DALLAS – Una volta solo a sentirne il nome, i tifosi giallorossi potevano tremare al pensiero che una partita col Barcellona poteva generare goleade con tanto di figuracce, anche se 6-1 a parte di qualche anno fa, i blaugrana evocano ricordi felici nella mente dei romanisti, vedi il 3-0 di Capelliana memoria di una Roma scudettata e lanciata dall’aereoplanino Vincenzo Montella. Oggi però questa partita dell’International Champions Cup di ufficiale non ha nulla ma per seguito e blasone delle squadre, ha una cassa di risonanza importante, quindi evitare figuracce è consigliato. Se poi ci mettiamo il quarto di finale della passata Champions League, quella vera, con Messi ancora incredulo dal risultato, se ci mettiamo lo scippo di Malcom da parte dei catalani alla Roma appena una decina di anni fa, il clima si accende. Di Francesco rivoluziona la squadra sconfitta dal Tottenham, confermando i soli Santon e Manolas nell’11 titolare che vede tra i pali l’esordio di Olsen, difesa completata da Marcano, sempre più a suo agio al centro del pacchetto arretrato e Florenzi sulla fascia destra, centrocampo che ritrova De Rossi con ai fianchi Lorenzo Pellegrini e Strootman col tridente composto da destra a sinistra da Kluivert, Dzeko ed El Sharaawy. L’inizio è un incubo con l’ex Inter Rafinha a farla da padrone gol del vantaggio compreso. L’osservatissimo Malcom piazzato dalla parte di Santon parte forte sfiora il gol ma poi viene imbrigliato bene dall’ex Inter. Man mano che passa il tempo la Roma cresce trova il pari con El Sharaawy che sfrutta un assist al bacio di Kluivert. La parte finale della prima frazione è tutta di marca giallorossa che meriterebbe il vantaggio, ma un po’ Cillessen un po’ di frenesia sotto porta non permettono ai giallorossi di portarsi avanti. Nella ripresa la Roma segna ancora col Faraone ma il gol viene annullato per un millimetrico fuorigioco e come succede spesso nel calcio arriva di contro, il gol del vantaggio del Barca proprio con Malcom sogno dei desideri giallorossi. Di Francesco comincia ad effettuare i cambi ed è proprio dai nuovi entrati che arriva il pari: Schick lavora un bel pallone sulla destra, la palla arriva a Perotti che cincischia da un metro dalla porta ma riesce ugualmente a servire Florenzi che sotto misura insacca. Il Barca cambia tantissimo inserendo molti giovani interessanti ma la Roma ormai ha preso il controllo della situazione e così Cristante col suo marchio di fabbrica, inserimento e tiro in corsa, sfrutta al meglio l’assist di Luca Pellegrini e fa 3-2 Roma. Il rigore di Perotti conquistato dal solito Schick imbeccato molto bene da un gioiello di Pastore, fissa il risultato sul 4-2 finale che con un po’ di precisione in più poteva essere anche con scarto maggiore. Ora la Roma chiuderà questa tournee contro il Real Madrid.
