
MILANO – La solita Roma… a San Siro va in scena quella che oramai da 2 anni, è la normalità: una squadra priva di motivazioni, capace di regalare una fase difensiva imbarazzante per una compagine non di Serie A, ma di livello professionistico. Il cambio modulo di Mourignana memoria (4-2-3-1), non dà nessun tipo di risultato, anzi alla fine il 3-1 finale è anche una sorta di sospiro di sollievo perché dopo 20’ circa, l’Inter con una prestazione tutt’altro che epica, si trovava già sopra di due gol grazie a Brozovic e Vecino (non segnava dai tempi delle Crociate, più o meno…). Fonseca inerme come al solito ad assistere allo scempio di giornata e i giocatori giallorossi che continuavano ad annaspare per il campo, cercando di ingaggiare duelli improponibili (vedi Lukaku-Kumbulla). La fortuna ha voluto che Sanchez si infortuna ed è costretto ad abbandonare il terreno di gioco, perché l’ex Udinese stava letteralmente asfaltando il povero Santon, che deve aver sbagliato la sciolina agli scarpini, visto che continuava a scivolare ripetutamente. La Roma riesce a rientrare in partita con un guizzo di Mkhitaryan e il primo tempo tutto sommato, se ne va via con danni minimi per quello che si prospettava. Nella ripresa la Roma prova a cingere d’assedio l’Inter che lascia il pallino ai giallorossi per poi colpire in contropiede; Dzeko si ricorda di essere sceso in campo per provare a dare una parvenza di significato alla sua partita e colpisce un palo con una girata bella e sfortunata, che poi sarà pure l’unico squillo del suo match, ma alla fine sarà proprio la squadra nerazzurra ad arrotondare il punteggio con un contropiede condotto da Hakimi e finalizzato da Lukaku. Nel complesso il 3-1 finale è pure un risultato severo, ma che conferma tutti i difetti di una rosa costruita male dall’inizio e gestita in maniera poco incisiva da un tecnico che ancora non ha ben compreso come si sviluppa il calcio nella nostra penisola.
