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CONFERENZA STAMPA MOURINHO ED EL SHAARAWY, MOU: Risultati positivi ma cinque vittorie non sono 50

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Josè Mourinho e Stephan El Shaarawy hanno incontrato la stampa alla vigilia della sfida casalinga ncon il CSKA Sofia, primo impegno nei giorni di Conference League. Di seguito un estratto degli argomenti di maggior interesse.

MOURINHO

C’è molta attesa, trentamila biglietti venduti. Come sta la squadra e come si mantiene questo livello di tensione così alto?

“5 vittorie non sono 50. Non c’è ragione per essere ultra ottimisti, ultra positivi, fuori di testa, non c’è motivo per questo. Ovviamente i risultati positivi sono importanti perché aiutano il processo di miglioramento della squadra. La gente, i tifosi, sono felici penso ma anche loro devono essere equilibrati come lo siamo noi. Capire che è un processo e che stiamo lavorando solo da 2 mesi. Si sente un’evoluzione, chiaramente, però ‘tranquilli tranquilli’. E’ bello che ci siano sempre tifosi, magari può spingere le autorità a capire che c’è una voglia tremenda, tutti i tifosi aspettano che ci sia una normalità. Mantenere l’ambizione e questa voglia di lavorare nei limiti è una caratteristica che vogliamo mantenere. Tutto quello che è meno di 100% non è niente, dobbiamo mantenere queste caratteristiche che sono permanenti, non negoziabili. Però il nostro spirito, la nostra empatia coi tifosi, non è negoziabile, vogliamo avere sempre questa caratteristica anche quando arriverà una sconfitta. Ovviamente farò dei cambi, non giocheranno gli stessi ma l’importante è mantenere una struttura perché è importante un risultato positivo”.

Ha usato appena 13 titolari. Come si tiene compatto il gruppo? Il fatto di poter essere il primo allenatore a vincere tutte e tre le coppe europee è una motivazione extra per lei?

“I giocatori sono intelligenti, i giocatori capiscono le cose. Guardano come parliamo con loro, come li vediamo, che feedback gli diamo. Stephan capisce perfettamente che per me è un giocatore molto importante, per me è un titolare che non sono solo 11. Non ho mai avuto una squadra dove la squadra che ha iniziato la stagione è quella che la finisce. La stagione non è autostrada, ci sono tratti tortuosi e coi giocatori succede lo stesso. E’ molto difficile per un giocatore iniziare la stagione e finirla da titolare, devono capire che senza di loro siamo morti, non facciamo nulla con 11 giocatori. Stephan mi piace tanto, mi piacciono le sue caratteristiche, quando abbiamo iniziato la stagione doveva capire di migliorare la sua condizione migliore che aveva perso tra Cina, infortunio e il ritorno a Roma a metà stagione. E’ in crescita come se fosse un ragazzino, nonostante abbia tanta esperienza. Prima della partita contro il Sassuolo abbiamo parlato un po’, che avrebbe giocato titolare col CSKA Sofia e più di questo gli ho detto che è un titolare. E’ un gruppo unito, che sa che deve rispettare le decisioni dell’allenatore, sotto questo aspetto è un buon gruppo. Come assistente ho vinto anche una coppa che non esiste più, la Coppa delle Coppe, non ho pensato a questo ma mi piacerebbe vincerla. Ma siamo lontanissimi dal farlo, è solo la prima partita del girone. Il primo passo è vincere il girone, per questo domani andiamo e staremo tutti là, nessuno andrà in vacanza, nessuno riposerà. E’ un progetto collettivo e se qualcuno di quelli che ha giocato domenica va in panchina deve aiutare”.

Come stanno i centrali difensivi? Kumbulla?

“Se gioca Kumbulla e non gioca Mancini tu mi chiedi qual è il problema con Mancini, se non gioca Smalling mi chiedi che ho un problema con lui da Manchester…è così. Sono 4, è un numero giusto. Se cambio sempre, tu o un altro dirà che devono giocare sempre gli stessi 2 per prendere l’abitudine…sono contento del gruppo di centrali che abbiamo, con caratteristiche ed età diverse, se mi chiedi se domani li cambio tutti e due: no, non li cambio entrambi”.

Avete iniziato bene in campionato. Lei è un allenatore esigente e immagino abbia trovato dei difetti nella squadra, come valuta la partita di domani?

“C’è ancora molto da lavorare, abbiamo vinto 5 partite ma abbiamo sempre commesso qualche errore. Siamo una squadra umile, dobbiamo continuare ad esserlo, e sappiamo di dover lavorare sui nostri difetti. E’ una partita difficile ma il nostro obiettivo è qualificarci rapidamente e al primo posto in classifica. Sappiamo di affrontare una squadra buona con cui la Roma ultimamente ha vinto ma anche perso”.

EL SHAARAWY

Quali differenze hai notato tra la Roma che hai lasciato e quella che hai trovato?

“Ho trovato una Roma molto forte a livello di qualità, l’anno scorso avevamo iniziato bene il campionato e ci siamo persi nel finale di stagione. Quest’anno siamo partiti con un progetto, fatto con giocatori di esperienza e giovani. C’è un allenatore con grande esperienza e qualità, che seguiamo molto. C’è molta aspettativa e non ci deve caricare di pressioni ma di determinazione ed entusiasmo, che va alimentato e tenuto alto. Questo si ottiene con le vittorie, con concentrazione e determinazione come stiamo facendo”.

Come cambia il modo di giocare della squadra con un attaccante come Abraham, che è diverso da Dzeko?

“È molto giovane, si è ambientato veramente bene, è stato accolto nella maniera giusta ed è riuscito ad integrarsi nel migliore dei modi. È completo, ha tecnica, attacca la profondità e protegge bene palla. È fondamentale nel nostro sistema di gioco e ci potrà dare una grossa mano”.

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