A general view shows the Olympic stadium prior to the Italian Serie A football match AS Roma vs Sampdoria played on June 24, 2020 behind closed doors in Rome, as the country eases its lockdown aimed at curbing the spread of the COVID-19 infection, caused by the novel coronavirus. (Photo by Filippo MONTEFORTE / AFP) (Photo by FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images)
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Contro la Roma per avvicinarsi all’Europa

Sabato alle ore 18 allo stadio Olimpico l’’Hellas Verona giocherà contro la Roma. A differenza della formazione gialloblu la squadra di José Mourinho non sta vivendo uno dei momenti più positivi della stagione, infatti dal ritorno della sosta per le nazionali la formazione capitolina non è ancora riuscita a vincere né in campionato e né in Coppa Italia, sono arrivati due pareggi in Serie A contro Genoa in casa e Sassuolo fuori casa, squadre che sulla carta sono inferiori alla Roma e la sconfitta a San Siro di 2-0 contro l’Inter nella Coppa Nazionale.

Mentre il Verona di Igor Tudor viene da un periodo abbastanza positivo con quattro vittorie e due sconfitte nelle ultime sei, difatti la formazione veneta è salita di alcune posizioni in classifica, perfino ad accostarla alla corsa per l’Europa. L’Hellas Verona si trova in nona posizione nel nostro campionato a soli tre punti della Fiorentina e quattro proprio dalla formazione giallorossa, che in caso di vittoria all’Olimpico diventerebbe uno.

Analisi tattica del Verona di Tudor

Proprio contro la Roma al Bentegodi Igor Tudor esordì come allenatore dell’Hellas Verona, subentrò due giorni prima della partita ad Eusebio Di Francesco che alla terza giornata di campionato si trovava ultimo a zero punti. La partita d’andata tra i giallo blu e i giallorossi finì con un rocambolesco 3-2 proprio a favore dei veneti, da quel match il neo tecnico del Verona ha provato a far capire il metodo di gioco.

Tudor ha scelto come modulo per il rilancio dell’Hellas il 3-4-1-2 e, come chiave tattica, un’idea semplice ma molto difficile da realizzare: non lasciare un attimo di respiro agli avversari. Infatti il Verona adotta un pressing molto intenso a tutto campo da parte di tutti i giocatori di movimento e questo, talvolta, può portare ad addirittura dieci 1vs1 sul campo di gioco.

In fase di possesso durante la fase di possesso i difensori centrali si occupano della marcatura preventiva degli attaccanti avversari, praticamente sempre a uomo, tra i tre difensori, Gunter rimane più basso come vertice di difesa in caso di ripartenza avversaria su un errore d’impostazione. Uno dei due centrocampisti centrali, più spesso Veloso, si abbassa per impostare la manovra mentre l’altro rimane più alto insieme agli esterni di centrocampo. Il trequartista Barak si muove tra la linea dei centrocampisti e degli attaccanti su tutta l’ampiezza del campo in modo da essere pronto sia a ricevere palla dai centrocampisti sia per attaccare gli spazi in profondità tra i difensori avversari. Caprari gioca sulla stessa linea di Simeone, ma si allarga sulla fascia sinistra per dialogare e per creare sovrapposizioni con Lazovic lasciando, così, il suo compagno di reparto come unica punta centrale.

Mentre in fase di non possesso il Verona si difende con due linee di difesa scaglionate perché tendono a marcare a uomo tutti i giocatori di movimento avversari per aggredirli subito e recuperare il possesso della palla. Nella prima linea ci sono i tre difensori centrali con, in aggiunta, uno degli esterni di centrocampo, spesso viene ad aiutare Faraoni che è più difensivo rispetto Lazovic. La seconda linea è composta dai due centrocampisti centrali e da uno o due esterni di centrocampo. Può accadere che uno dei centrocampisti si alzi per portare il pressing su un avversario lasciando un varco che viene coperto da Barak, se non sta pressando pure lui. I due attaccanti si occupano degli smarcamenti preventivi: Caprari si allarga sulla fascia e si abbassa un po’ verso la linea dei centrocampisti; mentre Simeone può fare movimenti diversi.

