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Conte polemico contro le critiche: «Figli di nessuno» e con la Bulgaria cambia mezza Italia (rs web ilmessaggero.it)

immagine Conte polemico contro le critiche: «Figli di nessuno» e con la Bulgaria cambia mezza Italia

Conte non ce l’ha con il mondo intero. Gli basta, per il momento, prendersela con chi ha criticato l’Italia che ha vinto con un gol irregolare contro Malta. Le critiche sono insopportabili per il ct che vorrebbe più pazienza. E più memoria. Perché lui si ricorda di aver preso la Nazionale dopo il fallimento mondiale. E dopo il flop di Balotelli e Cassano che oggi faticano a trovare spazio da titolari nei rispettivi club. Gruppo a pezzi e talenti zero. Ieri come oggi. Quando almeno è primo nel gruppo H, anche se decisivo è stato il gomito sinistro di Pellè contro la 159esima nazionale del pianeta.

MURO CONTRO MURO
Lo scontro è aperto. Come se avesse bisogno del nemico. Eppure in pochi si filano quest’Italia inguardabile. Buffon è sincero quando spiega che tanti preferiscono uscire per mangiare una pizza invece di restare a guardare la Nazionale alla tv o, addirittura, spendere per andare a vederla allo stadio. Conte, in pubblico, non si arrabbia. Ma non risponde su niente. Poche parole, inutili e scontate. Non fa sapere se darà fiducia ancora a Pirlo che non può giocare la seconda partita in 4 giorni. Faticava un anno fa, figuriamoci ora che ha il ritmo da calcio Usa. «Farei giocare Pirlo anche zoppo!. Nella circostanza il presidente federale Tavecchio non aiuta il ct che, solo per dispetto, confermerebbe l’ex regista della Juve.

ADDIO DOPO L’EUROPEO
Conte cambia mezza Italia contro la Bulgaria. Dietro, a centrocampo e in attacco: 5 o 6 novità, dunque, a Palermo, da Barzagli a De Rossi, passando per Soriano e Candreva. La vittoria ancora non porterebbe aritmeticamente all’Europeo. Ma la Francia, con altre 2 gare da giocare a ottobre contro l’Azerbaigian il 10 a Baku e la Norvegia il 13 a Roma, sarebbe comunque vicinissima. Lì il ct chiuderà con la Nazionale. A prescindere dal raccolto. Perché non riesce e a fare l’allenatore. Come piace a lui. E deve accontentarsi del risultato. Il minimo oggi è il massimo. Contro la Bulgaria, come contro Malta. Sempre.