
GENOVA – Quando siamo ormai entrati nell’autunno del 1989 l’Italia è divenuta il centro del mondo, oltre che a livello economico, soprattutto a livello calcistico in previsione dei mondiali fissati a giugno seguente mentre il cellulare compare come prodotto commerciale su vasta scala (è grande come una “24 ore” ma dà un’ebbrezza tutta sua…), Lorella Cuccarini guadagna la ribalta con “La notte vola” e il miglior mezzo per ascoltare la musica è la radio removibile.
Intanto, però, siamo già al VII° turno di Serie A ed il calendario (nell’epoca di tutte le partite giocate in contemporanea alle 15,00 di domenica pomeriggio) è stato davvero molto beffardo…Napoli-Milan, Inter-Roma, Lazio-Juventus e soprattutto Genoa-Sampdoria sono i match di maggiore interesse poiché i partenopei con i 2 team milanesi e i torinesi sono accreditati alla conquista dello scudetto intanto che la Roma punta alla zona coppe, la Lazio alla salvezza.
Il derby della Lanterna, invece, torna in massima categoria dopo ben 5 annate grazie alla risalita del Genoa retrocesso nel 1985 ma con la netta volontà di salvarsi mentre la Sampdoria sta vivendo una favola con almeno 1 trofeo vinto nelle scorse 2 stagioni (II° Coppa Italia della sua storia ottenuta nel 1988 con conseguente Supercoppa di lega persa e 3 finali giocate in pochi mesi nel 1989: gioia ancora in coppa nazionale ma delusione atroce all’ultimo atto di Coppa delle Coppe, I° volta in cui sarà raggiunto l’atto conclusivo di un torneo continentale, oltre all’altra Supercoppa Italia): è vero, il “Luigi Ferraris” è in ristrutturazione per l’estate successiva con chiusura delle prime 10 file nelle 2 curve ma si registrano comunque 33,000 presenti su 40,000 disponibili (ovviamente di maggioranza genoana)…protagonisti di 2 coreografie mozzafiato senza contare che fra essi si notano i presidenti Spinelli e Mantovani (con tutta la famiglia); ciò che interessa maggiormente è lo scontro tattico Scoglio-Boskov al netto del colloquio inerente a eventuali reclami che vede protagonista l’arbitro D’Elia con i capitani Signorini e Pellegrini.
Da subito si capisce che i moduli sono a specchio poiché ricalcano il più elementare 4-4-2 di scuola italiana fatto di marcature a uomo, tecnica in fase di spinta e verticalizzazione improvvisa pure se la Samp si sistemerà in maniera più simile al 5-3-2 specie nel finale sfruttando la versatilità di tanti suoi uomini fra cui un sontuoso Katanec:
{Gregori (65° Braglia);
Caricola-Collovati (71° Fiorin)-Signorini [cap.]-Torrente;
Fontolan-Urban-Perdomo-Ruotolo;
Paz-Aguilera}
contro
{Pagliuca;
Mannini-Pellegrini [cap.] (87° Lanna)-Vierchowood-Carboni;
Lombardo (71° Salsano)-Pari-Dossena-Katanec;
Mancini-Vialli}.
Il tasso tecnico è enorme e oltre ai nazionali italiani Pagliuca, Vierchowood, Mancini, Vialli con lo jugoslavo Katanec…abbiamo il trio uruguagio Paz-Aguilera-Perdomo (di cui Boskov non ha grande stima, al punto di lasciarsi andare alla dichiarazione pre-gara <<MIO CANE PUÒ GIOCARE CON LUI…>>).
