
FIRENZE – È la primavera del 1983: l’Italia sta cercando di risorgere dal buio decennio degli “Anni di Piombo” e ogni sogno sembra poter diventare realtà…anche che una squadra di soli 56 anni di età possa ergersi a regina della Serie A 41 stagioni dopo il proprio 1° scudetto.
È la 25° giornata su 30 e i big-match sono Fiorentina-Roma (toscani in lotta per l’Europa e romani capolisti) con Torino-Juventus (granata a centro-classifica ma desiderosi di fermare i cugini e i bianconeri a inseguire la “Lupa”); i viola di De Sisti annoverano diversi campioni del mondo come Massaro, Antognoni, Graziani, Galli e stranieri come Bertoni mentre i giallorossi guidati da Liedholm devono fare a meno di capitan Di Bartolomei ma possono contare su nazionali come Conti, Vierchwood e fuoriclasse affermati come Nela, Maldera, Falcao, Ancelotti, Pruzzo.
Si capisce subito che non è una giornata semplice per i 15,000-20,000 romanisti accorsi in riva all’Arno: hanno 3 punti di vantaggio sugli uomini di Trapattoni (nell’Era dei 2 punti a vittoria), ma non possono permettersi distrazioni…ogni momento sarà buono per sentire la radio e sperare in buone notizie da Torino. Come sempre succede in questi casi, la concentrazione per l’altra partita potrebbe inguagliare i primi della classe permettendo a Massaro di sbloccare il match dopo 10 giri di orologio ma a questo punto la “Magica” si scrolla e pareggia con Pruzzo 8 minuti dopo mentre dal Piemonte arriva la doccia fredda: Rossi ha aperto le marcature e all’intervallo la classifica recita “ROMA 35,JUVE 33”; nella seconda frazione Prohaska ribalta la gara su rigore procurato da Chierico al 64° e sembra aprire la strada ai festeggiamenti ma poco dopo Platini raddoppia e sembra chiudere i giochi…è adesso che accade l’imponderabile: tra il 70°-75° Ancelotti infila di testa la sua porta e pareggia i conti accidentalmente facendo perdere alla sua squadra metà della posta in palio mentre all’ombra della “Mole Antonelliana” Bonesso, Dossena, Torrisi divengono il peggiore incubo della “Vecchia Signora” portando il risultato da 0-2 a 3-2: la “lucida follia di Trapattoni”, come diranno i giornali il giorno dopo.
A fine giornata la classifica afferma che Viola e i suoi ora non hanno più 3, ma 4 punti sugli uomini di Agnelli quando arriva il triplice fischio e dentro il Comunale si scatena una bolgia: i fiorentini esultano per il loro odio verso la Juventus e il gemellaggio con il Torino mentre i romanisti vedono sempre più vicino lo scudetto.
A fine annata la capitale accoglierà il suo secondo tricolore mentre la città di Alighieri mancherà la zona uefa per 1 misero punto in favore del Verona…ma quel pomeriggio resterà impresso nelle menti di tanti: Fiesole e Sud, 2 curve amiche per un giorno a saltare, a cantare assieme nel nome della comune soddisfazione e rivalità verso i signori del nord.
