
VERONA – Mancano meno di 10 giorni al Carnevale del 1992 e da appena una settimana é stato arrestato a Milano Mario Chiesa, uomo di fiducia di Bettino Craxi al governo e in Italia si inizia a parlare sempre più spesso dell’inchiesta di “Mani pulite” o “Tangentopoli” (un terremoto politico che segnerà la fine della “Prima Repubblica” occupando la scena fino a inizio anni 2000). Nel frattempo l’Italia continua ancora a godersi i suoi anni migliori a livello calcisticio (fino al decennio seguente questo sarà il miglior campionato del mondo) sfruttando il limite di 3 stranieri che dal prossimo anno diverranno 4 e tutte le gare si giocano alle 15; per la giornata n.22 la classifica dice Milan 35 punti; Juventus 31; Napoli, Parma 26; Torino 25; Inter, Lazio 23; Atalanta, Genoa, Roma, Sampdoria 22; Foggia 20; Fiorentina 19; Verona 16; Cagliari 14; Bari 13; Cremonese 10; Ascoli 9 mentre le partite previste sono Genoa-Milan 0-0, Bari-Juventus 0-0, Verona-Napoli 0-1 (66′ Silenzi) da giocare sul campo neutro di Cremona, Parma-Foggia 2-0 (30′ e 55′ Agostini), Torino-Cagliari 1-0 (60′ Policano), Inter-Lazio 1-0 (24′ rig. Matthaus), Atalanta-Cremonese 1-1 (41′ rig. Bianchezi; 90′ Rampulla), Roma-Fiorentina 1-3 (36′ e 70′ Batistuta; 79′ Voller; 90′ Dunga), Ascoli-Sampdoria 0-1 (45′ Silas).
Un sfida che torna dopo 2 anni
In particolare, se le gare delle milanesi e della Roma vedono tradizioni particolari con sfide fra club di grosso nome, la partita più importante a livello di rischi per l’ordine pubblico é sicuramente Verona-Napoli, che si torna a giocare in Veneto in Serie A (i veronesi retrocessero nel 1990, 5 anni dopo lo scudetto) per la prima volta dall’1-2 del 10 settmebre 1992 ma stavolta non si gioca allo stadio “Marcantonio Bentegodi”, bensì al “Giovanni Zini” di Cremona a causa di problemi creati dai tifosi gialloblù una settimana prima a Bari che hanno portato alla squalifica del campo per un turno…sono ormai lontani i tempi in cui il Verona si imponeva come “matricola terribile” del calcio italiano negli anni ’80 o del Napoli che soverchiava le gerarchie del movimento anche grazie a Maradona: adesso le presidenze sono affidate a Stefano Mazzi e Corrado Ferlaino mentre in panchina troviamo Eugenio Fascetti e Claudio Ranieri, grandi seguaci dei prudenti moduli “all’italiana” come il 5-3-2 di casa e il 4-3-1-2 (4-4- a rombo dell’epoca) degli ospiti, sapendo che gli spettatori sono 25.000 fra cui più di una curva (quella degli ospiti appunto) riservata ai partenopei (dando l’impressione che in trasferta ci fossero gli scaligeri e non i campani).
