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Stemma-Scafati-Basket-rasterPenultimo impegno del girone d’andata per la Virtus Roma, che domani farà visita alla capolista Scafati nella gara che chiuderà ufficialmente il 2015 di entrambe. I campani guidano la classifica in solitaria con 20 punti all’attivo e la quasi certa qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia, mentre i capitolini, reduci da due sconfitte consecutive, sono fermi a quota 10 punti, due lunghezze più su del trio Omegna-Reggio Calabria-Biella ed a quattro punti dalla Barcellona Pozzo di Gotto fanalino di coda. Roma non vince in trasferta proprio dalla gara contro i siciliani e l’impegno di domani si presenta particolarmente ostico, contro una squadra in forma e desiderosa di riscatto di fronte al pubblico locale del PalaMangano dopo l’ultima sconfitta casalinga subita di misura contro Agrigento. Gli impegni post-natalizi del recente passato hanno (quasi) sempre sorriso alle sorti virtussine: dopo una sconfitta a Pesaro registrata nel 2007, Roma ha vinto nel 2008 con Montegranaro, nel 2010 con Sassari, nel 2011 sia a Teramo che con Venezia, nel 2012 a Brindisi e nel 2013 con Sassari ed a Pistoia. L’anno scorso questa tendenza vincente si è invertita, con l’umiliazione brindisina (84-54 il finale per i pugliesi, con parziale iniziale di 20-0) e con la vittoria di Trento al PalaTiziano. Con il match contro Scafati, la Virtus ha la possibilità di tornare nuovamente a sorridere dopo i pranzi (e gli allenamenti) natalizi.

IL PUNTO SU ROMA. NUMERI – Per prepararsi al meglio alla gara di domani, nel corso della settimana la Virtus ha partecipato a Roseto degli Abruzzi (TE) al 70° Trofeo Lido delle Rose, insieme a NPC Rieti e la Roseto padrona di casa. Roma ha vinto il torneo battendo in due mini gare entrambe le avversarie e i segnali più incoraggianti sono stati il ritorno di Guido Meini (assente dalla gara contro Siena per un problema al polpaccio sinistro registrato già nel match contro Barcellona Pozzo di Gotto) ed un primo blando minutaggio per l’aggregato Simone Flamini, ancora alle prese con un lavoro di recupero fisico e tecnico in attesa dell’eventuale tesseramento. Nell’ultima gara di campionato contro Latina, la Virtus ha rimediato l’ottava sconfitta stagionale nonchè seconda consecutiva, non sapendo reggere all’onda d’urto dei pontini, fatta di fluida circolazione di palla, spaziature e precisione dal perimetro. Roma ha difeso malamente ed il parziale di 18-3 che l’ha rimessa in corsa tra la fine del terzo quarto e l’inizio dell’ultimo è stato soprattutto merito di uno stoico ed inesauribile Giuliano Maresca, autore di 27 punti totali di cui ben 16 nel suddetto parziale. Il quarto fallo commesso dal capitano ha costretto coach Caja a richiamarlo in panchina; una mossa dovuta ma dolorosa, essendo venuto a mancare nel momento topico l’unico faro di cui Roma godeva. L’altra nota positiva oltre la prova di Maresca è stato l’ampio minutaggio e la buona partita disputata da Riccardo Casagrande, spesso tenuto fuori dalle rotazioni dal tecnico pavese. Contro Latina, l’ex Senigallia è stato sul parquet per circa 21 minuti segnando 7 punti, cogliendo 6 rimbalzi e recuperando 3 palloni; un’iniezione di fiducia per un giocatore che ha iniziato la stagione in quintetto base per poi finire ai margini del campo. Nel match di domenica scorsa per le sorti della squadra di Franco Gramenzi è stato decisivo l’apporto del reparto play/guardie, con Tavernelli e Mei sugli scudi, ai quali si è aggiunta la buona prestazione di Pastore. Il trio ha collezionato un prezioso 13/24 dal campo (5/10 da due, 8/14 da tre) con un impeccabile 100% dalla linea della carità (12/12), dispensando ben 16 assist sui 23 totali di squadra e subendo 11 falli: numeri che testimoniano un dominio pontino contro cui Bonfiglio, Voskuil e Leonzio hanno potuto poco. Roma sta vivendo un rapporto complicato con il gioco perimetrale su entrambi i lati del campo. Se la difesa lascia troppo spazio ai tiratori avversari, i quali danno vita a mostruose prestazioni individuali (il 10/12 di Mays) o a solide prestazioni di squadra (il 46% di Latina, il 50% di Trapani; più indietro il 49% di Casalpusterlengo), l’attacco virtussino inizia a faticare, pagando lo scotto di un Voskuil da 2/14 nelle ultime due gare e di una pressochè totale assenza di pericolosità perimetrale delle sue ali forti. Olasewere e Benetti hanno finora confezionato un misero 3/32 (9%) dall’arco: se il nazionale nigeriano, da quando Attilio Caja siede sulla panchina, è però più propenso ad attaccare il ferro, lo 0/16 di Benetti priva la Virtus di un’opportunità offensiva in più a proprio favore. Due settimane fa scrivevamo che Roma, dopo le cinque vittorie consecutive, sembrava aver trovato la “quadratura del cerchio”; queste due ultime sconfitte ci consegnano una squadra in parte ridimensionata. Se le iniziali sei sconfitte non illudevano di avere una Virtus quale squadra ‘materasso’ del girone, altresì la bella striscia di vittorie non garantiva la soluzione di ogni problema. Roma ha pregi e difetti, limiti e particolarità positive, alterna prove convincenti a gare mediocri: come già detto nei mesi scorsi, questa Virtus è una squadra discontinua, sia all’interno di una stessa partita, che tra un match e l’altro. In virtù di tale discontinuità l’obiettivo stagionale non può prescindere dal raggiungimento di una salvezza quanto mai alla portata di mano, ma più che mai da sudare sul campo.

