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VERONA – E’ la calda primavera del 1997 e in serata, su Rai 1, andrà in scena la quinta puntata della prima stagione di “Linda e il brigadiere” con Claudia Koll e Nino Manfredi, manca solo un mese alla fine delle scuole e il campionato di Serie A si accinge alle sue ultime fasi con la seguente classifica…Juventus 55 punti; Parma 49; Inter 48; Sampdoria 44, Bologna, Lazio 43; Udinese 41; Atalanta, Fiorentina, Vicenza 39; Milan 37; Roma 36; Napoli 34; Piacenza 29; Cagliari, Perugia 27; Verona 23; Reggiana 19 alla giornata n.29 su 34 e in una domenica in cui, ad eccezione dell’anticipo del sabato Inter-Vicenza 0-1 (22′ Iannuzzi) dovuto al turno di Coppa UEFA dei nerazzurri previsto per la prossima settimana, tutte le partite sono previste per la domenica: Juventus-Sampdoria 0-0, Atalanta-Parma 1-2 (37′ Lentini; 45′ Crespo, 62′ Chiesa), Piacenza-Bologna 1-1 (17′ Di Francesco; 86′ Andersson), Roma-Lazio 1-1 (35′ Balbo; 90′ Protti), Udinese-Milan 1-1 (16′ Bierhoff; 72′ Maldini), Perugia-Fiorentina 1-1 (89′ rig. Pizzi; 90′ Robbiati), Reggiana-Cagliari 0-3 (10′ Muzzi, 13′ Tovalieri, 35′ O’Neill). L’ultima sfida, quella fra nobili decadute del decennio passato, é Verona-Napoli, che si torna a giocare in massima serie per la prima volta dal febbraio 1992 (a Cremona fu 0-1 per gli azzurri) mentre l’anno dopo c’era stato spazio per il confronto doppio agli ottavi di Coppa Italia (2-1 in casa per i campani e 5-0 ancora per il Napoli in Veneto)…il Verona, al suo primo anno nella Serie A a 3 punti per vittoria, vuole tornare a battere i napoletani per la prima volta dall’aprile del 1987, quando finì 3-0 a 4 giornate dalla vittoria del primo tricolore azzurro.

Atmosfera rovente, grande nostalgia, rose ridotte

Sono ormai lontani i tempi delle favole di ambo le parti, adesso si lotta per non retrocedere alla presenza dei presidenti Alberto Mazzi e Corrado Ferlaino (tornato in estate dopo 3 anni)…i gialloblù, sospinti da 30.000 spettatori (2000 gli ospiti) del “Marcantonio Bentegodi”, sotto la guida di Luigi Cagni scelgono un 3-5-2 molto prudente per continuare la striscia di 3 giornate di imbattibilità (0-0 a Vicenza e in casa doriana intervallate dal 2-0 rifilato al Perugia) mentre gli azzurri hanno appena licenziato in settimana Luigi Simoni per rimpiazzarlo con Vincenzo Montefusco, che ripiega sul 5-3-2 con ben 7 difensori di ruolo ma con Cruz a centrocampo, per far fronte a una serie di risultati pessimi che dura da 10 turni (dopo il bel 2-1 col Parma del 26 gennaio, ecco l’1-1 a Reggio Emilia, la sconfitta 1-0 a Piacenza, 1-1 con la Samp, 2-2 a Udine, 0-0 col Milan, batosta 2-1 a Bologna, 0-0 con la Juve, 1-1 a Perugia e col Cagliari, 0-1 con l’Atalanta) senza contare che non si vince lontano dal Vesuvio dalla trasferta doriana del 29 settembre alla quarta giornata (da lì 7 pari e 6 sconfitte). La tensione sugli spalti é altissima e la violenza sia verbale che fisica esplode ben prima del fischio d’inizio mentre in campo vediamo un Verona menomato dagli infortuni del difensore Baroni (ex di giornata che, domenica 29 aprile 1990, segnò il gol che valse il secondo ed ultimo scudetto napoletano superando la Lazio 1-0 all’ultima giornata davanti al Milan), i centrocampisti Giunta e Corini, bomber Cammarata insieme alle esclusioni tecniche dell’ala Paganin, i difensori Binotto e Ferrarese con il centravanti brasiliano Reinaldo, da confrontare con degenti a livello di Taccola, Turrini, Boghossian, Beto, Caio insieme all’escluso tecnico Di Napoli (a parte il mediano Boghossian sono tutti giocatori offensivi gli assenti) dall’altra parte. Sono inoltre totalmente assenti i nazionali italiani mentre vediamo un leader argentino dei prossimi mondiali francesi previsti nel 1998 come Ayala assieme allo stopper belga Crasson e al centrale carioca Cruz (il primo uscirà ai quarti contro l’Olanda per 2-1 al 90′, il secondo si fermerà ai gironi dietro a Olanda, Messico e il terzo perderà la finale contro i francesi padroni di casa non giocando neanche un minuto nel torneo) intanto che il croato Brajkovic siede in panchina nel primo campionato in cui sono tesserabili stranieri a volontà.