Calendario semplice e pochi fuoriclasse
Entrambe le squadre, lo scorso dicembre, hanno lasciato la Coppa Italia agli ottavi: il Verona é stato fatto fuori dal Milan semifinalista con la regola del gol in trasferta per un doppio pari (1-1 in Lombardia e 2-2 in Veneto) mentre il Napoli é caduto contro la Roma (sconfitta 1-0 a Roma e vittoria 3-2 in casa)…inoltre si sa che il Verona non prende gol fra le “mura amiche” da Verona-Milan 0-1 del 12 gennaio (poi 2-0 in casa juventina e 1-0 in quella romanista, 0-0 con la Samp e vittoria 1-0 con l’Inter prima del crollo 2-1 a Bari) mentre il Napoli non vince in trasferta dalla sfida in casa genoana chiusa 4-3 il 19 gennaio (poi 1-1 a Bergamo, vittoria 3-0 con la Cremonese, sconfitta 2-1 a Parma e 0-1 col Toro). All’entrata in campo, poi, si viene a sapere pure che il fuoriclasse rumeno Raducioiu é infortunato mentre i giovani Piubelli, Ghirardello, Sturba, Guerra sono stati lasciati a casa per scelta tecnica al netto del fatto che pure Pusceddu é fuori per guai fisici insieme allo squalificato Francini…l’estate prossima, poi, ci saranno gli europei in Svezia (Prytz verrà escluso dalle convocazioni di casa malgrado fosse uno dei migliori registi del momento nel paese) a cui l’Italia di Azeglio Vicini prima con Arrigo Sacchi poi ha fallito la qualificazione (lo scorso 12 ottobre 1991 finì 0-0 in Unione Sovietica malgrado il palo colpito negli ultimi minuti da Rizzitelli e uomini di livello come De Napoli o Zola, reduci dalla vittoriosa amichevole per 4-0 contro San Marino appena 4 giorni addietro) al pari della romania di Raducioiu, della Jugoslavia di Stojkovic (il paese é piombato da 2 anni in una sanguinosa guerra civile che porterà alla secessione di 6 nazioni entro il 2001 e la nazionale é stata squalificata dall’UEFA in favore della Danimarca futura vincitrice) intanto che la Francia di Blanc uscirà da terza insieme all’Inghilterra nel gruppo A (completato da Svezia e Danimarca: i transalpini faranno 1-1 con i padroni di casa, 0-0 con gli inglesi e perderanno 2-1 con i danesi finendo fuori per un punto) senza dimenticare il duo braliano Alemao-Careca (già entrambi fuori dal giro carioca).
Primo tempo in equilibrio
Da subito si capisce che le marcature sono quelle preventivate, lasciando liberi solo i portieri Gregori e Galli con i centrali d’impostazione Renica-Corradini e i fluidificanti mancini Pin-Tarantino: Polonia-Silenzi, Luca Pellegrini-Careca, Calisti-Zola, Rossi-Alemao, Serena-Crippa opposti a Ferrara-Lunini, Blanc-Stojkovic, De Napoli-Prytz. Da subito si vede che l’iniziativa, ovviamente, ce l’ha il Napoli: Ranieri non può perdere ancora mentre fascetti deve vincere per forza…Galli esce ben 2 volte anticipando Lunini e poi Prytz trova una gran parata ancora del portiere azzurro, decisamente più chiamato in causa malgrado i suoi stiano giocando bene e poi tocca a De Napoli col destro scaldare le mani di Gregori; tocca poi a Serena farsi vivo con un gran destro su assist di Calisti ma la conclusione si perde fuori precedendo una bella uscita di Gregori ad anticipare Careca su angolo di Zola ma all’intervallo siamo ancora 0-0 su ben 3 campi oltre a Cremona (Bari, Genova, Torino…dove sono impegnate quattro delle prime 5 della graduatoria oltre a Parma).
