Intervento radiofonico ai nostri microfoni per Attilio Caja, condottiero della Virtus Roma, trionfante ieri pomeriggio su una Mens Sana Siena letteralmente surclassata. Queste le parole del coach pavese:
5 VITTORIE CONSECUTIVE, UNA VIRTUS RIGENERATA – Questa nostra striscia di successi è dovuta al tanto allenamento in palestra e ad un sistema di gioco dove tutti sono coinvolti, dove ci sono spaziature precise e responsabilità, giocando con ritmo senza mai tenere la palla ferma. Partiamo da una buona difesa dalla quale può scaturire il contropiede dando vita a percentuali elevate a canestro; ci mettiamo intensità, siamo aggressivi in attacco, guardiamo il canestro mettendo sotto pressione le difese. E’ tutto frutto del lavoro in allenamento. I giocatori si applicano quotidianamente e sono concentrati nel seguire le indicazioni, tutti danno un contributo; ad esempio ieri con Meini infortunato, Bonfiglio, che finora aveva avuto meno spazio, ha giocato benissimo.
ASPETTI TECNICI E MENTALI – Quando uno ha una certa esperienza e tante partite alle spalle raggiunge un certo status ed una credibilità per la quale i tuoi giocatori ti danno più ascolto rispetto ad altri allenatori, che magari non hanno lo stesso status e passato. Nel quotidiano si danno idee chiare e concetti precisi, e se da ciò arrivano risposte precise la fiducia cresce. Io ho fiducia nei miei ragazzi e loro ce l’hanno in me. Quando ho accettato quest’incarico ho detto loro che non erano la peggiore squadra del campionato; abbiamo lavorato per giocare una buona pallacanestro. Magari durante la settimana ci si può arrabbiare di più date le complessità che poi si vivono in partita, ma questi ragazzi vanno aiutati e motivati, sono tutti perfetti ed eccellenti. C’era non solo un problema di fiducia ma anche e soprattutto un problema tecnico, con tanta confusione e zero regole, sia in attacco che in difesa; nessuno sapeva cosa fare e così arrivavano le sconfitte, rendendo il tutto più difficile. Ho dovuto lavorare sull’aspetto psicologico dando fiducia, non solo nell’immediato ma estirpando le cause del malessere. Ho cercato di curare i motivi per cui si perdevano tante partite, che alla fine erano tecnici dato che non si facevano le cose giuste.
LA GARA CON TRAPANI – A Trapani ritroverò Ugo Ducarello e Matteo Jemoli, dopo il lavoro svolto con loro a Varese la scorsa stagione. Sarà una partita difficile, Trapani ha sempre vinto in casa ed ha perso tutte le gare in trasferta: è una squadra con una grande impronta casalinga. Hanno obiettivi di vertice ed hanno preso giocatori dall’A1 come Tommasini (da Caserta) e Chessa (da Sassari), hanno giocatori di lusso per la categoria come Ganeto e Filloy, che ho allenato a Rimini, ma anche Renzi che ha un gran passato tra A1 ed A2. Per noi sarà una partita difficile perchè avremo tante problematiche difensive da aggiustare, ma sono fiducioso nella mia squadra e nel come prepareremo la gara. Trapani dovrà giocare bene per vincere: se lo faranno avranno tante frecce nel loro arco ma non si porteranno da casa la vittoria.
SU SIMONE FLAMINI, AGGREGATO AL ROSTER – Flamini sta svolgendo ancora lavoro differenziato con il nostro preparatore, è reduce da un anno di inattività causa infortunio e necessita di prendere ritmo. Lo verificheremo prossimamente, è un ragazzo che conosco da tempo perchè era nelle giovanili di Pesaro quando allenavo lì. Conosce bene la pallacanestro, è un buon giocatore, ha avuto una bella carriera e può darci una grande mano. Vedremo se ci saranno le condizioni fisiche idonee per un suo ingresso in squadra.
MEMORIE VIRTUSSINE – A Roma ho vissuto tanti momenti belli, difficile dirne solo uno. Dal mio primo anno qui quando eravamo sostanzialmente una squadra da A2 e facemmo i playoff battendo al primo turno Siena con tutti i pronostici precampionato che ci davano già retrocessi, a quando vinsi nel 2000 la Supercoppa sempre a Siena, da quando facevamo 13 mila persone al PalaEur a quando sono stato nominato miglior allenatore della Serie A. Sono felice di avere così tanti ricordi legati a questa squadra.
TESTA BASSA E LAVORARE – Ognuno per quello che può fa il massimo, credo sia inutile dire chi ci manca considerando che non possiamo aggiungerlo. Ognuno ha le sue caratteristiche, tenendo conto anche di quando è stata fatta la squadra e di chi era disponibile. Non è colpa di nessuno se a questa squadra manca qualcosa, se ci dev’essere una completa omogeneità e complementarietà tra tutti i giocatori. Chiunque dà il massimo ed ha grande applicazione. Ieri per alcuni era la prima volta che si giocava davanti a quasi 2500 persone, mi fa piacere che abbiano vinto e giocato bene davanti tutte queste persone. Speriamo di dare ancora soddisfazione alla gente che ci segue.
Matteo Buccellato
