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TORINO – Ci siamo: ormai mancano poco meno di 24 ore e sapremo se la Juventus potrà festeggiare il suo VIII° scudetto consecutivo davanti al Napoli con ben 7 giornate di anticipo oltre a scoprire se il Milan avrà rimesso in discussione, interamente o parzialmente, il IV° posto favorendo l’allontanamento dell’Inter e il riavvicinamento di Atalanta, Roma, Lazio, Torino.

Le 2 squadre sono arrivate al II° derby nazionale per importanza con animi opposti: i bianconeri venivano da 7 successi consecutivi malgrado svariate assenze fra cui quella di CR7 ed ebbri di consapevolezza di poter chiudere il campionato appena 4 giorni prima dell’andata dei quarti di Champions nella trasferta con l’Ajax mentre i rossoneri avevano ottenuto un punto nelle ultime 3 gare e sembrano ormai concentrati più sulla semifinale di Coppa Italia con la Lazio più che sulla lotta coppe.

Allegri e Gattuso (rispettivamente allenatore e vice-capitano ai tempi dell’ultimo Milan campione d’Italia nel 2010/11) hanno presentato 2 moduli ormai rodato ed offensivi ma non troppo spregiudicati: 3-4-1-2 con Szczesny; De Sciglio-Bonucci-Rugani; Spinazzola-Bentancur-Can-AlexSandro; Bernardeschi; Dybala-Mandzukic (capitano) opposto a 4-3-3 formato da Reina; Calabria-Romagnoli (capitano) -Musacchio-Rodriguez; Kessie’-Bakayoko-Calhanoglu; Suso-Piatek-Borini.

Il primo tempo è molto tattico e con un centrocampo affollatissimo in cui avvengono molti scontri fisici pure se il predominio globale sarà dei milanesi con 4 occasioni fuori bersaglio precedenti il gol al 39° di Piatek grazie all’assist di Bakayoko su palla persa al limite dell’area di Rugani ma da allora la Juve (che già al 25° aveva perso Can per infortunio muscolare in favore del rientrante Khedira) si fa vedere prima con Bernardeschi che viene ammonito e poi con 3 interventi decisivi di Reina su Mandzukic e Dybala.

Al rientro in campo abbiamo una partita molto più aperta con il Milan che sfiora a più riprese il gol del raddoppio (avendo modo anche di protestare per un presunto fallo su Piatek in area dopo che AlexSandro aveva deviato di mano un cross nei 16 metri nella prima frazione) intanto che i piemontesi continuano ad aspettare provando a controgiocare ma stavolta le occasioni arrivano da entrambe le parti finché al 58°, circa, Dybala non sfrutta un’alzata sbagliata del fuorigioco avversario venendo toccato da Musacchio (ammonito subito) procurando il rigore che egli stesso trasformerà per l’1-1; a quel punto il mister di casa rompe gli indugi inserendo Pjanic, Kean per Spinazzola, proprio Dybala passando a un 4-3-3 classico che fa guadagnare sempre più campo agli zebrati mentre i diavoli si innervosiscono (primo fra tutti Calhanoglu, che finirà fra i cattivi per un’ingenuita’) pur provando a sfruttare contropiede o calci da fermo per tornare in vantaggio (per la verità il Milan giocherà meglio in questa fase di gioco che nella prima…ma si sa che il calcio è un sport molto balordo). Gattuso lascia invariato il suo assetto fino al 75° ma a quel punto getta nella mischia Castillejo (vittima di un rude contrasto corpo a corpo con Mandzukic in area pochi minuti dopo il suo ingresso), Cutrone al posto di Musacchio, Suso passando al 4-2-4 che spacca ancora di più in 2 tronconi i suoi…un errore pagato caro all’84°, quando Calabria subisce fallo in favore di Pjanic che serve l’altro subentrato Kean (di certo il bomber più in forma della “vecchia signora”) permettendogli di incrociare trafiggendo Reina per il 2-1 a chiudere, di fatto, la contesa.

Gli ultimi giri di lancetta scorrono fra l’ammonizione del capitano bianconero per scorrettezze reciproche con Romagnoli, un’ulteriore reclamo dei lombardi per un altro presunto fallo di mano nei 16 metri avversi, molte discussioni per una direzione di gara giudicata a senso unico all’indirizzo del ravennate Fabbri ma di fatto non si gioca più al netto di feroci polemiche nel post-match a Sky da parte della dirigenza meneghina (soprattutto da parte di Leonardo).

Se lo scudetto sta per tramontare, la lotta per le coppe si ravviva sempre di più…gustiamoci questo finale di stagione è vediamo chi la spunterà.

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