
GENOVA – Una bella storia a cui molto probabilmente mancherà il lieto fine. La Roma dopo il successo netto dell’Atalanta in casa della distratta Lazio, deve quasi definitivamente abbandonare il sogno di agganciare il quarto posto, che garantirebbe ai giallorossi di partecipare alla prossima Champions League. Eppure dopo un primo tempo di sofferenza dove il Genoa è riuscito a mettere in difficoltà i giallorossi, capaci da par loro, di costruire comunque la palla gol più ghiotta con Fazio che di testa aveva costretto Radu al miracolo, nella ripresa gli uomini di Ranieri avevano preso le distanze all’avversario, tenuto lontano dalla porta di Mirante. È così come una squadra cinica e spietata, la Roma trovava il gol ad una manciata di minuti dal termine con un’azione tutta in verticale, che vedeva protagonisti attivi, Kluivert, per il cross, Dzeko per l’assist di testa ed El Sharaawy autore del diagonale di sinistro che non lasciava spazio a Radu. 0-1 e settore ospiti in festa per un successo che avrebbe il sapore di una spallata importante alla rincorsa al posto Champions. Nel recupero però, la Roma perde le caratteristiche appena ritrovate con Ranieri: la copertura e la solidità difensiva. E così al 92’ arriva il pari di Romero che sfrutta una frittata bella e buona dei lungagnoni giallorossi e segna con la specialità della casa, il colpo di testa. Il pari rivitalizza il Genoa e pesa come un macigno sulla lucidità della Roma, che perde certezze e posizioni arrivando addirittura a subire il rigore del possibile 2-1. Batte Sanabria, ex di turno e miracolo di Mirante, che riscatta così la compartecipazione pesante nel gol subìto. Finisce così senza vincitori né vinti, ma con un punto che serve di più al Genoa per la lotta salvezza che alla Roma nel bagarre Champions. Questo risultato rimanda la Roma indietro di 3 punti rispetto all’Atalanta che, anche in caso di parità di punti in classifica, avrebbe la meglio sui giallorossi, per una migliore differenza reti.
