LAZIO-VERONA…-1 GIORNO, DOMENICA 7 NOVEMBRE 1999: IL POKER E’ SERVITO

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Ormai siamo entrati nell’ultimo inverno dello scorso secolo quando l’Italia si sta ancora godendo la vittoria agli europei di basket in Francia dello scorso 3 luglio per 64-56 contro la Spagna e la prossima estate si giocherà il primo europeo di calcio del nuovo millennio nonché il primo organizzato in 2 paesi: fra Belgio e Olanda, in cui la nazionale si presenterà allenata da un tecnico navigato ed esperto come Dino Zoff. Intanto il calcio italiano sta vivendo sta vivendo gli ultimi anni d’oro del suo movimento grazie alle “7 sorelle” Juventus, Inter, Milan, Parma, Fiorentina, Lazio, Roma…club pieni di fuoriclasse e al culmine di un decennio che ha visto il nostro paese dominare la scena a livello internazionale. La classifica, a inizio turno é la seguente: Lazio 18 punti; Juventus 17; Inter, Milan 14; Perugia, Roma 13; Parma, Udinese 12; Bologna, Torino 10; Fiorentina, Reggina 9; Lecce, Verona 8; Bari 7; Piacenza 6; Venezia 5; Cagliari 4…per la giornata n.9 di campionato, dopo gli anticipi del sabato alle 18,00 Cagliari-Fiorentina 1-1 (10′ Di Livio; 54′ rig. Mboma) e delle 20,30 Perugia-Bari 1-2 (43′ Andersson, 59′ Masinga; 75′ Bia), vediamo gare molto interessanti tipo Bologna-Inter 3-0 (37′ e 69′ Andersson K., 76′ Signori), Milan-Venezia 3-0 (55′ Bierhoff, 67′ Weah, 77′ Orlandini), Reggina-Roma 0-4 (4′ aut. Oshadogan, 28′ rig. Montella, 39′ Junior, 45’+1 rig. Totti), Piacenza-Parma 1-2 (22′ Crespo, 32′ Boghossian; 45’+1 rig. Di Napoli), Lecce-Udinese 1-0 (53′ Lucarelli) mentre il posticipo domenicale Torino-Juventus si chiuderà 0-0 (si rigioca il derby torinese in Serie A dopo ben 4 annate).

Tanti impegni, tanto pubblico, diversi campioni

La sfida che, forse non oppone le 2 squadre più forti, ma di sicuro quella che interessa di più in ottica classifica, é però Lazio-Verona, tornata a giocarsi in massima serie per la prima volta dal 1997 davanti a 43.000 persone di cui solo 1000 ospiti…la squadra di casa, col presidente Sergio Cragnotti in tribuna e che il prossimo 9 gennaio festeggerà il centenario dalla sua fondazione, viene dall’ultima giornata del primo girone di Champions League in cui ha espugnato Kiev per 1-0 (18′ aut. Mamedov) all’esordio assoluto nella competizione (passeranno come primi per poi accedere al secondo girone, in cui ci sono Chelsea, Feyenoord, Marsiglia) mentre i veneti sono già usciti dalla Coppa Italia al secondo turno dopo un doppio 2-1 subito con il Ravenna, prossimo avversario dei laziali negli ottavi, a inizio dicembre. Fra una settimana, inoltre, sappiamo che la nazionale tornerà in campo a Lecce perdendo 3-1 col Portogallo in occasione della sosta, senza contare che al ritorno in campo la Lazio dovrà giocare il derby fuori casa, andare a Marsiglia per poi ospitare la Juve essendo già capolista e con ottimi numeri, visto che in 8 gare hanno raccolto 5 vittorie (2-1 col Cagliari e a Parma, 3-0 col Torino e a Udine, 4-2 col Lecce) con 3 pareggi (0-0 a Bari, 4-4 col Milan, 1-1 sul campo dell’Inter) con una media di quasi 3 reti fatte a partita in casa a confronto del Verona del patron Giambattista Pastorello che ha avuto un ritorno in A non felice, basato su 2 vittorie in casa (2-0 con Lecce e Perugia) insieme ai 2 pareggi per 0-0 di Bologna e col Milan per poi chiudere con 4 sconfitte (3-0 sul campo interista e a Parma, 4-1 a Firenze, 0-1 col Bari) per un totale di soli 5 gol fatti (4 in casa) e 11 subiti (12 in trasferta). Sven-Goran Eriksson, maestro di turnover e con la rosa quasi completa a disposizione, sopperisce alle assenze degli infortunati Favalli, Stankovic, Lombardo e alla squalifica di Almeyda adoperando il suo solito 4-4-2 in linea sfruttando ben 8 cambi rispetto al mercoledì di coppa e solo nei titolari…dato che vengono confermati solo Negro, Pancaro, Simeone; Cesare Prandelli, invece, pur usando anche lui un 4-4-2 lineare, deve fare a meno di difensori come Gonnella e Seric, i mediani Italiano e Giandebiaggi insieme al centravanti Cammarata mentre gli stopper Mezzano e Zilic restano a casa per scelta tecnica al pari del bomber laziale Ravanelli. Senza contare il quartetto dei mediani argentini formato da Veròn, Almeyda, Simeone, Sensini, saranno in parecchi ad andare al prossimo europeo: i finalisti italiani Negro e capitan Nesta che crolleranno 2-1 in rimonta al golden gol contro la Francia la sera del 2 luglio mentre il duo portoghese Couto-Conceicao uscirà sempre contro i francesi per 2-1 in ribaltone ai supplementari ma in semifinale intanto che il ceko Nedved era andato fuori nel girone di olandesi e transalpini assieme alla Danimarca di Laursen per poi finire con lo jugoslavo Mihajlovic, fatto fuori dagli olandesi ai quarti per 6-1 ma senza dimenticare che la Croazia di Boksic non si qualificherà nonostante il brillante terzo posto agli ultimi mondiali.

