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Attilio Caja è un ottimo allenatore, non l’esorcista. E così l’Acea Roma ha bagnato l’esordio stagionale del tecnico pavese subentrato a Saibene con una nuova sconfitta. 90-94, dopo un supplementare, per Casalpusterlengo ed una classifica che recita un impietoso zero alla casella punti. Oggi la Virtus sarebbe retrocessa e neppure i piccoli segnali di volontà e la crescita di alcuni giocatori dimenticati dal tecnico precendente, vedi Maresca (18 punti e 3 assist), inducono all’ottimismo.

Perché ora la squadra capitolina è attesa da due trasferte terribili, Agropoli e poi Biella in casa, e l’ipotesi di un settebello di sconfitte è lì minaccioso alla porta. Eppure la squadra di casa ha avuto modo, in un convulso finale di regolamentari, di fare propria la partita. Incapace di gestire un prezioso + 6, 72-66, la Virtus è stata risucchiata dagli avversari trascinati dall’ex Sandri (24 punti, 6-8 nelle triple). Con 39′ trascorsi Voskuil (20 punti e 7 assist), uno che spiega basket in un gruppo dove il talento non abbonda, ha insaccato una tripla insensata e fuori equilibrio figlia della sua classe. 82-81 e sul ribaltamento di fronte Callahan ha catturato un rimbalzo subendo fallo. Lo statunitense ha avuto nelle mani il match ball ma ha sprecato entrambe le possibilità dalla linea della carità e sul cambio di possesso Sandri ha insaccato da 3 per l’82-84.

È stato ancora Voskuil a insaccare da 2 per la parità e tutto è stato rimandato nell’appendice dove una tripla di Meini ha dato un illusorio 90-87. Con Sandri francobollato è stato Robert Fultz con dei tiri pesanti a far mettere la freccia alla squadra ospite e Roma non ha avuto più energie per rientrare.

«Voglio fare i complimenti – ha detto Caja vedendo il bicchiere mezzo pieno – per lo spirito, l’aggressività e la volontà. Certo siamo usciti sconfitti ma per me questa è un’ottima base di partenza per il futuro».

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