Un trio da 41 gol

Nella buona annata dell’Hellas stanno contribuendo di sicuro anche le ottime prestazioni del trio offensivo titolare. Tra gol e assist Barak, Caprari e Simeone insieme fanno ben 41 gol, che non sono pochi a questo punto del campionato. Il trequartista della nazionale ceca sta trovando una continuità incredibile in questo campionato, anche le sue statistiche lo dicono, fino adesso ha segnato ben nove gol e fornendo tre assist. Mentre Gianluca Caprari sta riuscendo ad avere dei numeri che fino a questo momento della sua carriera non aveva mai avuto, è riuscito a segnare anche lui nove gol e fornendo sei assist in questa Serie A. Anche il Cholito Simeone sta trovando una buona continuità come le sue ultime buone annate, con dodici gol e due assist l’attaccante argentino è riuscito anche a farsi riconvocare dalla nazionale, nonostante la molta scelta in fase offensiva del Ct.

Conferenza stampa, Tudor: “Mourinho il numero uno, la Roma ha una rosa da Champions o quasi”

Dalla sfida d’andata in cosa l’ha sorpresa la sua squadra?

“Non mi ha sorpreso ma la crescita c’è stata, com’è giusto che sia. Siamo partiti bene dopo la sosta natalizia, era importante accelerare subito e l’abbiamo fatto nel miglior modo possibile. Abbiamo ottenuto punti importanti, che ci hanno avvicinato alla salvezza: manca veramente poco, ma va raggiunta”.

Un commento sulla Roma?

“Avversario difficile, l’allenatore è il numero uno, la rosa è da Champions o ci va vicino. Mi aspetto una partita difficile, ma sarà anche motivante”.

Ha creato una struttura importante e l’ha fatto sembrare facile. Come ha fatto?

“Abbiamo parlato tante volte di questo: bisogna tirare forte fino in fondo, poi magari tiriamo le somme alla fine. Bisogna tirare forte per tredici partite, ci sono tanti punti ancora in ballo. Bisogna finire bene la stagione, non mollare niente, lavorare sulla testa dei giocatori”.

Che lavoro fa sulla fase offensiva? Siete il quarto attacco del campionato.

Ci sono un paio di elementi importanti: la qualità dei giocatori e il coraggio di attaccare con tanti uomini. Va poi aggiunto il lavoro quotidiano, ricercare un mix di automatismi e di scelte libere. Ci sono diversi modi di fare la fase offensiva. C’è anche la preparazione fisica: se hai i braccetti che vanno sempre su e giù devono stare bene, così come i quinti o i trequartisti”.

La storia del club

L’Hellas Verona Football Club è stata fondata nel 1903 da un gruppo di studenti del liceo classico Scipione Maffei di Verona fondò un club e, su proposta del professor del loro insegnante di greco, lo battezzò Associazione Calcio Hellas per ricordare l’antica Ellade, ovvero l’odierna Grecia. E’ l’unica squadra di una città non capoluogo di regione a vincere, nella stagione 1984-1985, il campionato di massima serie. Negli anni 80 sono stati il periodo di maggiori soddisfazioni sportive per il club, che arrivò anche due volte consecutive, delle tre complessive, in finale di Coppa Italia, disputando inoltre diverse partite nelle coppe europee, con una partecipazione alla Coppa dei Campioni e due alla Coppa UEFA. I colori sociali del Verona sono il giallo e il blu e gioca le partite casalinghe al Marcantonio Bentegodi.

Probabili formazioni

ROMA (4-3-2-1): Rui Patricio; Karsdorp, Smalling, Kumbulla, Vina; Veretout, Cristante, Sergio Oliveira; Afena-Gyan, Pellegrini; Abraham.

Allenatore: Mourinho

VERONA (3-4-2-1): Montipò; Ceccherini, Günter, Casale; Depaoli, Ilic, Tameze, Lazovic; Barak, Caprari; Simeone.

Allenatore: Tudor

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