Succede quasi tutto nel primo tempo

Da subito si vede che i padroni di casa, i quali lo scorso 27 agosto avevano vinto la loro unica Supercoppa Europa superando 1-0 (35′ Salas) il Manchester United nel principato di Monaco, sono in perfetta forma e iniziano a premere immediatamente sfruttando tutto l’assetto dei titolari: dopo Filippini é uscito per infortunio al posto di Laursen al 3′, Veròn prima tenta di segnare su corner dalla sinistra col destro ma manda fuori sul lato opposto, poi la sfera arriva in mezzo su suo traversone ma Apolloni spazza appena in tempo anticipando Salas precedendo le ammonizioni dello stesso Laursen e di capitan Colucci. Al 17′ ecco l’1-0: Veròn va ancora dalla bandierina sinistra e col destro disegna una parabola perfetta su cui il francese Frey non può nulla e che si spegne sul palo opposto dopo aver baciato il montante alla sinistra dell’estremo difensore (per Veròn é la quinta rete stagionale dopo quelle contro Cagliari, Torino, Milan, Udinese…a fine anno ne conteremo 8+0+2+0+0); poco dopo Conceicao serve Boksic ma il destro del croato é respinto da Frey e successivamente Adailton spedisce fuori di sinistro dal limite dell’area ma al 22′ vediamo il 2-0: corner fotocopia del vantaggio da parte di Veròn e Salas tocca sulla riga di testa (per il cileno sono 5+0+3+1+0 ma a primavera ne potremo vedere 12+0+4+1+0)…da qui vediamo una Lazio che continua a spingere con Mihajlovic, il cui tiro al volo di sinistro dai 25 metri finisce alto mentre la successiva punizione si infrange sulla traversa a giro di mancino, poi ancora Veròn protagonista nel farsi ammonire prima di crossare in area sempre col destro in modo da permettere la testata di Negro che vuol dire 3-0 al 45′ (primo gol per il difensore: contro l’Udinese al ritorno ci sarà il secondo e ultimo).

