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FIRENZE – L’elenco di doppi ex che timbrarono il tabellino a Fiorentina-Roma è da sempre molto estesa. Fra i nomi più noti però troviamo un argentino che fece innamorare entrambe le tifoserie pur giocando solo un anno con i viola e riuscendo a non farsi odiare con nessuna delle 2 maglie: Abel Balbo, l’uomo che usava la grinta al servizio del collettivo.

Nasce in Argentina nel 1966 e riesce a farsi notare nelle file del Newell’s Old Boys prima e nel River Plate poi per finire la carriera nel Boca Junior…nel 1989 l’Italia bussa alla sua porta tramite l’Udinese permettendogli di venire ad affermarsi nel campionato, all’epoca, più bello del mondo e di farsi notare dalla propria nazionale proprio a fine anni ’80: con l’albiceleste collezionera’ 37 presenze con 11 gol, oltre a 3 partecipazioni mondiali (2° posto nel 1990, ottavi nel 1994 venendo convocato a furor di popolo assieme a Maradona, quarti nel 1998) e 2 coppe America (1989 conquistando il bronzo e 1995).

È solo nel 1993 che la sua carriera riceve la svolta definitiva: il neo-presidente Sensi vuole portare la Roma in alto e sborsa 18 miliardi di lire per assicurarsi il bomber venuto dalla Patagonia…militera’ fra i giallorossi per 5 anni tornandovi in una successiva parentesi nel 2000-2002 garantendo una media di 15 reti annuali (risultando vice-cannoniere nel 1995 con 22 segnature solo dietro al connazionale Batistuta) e vincendo il 3° tricolore oltre alla 1° supercoppa di lega nel 2001 fra i lupacchiotti.

Lascerà la capitale subito dopo i mondiali di Francia per accasarsi al Parma, da cui divorzierà in soli 12 mesi trasferendosi a Firenze dove rimarrà appena una stagione (facendo una buonissima figura pur avendo tanti nomi importanti davanti a sé)…se il soggiorno in Emilia gli riserverà 3 coppe in 100 giorni, lascerà la Toscana con la sensazione che insieme avrebbero potuto fare di più nel 1999/2000.

Tra le sue vittime designate troviamo,neanche a farlo apposta, la Fiorentina, cui infilera’ ben 7 reti con 2 doppiette e 3 rigori in 4 anni coi capitolini…mentre non riuscirà a ripetersi a maglie invertite.

Se in Europa non riuscirà ad essere ricordato fra i migliori di sempre nel suo ruolo, in Argentina viene visto ancora oggi come uno dei migliori bomber della sua rappresentativa e uno dei più cattivi attaccanti della sua generazione; non venne amato tanto per la sua cinicita’ sottoporta o per la concretezza su palla inattiva…ma per la propria umiltà, genuinità, capacità di mettersi sempre a disposizione dei compagni senza mai tirare via la gamba: ABEL EDUARDO BALBO, L’UOMO CHE USAVA LA GRINTA AL SERVIZIO DEL COLLETTIVO.

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