LO SCAFATI BASKET ED I PRECEDENTI CON ROMA – Lo Scafati Basket nasce nel 1969 nell’omonimo comune del Salernitano e ha vissuto le esperienze più importanti nel panorama cestistico nazionale durante l’ultimo ventennio. Nel 1995 viene promosso in Serie B2, e tre anni più tardi arriva in Serie B d’Eccellenza. Dopo una finale playoff persa contro Barcellona Pozzo di Gotto, allenata allora da quel Giovanni Perdichizzi attuale coach proprio di Scafati, nel 2000 i campani trovano una storica promozione in Serie A2 battendo in finale playoff la Benedetto XIV Cento. Nel secondo campionato nazionale i gialloblu si insediano stabilmente e raggiungono tre semifinali e due quarti di finali, cogliendo anche una finale in Coppa Italia di categoria poi persa contro Capo D’Orlando. La stagione delle meraviglie è la 2005/06: arriva la prima storica promozione in Serie A vincendo il campionato di Legadue battendo alla penultima giornata in un decisivo scontro diretto la Ferrara di Luca Dalmonte. E c’è anche il trionfo in Coppa Italia, superando prima Caserta e poi Imola. Nel roster di quella Scafati figurava anche Simone Flamini, ad oggi solamente aggregato alla Virtus Roma. In A1 la squadra del presidente Longobardi rimarrà per due stagioni, collezionano scalpi importanti come Cantù e Milano; e nel corso di queste arriveranno anche gli scontri con Roma, con i capitolini che si aggiudicano tutti i quattro match disputati, tra cui anche quello tristemente famoso del 20 Ottobre 2007, quando la partita fu sospesa a sette secondi dal termine per invasione di campo, lancio di oggetti non contundenti e disordini da parte della tifoseria locale. Il Giudice Sportivo decretò lo 0-20 a tavolino per la squadra di Repesa infliggendo ai campani multe salate ed un punto di penalizzazione, che poi divennero 7 a causa della responsabilità oggettiva della società in un atto di frode sportiva, risultando decisivi nel decretare la retrocessione in Legadue; categoria in cui la squadra rimarrà fino al 2013 cogliendo sempre i playoff. Proprio due anni fa si decide per problemi finanziari di declassarsi in DNB scambiando il titolo con Trapani: il campionato viene dominato e si ottiene subito la A2 Silver, chiusa poi all’ottavo posto. Per questa stagione viene costruita una squadra di livello e chiamato a guidarla c’è il già citato Giovanni Perdichizzi, classe ’60 ed allenatore con il maggior numero di vittorie nella storia nel secondo campionato nazionale (209 in assoluto, con una percentuale del 65%), capace di portare Brindisi dalla B1 all’A1 e Capo D’Orlando sempre in massima serie.

