
ROMA – Una Roma imbarazzante, vuota e senza idee si consegna ad un Napoli che ottiene il massimo risultato col minimo sforzo; la compagine di Ancelotti affronta la gara con il pensiero all’impegno di coppa con l’Arsenal e quindi decide di mantenere un ritmo blando, ma tiene sempre il controllo della partita anche grazie ad un avversario che non ha niente ne nelle gambe, ne tantomeno nella testa. Ci vuole un batter di ciglia agli ospiti per sbloccare il risultato grazie ad un capolavoro di Milik, che s’inserisce tra le statuarie maglie difensive della Roma e batte Olsen con un missile diretto al sette, su cui il portiere giallorosso nulla può. La reazione della Roma è pari allo zero ed il Napoli continua ad imperversare in lungo e largo ed il perché non arrivino altri gol azzurri è solo per l’imprecisione degli avanti napoletani. E così come per magia a tempo scaduto arriva quasi per caso il penalty da cui scaturisce il pari giallorosso: Schick anticipa Meret che lo stende. Rigore e gol di Perotti. La ripresa potrebbe dare coraggio alla Roma, una sorta di scampato pericolo. E invece niente. La supremazia del Napoli è imbarazzante, la Roma guarda senza reagire: naturale conseguenza è il gol di Mertens, il caso poi ha voluto che nel generarlo ci sia l’errore marchiano di un Olsen ancora incerto. È l’inizio della ripresa ma in molti tra i presenti all’Olimpico, hanno l’impressione che il match sia già ai titoli di coda. La certezza è data dal contropiede dell’1-3 realizzato da Verdi che si fa perdonare gli errori del primo tempo. Imbarazzo e sdegno sono le sensazioni che i tifosi giallorossi provano vedendo l’inerme prova dei propri giocatori che continuano a prendere botte come un pugile ormai in balia dell’avversario. L’1-4 è solo il punto esclamativo su un match che ha dimostrato tutti i limiti di una squadra costruita male in estate, ma peggiorata nel corso della stagione. E pensare che in molti avevano additato Di Francesco come primo e unico colpevole dello sfracello giallorosso.
