Titolarissimo del Brasile, Alisson vive nella Roma il paradosso di essere la riserva di Szczesny, che invece nella Polonia spesso fa panchina.
Il dilemma portiere resta in sospeso in casa giallorossa e, quando Trigoria si svuota per la pausa nazionali, arrivano da lontano dichiarazioni un po’ velenose sul tema: «Mi piacerebbe giocare tutte le partite nella Roma e mi alleno per questo, ma le poche volte che ho giocato ho dato sempre il massimo. Mi applico molto negli allenamenti settimanali, cosicché quando arrivo in nazionale riesco ad avere il ritmo gara. Non credo che sarà un problema per me. E questo credo che sia più importante dei dati statistici che mostrano le presenze nel club. Ho sempre voglia di giocare, la gente di Roma lo sa. Mi chiedono di essere paziente, perché è un periodo di transizione. Mostrerò sul campo quello che posso fare».
Il suo momento arriverà, fatte le ossa come secondo potrà prendersi i pali nella prossima stagione, visto che Szczesny – almeno sulla carta – farà ritorno all’Arsenal. Il Brasile ha piena fiducia in lui: «Taffarel (preparatore dei portieri, ndr) mi dice sempre di stare tranquillo, di fare il mio lavoro e di dedicarmi alla mia forma fisica. Non c’è persona migliore di lui per parlare di questa cosa, mi ha aiutato molto. Io preferisco pensare all’obiettivo successivo, alla partita successiva». Cioè Perù-Brasile, alle 3.15 (notte italiana) del 16 novembre. Il ritorno nella capitale è previsto per giovedì 17, a tre giorni dalla trasferta di Bergamo, dove comunque lo aspetta un’altra panchina.