IL ROSTER DI SCAFATI – Scafati si sta riservando un posto importante in questa A2, guidando il girone Ovest con un bilancio di 10 vittorie e 3 sconfitte ed avendo perso in casa solo una volta. La costruzione della squadra passa da un imponente asse play-pivot, completamente a stelle a strisce e dall’apporto pesante in termini numerici. La regia è affidata a Josh Mayo, classe ’87 ed unico ex della gara avendo giocato con la Virtus Roma nella seconda parte della stagione 2013/14, cogliendo anche una semifinale playoff: 17.8 pt. e 5.3 assist di media per lui a Scafati, che con il 51% da tre risulta il secondo tiratore più temibile dalla distanza nel compartimento occidentale. Il centro è il classe ’89 Jeremy Simmons, alla seconda stagione in riva al fiume Sarno, che viaggia con una media di 16+8 e che risulta il miglior realizzatore da due ad Ovest con un roboante 74%; non disdegna soluzioni dall’arco, ma ha un rapporto complicato con i tiri liberi (a segno il 55%). La guardia titolare è Marco Portannese, classe ’89 cresciuto nelle giovanili sia di Agrigento che di Siena e presente nel roster di quella squadra che vinse ai danni di Roma lo Scudetto del 2008; 11.8 pt. e 2.6 assist di media per lui, con un importante 49% da tre ed un apporto fisico che si materializza in 5.3 rimbalzi a gara. Il reparto ali del quintetto base è occupato nello spot da 3 da Federico Loschi (classe ’90) ed in quello da 4 dall’italo-svizzero Patrick Baldassarre (classe ’86). Il primo, proveniente da Brescia, ha una media di 10 pt. a gara con il 50% da due; il secondo, alla terza esperienza a Scafati, è l’unico elemento dei cinque titolari ad avere una media punti in singola cifra (7.2, su cui grava il solo 29% da tre) ma è il secondo punto di riferimento della squadra sotto la voce rimbalzi (6 di media a gara). Le rotazioni si allungano ad otto con il supporto dalla panchina di Gabriele Spizzichini (play/guardia classe ’92), Nicholas Crow (ala piccola classe ’89) e Massimo Rezzano (ala/pivot classe ’82, il veterano del roster). Spizzichini, nato a Roma e già debuttante in A1 con la Virtus Bologna, segna 7 pt. a gara. Crow, lo scorso anno a Pesaro in A1, dà un importante contributo ottimizzando i 20 minuti medi di utilizzo con 8.7 pt., 3.8 rimbalzi e tirando con il 54% da due ed il 40% da tre. Rezzano, ex Brescia, Matera e Reggio Calabria, viaggia a 4.4 pt. a gara. Completano il roster il pivot classe ’95 Ferdinando Matrone e l’ala classe ’99 Marco Melillo.

SCAFATI FAVORITA – Quella di domani sarà una gara molto complicata per la Virtus Roma, la quale non parte con i favori del pronostico. La chiave del match passa dal riuscire a disinnescare il temibile asse tra Mayo e Simmons, arma letale della squadra campana. Elevato tasso tecnico e grande intensità si amalgamano in maniera efficace, con Portannese e Loschi che vanno a svolgere un ottimo lavoro in difesa e Crow che va a garantire fisicità a tutto campo. Le 8 palle recuperate a match (con cinque giocatori che ne recuperano almeno una a gara) e le ‘sole’ 11 perse testimoniano una grande attenzione del gruppo in ogni fase del gioco. Per ciò che concerne le sfide individuali, appare difficile il compito di Callahan nel dover battagliare con Simmons; ed il duello in fase di regia contro Mayo, che torni Meini o tocchi ancora a Bonfiglio, si presenta particolarmente complicato per Roma. Palla a due alle ore 18.

Matteo Buccellato

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