Dalle prime battute si vede chiaramente che il Genoa vuole far valere il fattore emozionale provando a metterla sulla pressione con attacchi continui con i quali non tardano a arrivare risultati…siamo al 19°: su azione di Ruotolo a sinistra, Fontolan riesce a stoppare la palla di petto in piena area così da trafiggere con il sinistro a incrociare un incolpevole Pagliuca a coronamento di una prima mezz’ora in cui si potrebbe arrivare pure al 2-0 se ancora Fontolan e Urban non sprecassero 2 ottime chance; è pure un I° tempo nervoso in cui Caricola, Perdomo e Mannini si guadagnano il cartellino giallo a dimostrazione di una disputa in cui nessuno vuole mollare; quando è ormai vicino il duplice fischio del direttore di gara, una rinata Doria (che appena 3 giorni prima ha pure estromesso i norvegesi del Brann al I° turno di Coppa delle Coppe iniziando una cavalcata trionfale) sfrutta la poca cinicita’ degli avversari e si riorganizza fallendo 2 palle pulite ma pareggiando proprio sul suono della sirena con un’azione personale di Vialli: tiro dal limite dell’area, respinta di un difensore e conseguente triangolo con Katanec che manda in porta il proprio bomber a realizzare di sinistro rasoterra senza speranze per Gregori mentre corre il 44°.
Quando si torna in campo gli “ospiti” producono il loro massimo sforzo sia in difesa che in attacco (Katanec funge da esterno a tutta fascia interpretando 2 ruoli allo stesso tempo…un po’ terzino e un po’ ala, Mannini con Vierchowood non mollano mai il tandem offensivo avversario Paz-Aguilera permettendo al proprio capitano Pellegrini di correre poco e impostare avendo maggiore lucidità mentre la loro coppia offensiva crea ancora svariati grattacapi alla retroguardia rossoblu’ nonostante un Collovati molto reattivo nel correre dietro soprattutto a Vialli) e al 60°, da fallo laterale di Lombardo, ancora lo scatenato Vialli scappa sulla destra realizzando un tiro-cross spietato su cui il portiere può solo respingere corto dalla riga bianca in favore di Mancini che realizza al volo di destro l’1-2; passato quell’istante sarà un susseguirsi di tentativi falliti da Urban e dai “gemelli del gol” blucerchiati specialmente in contropiede (proprio durante un’azione di queste, al 65°, Braglia dovrà subentrare da estremo difensore per Gregori causa infortunio del titolare aprendo il giro delle sostituzioni)…l’esito della contesa vede un fresco Fiorin (entrato per Collovati con conseguente arretramento di Ruotolo sulla linea difensiva e passaggio di Caricola da terzino a stopper ma con un fisiologico sbilanciamento dei propri compagni verso la zona d’assalto) imporsi come uomo più mobile dei suoi in zona nevralgica contemporaneamente all’innesto di Salsano prima con Lanna nel finale.
Arrivato il fischio di chiusura la sentenza è inappellabile: la Sampdoria fa festa e la caccia alle alte zone della graduatoria è lanciata mentre il Genoa si lecca le ferite pensando ad un ritorno di fuoco in massima serie! Il successo blucerchiato arriva a 2 mesi dall’altro vittorioso confronto nel girone di Coppa Italia per 0-1 ancora con rete di Vialli dagli 11 metri mentre la gioia in campionato di una delle 2 compagini mancava da Sampdoria-Genoa 2-0 del 6/11/1983 (i grifoni torneranno a vincere la stracittadina a Novembre 1990 per 1-2 in trasferta dopo aver portato a casa l’intera posta per l’ultima volta nel 1978/79).
Ad aprile (conclusione della stagione anticipata causa la rifinitura dei lavori per i mondiali) i conti saranno molto chiari: Sampdoria V° in Serie A dietro a Napoli-Milan-Inter-Juventus oltre che vincitrice della Coppa delle Coppe contro l’Anderlecht (giocata in maggio e I° nonché unico trofeo internazionale dei doriani fino ad oggi) ma sconfitta dal Milan in Supercoppa Europa (unica edizione di tale trofeo fra 2 team del nostro paese e II° finale europea fra 2 contendenti della medesima federazione a seguito di Juventus-Fiorentina avvenuta 6 mesi addietro all’ultimo atto di Coppa Uefa) ed eliminata nel girone a 3 di coppa nazionale dai futuri vincitori della Juventus (assieme al Pescara)…il Genoa, dal canto suo, otterrà l’obiettivo di salvarsi con 2 punti di vantaggio sulla zona calda a poche giornate dalla chiusura con un buon XI° posto al netto dell’estromissione dal II° turno di Coppa Italia ancora contro i cugini.
Appuntamento al prossimo ricordo…di che Genoa-Sampdoria parleremo?
