallo Stoke City) e ora alla Roma. “Monchi mi ha aiutato molto a Siviglia, anche se poi è chiaro che anche lì, come in tutte le avventure, ci sono stati dei momenti straordinari e dei momenti difficili. Lui è un grande professionista, con esperienza, che sa vincere e che ha vinto tanto. Per farlo servono tanti ingredienti, di certo dovremo lavorare duro sia sul piano personale sia come collettivo”. E la Roma ha scelto Nzonzi anche per questo. Senza apostrofo, però. “Si scrive così, quello è il modo giusto, anche se da sempre vedo che in tanti lo scrivono con l’accento”.