0-0 all’intervallo

In apertura subito Taglialatela sugli scudi a sventare 2 cross insidiosi dalla destra di Orlandini ma il primo tiro in porta é di Pecchia pure se Guardalben blocca facile e centrale a terra dal limite dell’area…al 21′ ancora Taglialatela decisivo in anticipo su traversone di Orlandini destinato a Maniero, al 35′ destro alto di Orlandini dalla sinistra con un gran bolide da fuori area mentre al 38′ Milanese serve sul filo del fuorigioco Caccia ma il suo esterno sinistro é salvato in corner da Guardalben mentre al 51′ Vanoli si inserisce con la palla in area ma Taglialatela salva di nuovo uscendo benissimo mantenendo l’equilibrio fino al duplice fischio del genovese Graziano Cesari, arbitro fra i più esperti.

Gioia gialloblù

Nella ripresa dentro Manetti per Bacci e al 47′ c’é l’1-0: Zanini serve un bel filtrante a maniero, che realizza di sinistro sull’uscita del portiere incrociando (undicesimo gol su 12 in totale del campionato, fra cui 3 doppiette…senza dimenticare anche il timbro con il Bari in Coppa Italia, torneo da cui i suoi erano uscita già al terzo turno cadendo in casa con la Lazio per 1-2) in modo da sentenziare l’1-0. Da qui il Napoli tenta di reagire inserendo una punta come esposito per il difensore Crasson in modo da passare al 4-3-3 (Esposito-Caccia-Aglietti davanti) al 56′, pochi secondi prima che una punizione di Cruz dal limite dell’area venga deviata dalla barriera in modo da schizzare sulla traversa; in contropiede Ametrano manda fuori di destro dalla sinistra e al 68′ entra Colucci per Orlandini, al 74′ Longo rileva Altomare prima che al 77′ Taglialatela esca bene in anticipo su incornata di Maniero a sinistra…all’83’ entra l’esordiente Scarlato (fresco di rifiuto del contratto per andare al Chelsea pur di restare nella sua città) per Aglietti e il Napoli passa al 4-4-2 per provare a riequilibrarsi, all’87’ entra De Vitis che, all’89’ si gira su Cruz segnando il 2-0 definitivo di destro sotto l’incrocio da fuori area (sarà il suo sesto e ultimo gol in campionato…settimo se contiamo anche quello col Bari in coppa: non male per uno di 35 anni); al 93′ ultimo tentativo del Napoli con Longo, che calcia al volo di destro su sponda di Caccia dentro l’area ma manda fuori certificando il ritorno alla vittoria del Verona contro il Napoli dopo 10 anni (3-0 del 12 aprile 1987, anno del primo tricolore sotto il Vesuvio) mentre gli azzurri si preparano all’andata della finale di Coppa Italia in casa contro il Vicenza del mercoledì seguente (8 maggio), in cui vinceranno 1-0 ma perderanno 3-0 negli ultimi scampoli dei supplementari al ritorno (29 maggio) chiudendo malissimo la stagione precedente alla prima retrocessione dopo 33 anni di Serie A.

Retrocessione veneta, crisi campana

A inizio giugno (campionato finito tardi dopo gli europei inglesi del 1996 e in vista dei mondiali nel 1998) il Napoli si salverà con 41 punti arrivando tredicesimo davanti a Piacenza, Cagliari, Perugia, Verona (retrocesso subito dopo appena un anno malgrado un Maniero molto “caldo” in zona gol con 12 segnature), Reggiana…ormai siamo giunti quasi alla fine del nostro lungo percorso di avvicinamento al primo big-match del campionato 2022/23 ma le sosprese non sono ancora finite!!!

Il tabellino

VERONA-NAPOLI 2-0

VERONA (3-5-2): Guardalben; Caverzan, Siviglia, Fattori (cap.); Orlandini (68′ Colucci) Ametrano, Faccadenti, Bacci (46′ Manetti), Vanoli; Maniero, Zanini (87′ De Vitis). A disposizione: Landucci, Italiano, Brajkovic. Infortunati: Baroni, Giunta, Corini, Cammarata. Scelta tecnica: Paganin, Binotto, Ferrarese, Reinaldo. Allenatore: Cagni.

NAPOLI (5-3-2): Taglialatela; Colonnese, Baldini, Ayala, Milanese, Crasson (56′ Esposito); Altomare (74′ Longo), Cruz, Pecchia; Aglietti (83′ Scarlato), Caccia. A disposizione: Di Fusco, Bordin, Panarelli, Policano. Infortunati: Taccola, Turrini, Boghossian, Beto, Caio. Scelta tecnica: Di Napoli. Allenatore: Montefusco.

ARBITRO: Cesari di Genova.

MARCATORI: 47′ Maniero, 89′ De Vitis.

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