Gestione della ripresa

Intanto che arriva la notizia del 4-0 temporaneo della Roma a Reggio Calabria, comincia la ripresa in cui Diana mette in mezzo da calcio d’angolo dalla sinistra col mancino e Adailton spedisce fuori di testa in tuffo prima che Simeone verticalizzi verso Boksic, che supera in uscita Frey realizzando il 4-0 di destro (2+0+0+0+0 per lo slavo: a fine anno saranno 4+3+1+0+0). Al 64′ esce Salas, reduce da un contrasto con Colucci, per Mancini…al 67′ dentro Spehar per Adailton mentre al 68′ Couto subentra a Nesta con Negro che diviene capitano: da adesso ancora laziali sugli scudi con Pancaro che crossa in mezzo verso Mancini ma la sua incornata si spegne sul lato oppostoprecedendo l’incornata di Melis su assist di Brocchi bloccata da Marchegiani; nel finale entra Sensini per Veròn al 74′ e poi Salvetti rileva Melis al 78′ lasciando tutto uguale in una sfida ormai chiusa e che al fischio finale dell’arbitro di Gallarate Racalbuto sentenzia la quarta vittoria su 5 sfide casalinghe in Serie A contro una squadra con cui esiste da sempre un gemellaggio molto forte (terza vittoria consecutiva biancoceleste in casa contro gli scaligeri dopo il 2-0 del 15 marzo 1992 e il 4-1 del 25 maggio 1997), specie dagli anni 80′ mentre i gialloblù si leccano le ferite per la terza trasferta su 4 e la quarta su 5 senza reti segnate mentre la graduatoria di fine giornata dice Lazio 21 punti; Juventus 18; Milan 17; Roma 16; Parma 15; Inter 14; Bologna, Perugia 13; Udinese 12; Lecce, Torino 11; Bari, Fiorentina 10; Reggina 9; Verona 8; Piacenza 6; Cagliari, Venezia 5.

Tris laziale e tranquillità veronese

Il 14 maggio 2000 la Lazio diventerà campione d’Italia battendo la Reggina 3-0 e supererà la Juventus al fotofinish per 72-71 recuperando 9 punti nelle ultime 8 giornate (l’ultima sconfitta sarà proprio l’1-0 subito a Verona con gol di Morfeo), il 18 maggio poi ecco anche la terza Coppa Italia (la seconda in 3 anni dopo quella a danno del Milan), ottenuta con un pari per 0-0 a Milano dopo la vittoria 2-1 in rimonta contro l’Inter per poi chiudere il cerchio iniziato ad agosto 1999 con la seconda Supercoppa Italia, vinta 2 anni dopo la Juve nel 1998, superando ancora l’Inter per 4-3 a Roma ma con la delusione dell’uscita nei quarti di Champions League a favore dei finalisti del Valencia (roboante 5-2 subito in Spagna e insufficiente vittoria 1-0 in casa)…il Verona, invece, arriverà nono garantendosi una salvezza tranquilla alle spalle di Lazio, Juventus, Milan, Inter, Parma, Roma, Fiorentina, Udinese (+7 sulla retrocessione). Fine del viaggio nel passato di Lazio-Verona…che inizi lo spettacolo della sesta giornata!!!

Il tabellino

LAZIO-VERONA 4-0

LAZIO (4-4-2): Marchegiani; Negro, Nesta (cap.) (68′ Couto), Mihajlovic, Pancaro; Conceicao, Simeone, Veròn (74′ Sensini), Nedved; Salas (64′ Mancini), Boksic. A disposizione: Ballotta, Gottardi, Marcolin, Inzaghi. Infortunati: Favalli, Stankovic, Lombardo. Squalificati: Almeyda. Scelta tecnica: Ravanelli. Allenatore: Eriksson.

VERONA (4-4-2): Frey; Filippini (3′ Laursen), Franceschetti, Apolloni, Falsini; Diana, Marasco, Colucci (cap.), Brocchi; Melis (78′ Salvetti), Adailton (67′ Spehar). A disposizione: Battistini, Anastasi, Piovanelli, Aglietti. Infortunati: Gonnella, Seric, Italiano, Giandebiaggi, Cammarata. Scelta tecnica: Mezzano, Zilic. Allenatore: Prandelli.

ARBITRO: Racalbuto di Gallarate.

MARCATORI: 17′ Veròn, 22′ Salas, 45′ Negro, 63′ Boksic.

NOTE: Ammoniti Veròn (L) e Laursen (V), Colucci (V) per gioco falloso.

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