Silenzi all’improvviso
Quando l’arbitro di Arezzo Marcello Nicchi (ex designatore dal 2018 fino alla primavera del 2021 in coabitazione con Gianluca Rocchi) fischia l’inizio della ripresa il Napoli ha cambiato volto: dentro De Agostini per Alemao e Mauro per uno spento Zola (considerato l’erede di Maradona tanto da ereditarne la maglia n.10) passando ad un 4-4-2 in linea in cui i 2 entrati fanno gli esterni rispettivamente a sinistra e destra mentre Crippa scala in regia con De Napoli a fare legna in modo da compattare i reparti maggiormente sfilacciati; Calisti spedisce fuori al 60′ facendo sembrare il Verona più vivo ma ci pensa Silenzi a sbloccare la situazione al 66′: angolo di Mauro dalla destra, respinta corta di Polonia su Crippa, gran destro al volo respinto corto da Gregori e staffilata di destro che sbatte sulla traversa da parte dell’attaccante romano prima di entrare in rete per lo 0-1 (sarà il terzo gol su 4 totali per lui in stagione dopo quelli sul campo di Genoa e Atalanta ma prima di quello contro la Roma in casa ma in seguito anche alla doppietta siglata contro la Juventus in Supercoppa Italia a settembre 1990, occasione del primo trionfo azzurro nella competizione seguito dalle firme contro Atalanta, ancora Juventus e poi Fiorentina in Coppa Italia l’anno addietro) alla vigilia del suo matrimonio. Da qui vediamo un Napoli che sfrutta bene le ripartenze per far rifiatare le retrovie mentre il Verona reagisce più di rabbia che di voglia inserendo il centravanti Davide Pellegrini (fratello minore di Luca) per Calisti all’70’ e Fanna per Prytz all’80’ passando al 4-3-3 (Pellegrini I-Renica-Polonia-Pin a coprire, Fanna-Rossi-Serena in mezzo e Stojkovic-Lunini-Pellegrini II davanti) ma il destro di Pin finisce in mano a Galli dalla sinistra mentre Stojkovic spedisce altissimo di destro al volo poco dopo; nel finale Silenzi costringe Gregori ad un altro miracolo per mettere la pall oltre la traversa mentre Lunini trova Galli su un altro destro al volo in area di rigore. Al triplice fischio é 0-1 (pronostico rispettato: Ranieri stava più avanti e ha portato via i 2 punti), il Napoli vince per la terza volta consecutiva in casa veronese dopo gli 0-1 del 1988/89 e 1-2 del 1989/90 con la classifica che dice Milan 36 punti; Juventus 32, Napoli, Parma 28; Torino 27; Inter 25; Sampdoria 24; Atalanta, Genoa, Lazio 23; Roma 22, Fiorentina 21; Foggia 20; Verona 16; Bari, Cagliari 14; Cremonese 11; Ascoli 9…a 3 mesi dalla fine del campionato la graduatoria é ancora corta.
Bilancio insufficiente
A fine anno il Napoli si piazzerà quarto dietro a Milan, Juventus, Torino tornando in Europa (Coppa UEFA) per la prima volta dal 1990 (questo sarà il primo anno intero senza Maradona dal 1983/84) mentre il Verona retrocederà di nuovo dopo appena un’annata chiudendo a 21 punti sotto al Bari (con 22) oltre alla Cremonese che si fermerà a 20 e l’Ascoli a 14 (scenderanno tutte e 4)…nessuno lo sa ancora, ma fino al 1996/97 (quando i veneti torneranno in A) questa sfida si giocherà solo agli ottavi di Coppa Italia del 1992/93 (doppia gioia azzurra: 2-1 in Campania e 5-0 in Veneto). Manca poco alla fine del nostro viaggio nel passato di Verona-Napoli…restate con noi e vediamo come si chiude questo lungo album di ricordi!!!
Il tabellino
VERONA-NAPOLI 0-1
VERONA (5-3-2): Gregori; Calisti (70′ Pellegrini II), Polonia, Renica, Pellegrini I, Pin; Rossi, Prytz (80′ Fanna), Serena; Stojkovic, Lunini. A disposizione: Zaninelli, Icardi, Magrin. Infortunati: Raducioiu. Scelta tecnica: Piubelli, Ghirardello, Sturba, Guerra. Allenatore: Fascetti.
NAPOLI (4-3-1-2): Galli; Ferrara, Corradini, Blanc, Tarantino; Crippa, Alemao (46′ De Agostini), De Napoli; Zola (46′ Mauro); Careca, Silenzi. A disposizione: Sansonetti, Filardi, Padovano. Infortunati: Pusceddu. Squalificati: Francini. Allenatore: Ranieri.
ARBITRO: Nicchi di arezzo.
MARCATORI: 66′ Silenzi.

