
ROMA – Un rigore di Paulo Dybala all’ultimo tuffo permette alla Roma di battere 2-1 lo Spezia e staccare il biglietto per rigiocare la prossima stagione quella Europa League sfuggita solo per una scellerata direzione arbitrale. Anche nell’epilogo di questo tumultuoso campionato, la squadra di Mourinho è costretta a fare i conti con una direzione arbitrale, quella di Maresca, come al solito molto ostile ai giallorossi. Lo Spezia (costretto allo spareggio contro l’Hellas Verona per salvarsi), parte subito forte e dopo 5’ si porta avanti con un colpo di testa di Nikolau che corregge in rete un tiro sballato di Bourabia. La Roma fatica a riorganizzarsi perché la squadra di Semplici si chiude sempre più nella propria trequarti. Prima del riposo Zalewski con un tiro cross beffa Zoet ingannato anche dal movimento di Bove che cerca di impattare il pallone di testa senza fortuna; la sfera però termina la sua corsa all’angolino lontano per il gol che vale l’1-1. La Roma nella ripresa continua a premere anche perché da Bergamo e Udine arrivano notizie non certamente confortanti con Atalanta e Juve avanti rispettivamente su Monza e Udinese il che vorrebbe dire, giallorossi relegati in Conference League. Da questo momento Maresca decide di diventare protagonista in negativo del match e non fischia un evidente fallo in area su Dybala lanciato a rete. Lui non interviene così come Mazzoleni che si fa un sonnellino al Var. Il sedicente direttore di gara ammonisce praticamente tutti i giocatori dello Spezia più Pellegrini e Dybala che, essendo diffidati, salteranno la prima del prossimo campionato. Ampadou rompe una gamba ad Abraham (lesione del legamento crociato per l’inglese) senza che venga nemmeno fischiato fallo e si arriva al 90’: Wijnaldum s’inventa un assist che mette El Sharaawy davanti la porta, col Faraone che viene steso da Amian. Stavolta il rigore non può essere ignorato con conseguente secondo giallo per il difensore spezzino. Dybala dal dischetto realizza e riporta la Roma al sesto posto e quindi in zona Europa League e ricaccia i suoi ex compagni della Juve in Conference. Finisce dopo addirittura 12’ di recupero, la partita con la Roma che dopo i 143’ della finale di Budapest è costretta a rivivere un’altra maratona che però stavolta finisce in gloria.

