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LAZIO-JUVENTUS: UNA PARTITA DAI MILLE VOLTI

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ROMA – Vi sono gare che lasciano il segno nella storia a prescindere dal significato o dall’importanza del momento: non serve lottare per uno campionato o una coppa, quando vi sono tradizione e ottimi giocatori in campo il destino passa in secondo piano e lo spettacolo la fa da padrone.
Siamo a gennaio del 1900 e a Roma è stata appena fondata la I° società moderna capitolina che raccoglie tutti i tifosi della classe sociale medio-alta (borghesi e nobili): la Lazio…mentre a Torino sono già 3 anni che sulla scena del calcio cittadino imperversa il nuovo club sotto controllo della FIAT e che, anch’essa, accoglie i ricchi fra le file dei suoi supporters: la Juventus. La genesi di Lazio-Juventus affonda le radici proprio in quella decade e significherà, fino all’avvento della Serie A a girone unico (1929/30) uno dei migliori duelli delle finali nazionali soprattutto poiché riassumeva il sud storico e desideroso di riemergere contro il nord industriale vogliono di salire sul gradino più alto del paese (entrambe nacquero quando nelle rispettive città si giocava già da tempo, ma non importava: la storia andava riscritta, e pure rapidamente).
Fino agli anni ’70 i romani si galleggeranno in mezzo alla classifica andando e venendo dalla serie cadetta mentre i torinesi si ergeranno a corazzata più titolata assieme all’Inter spadroneggiando nella maggior parte degli scontri diretti a meno di casi rari. Nel 1972/73 Lazio-Juve diviene partita-scudetto in un testa a testa anche con il Milan che vedrà proprio i piemontesi vincere il torneo in una controversa ultima giornata a cui faranno seguito roventi polemiche biancocelesti…ma il calcio sa essere beffardo e farà chiudere il cerchio l’anno dopo regalando il I° tricolore dei capitolini proprio a discapito dei sabaudi in un decennio magico durante il quale si avranno presidenti come Lenzini e Boniperti, tecnici come Maestrelli e Vycpalek, Trapattoni mentre in campo Wilson, Frustalupi, Chinaglia, D’Amico si davano battaglia con Zoff, Salvadore, Furino, Cuccureddu, Bettega scaldando sempre di più la rivalità.
Negli anni ’80 le aquile si troveranno quasi sempre in Serie B per meriti più o meno sportivi mentre i settentrionali vivranno un periodo fra i loro più gloriosi ma l’astio non si placa, specialmente per la nascita di un passionalissimo gemellaggio fra laziali e interisti che dura fino ad oggi anche se il bilancio è sempre positivo alla compagine di Boniperti, Trapattoni con campioni assoluti: Tacconi, Gentile, Cabrini, Tardelli, Scirea, Boniek, Platini al confronto del neo-presidente Chinaglia e mister Castagner uniti ai loro onesti gregari tipo Giordano, Capocchiano, Piscedda ma il destino doveva regalare finalmente una vera epoca di contesa continuativa a livello di titoli…
È ormai giunta la metà degli anni ’90 quando Cragnotti prende in mano gli aquilotti con il suo marchio “CIRIO” con l’intento di aprire un’Era di trionfi mentre la “triade” Moggi-Bettega-Giraudo riceve le redini della “vecchia signora” nella speranza di riportare un numero consono di vittorie in riva al Po a seguito di 9 anni sofferti…sarà uno spettacolo dentro e fuori dal terreno di gioco: a Formello si vive il ciclo più felice nella storia del team grazie a Zeman, Eriksson e fuoriclasse a livello di Marchegiani, Mihajlovic, Winter, Simeone, Veron, Signori, Boksic mentre a Vinovo si rinverdiranno i fasti precedenti con Lippi a dirigere uomini veri come Peruzzi, Ferrara, Montero, Deschamps, Zidane, Inzaghi I°, Trezeguet ma non mancheranno scontri diretti fatti di rivincite (la Lazio vince la sua I° Supercoppa Italia nel 1998 a Torino e 1999/2000 si aggiudica il suo II° tricolore dopo un’ennesima, estenuante maratona con le zebre), sfide nelle sfide fra capitani storici tipo Nesta-Del Piero e veleni riguardanti lotte per i diritti televisivi, anti-doping, discussioni arbitrali, affari federali, scontri fra tifosi (all’epoca vi erano 2 schieramenti in FIGC: la confederazione del nord e lo schieramento del centro-sud…non è difficile intuire chi fosse da un lato o da un altro).
Con l’inizio del nuovo millennio i biancocelesti hanno subito una pesante regressione economica, finanziaria, sportiva che li ha portati sull’orlo del fallimento nel 2004 prima e nel polverone di “Calciopoli” nel 2006 assieme al loro nuovo direttore Lotito pure se i trofei negli scontri diretti non sono mancati, tipo la coppa nazionale del 2003/04 (con Stam, Fiore, Crespo, Lopez fra gli elementi più importanti)…i bianconeri, dal canto loro, hanno riaperto un buon lustro di successi sotto le guide di Ancelotti, Lippi, Capello ( fra i nomi più noti ci saranno Buffon, Cannavaro, Trezeguet, Ibrahimovic) ma lo scandalo di “Calciopoli” coinvolgerà anche loro e sancirà la fine della dirigenza in vigore oltre che di un’epoca per la “Madama” d’Italia.
Fino al 2012 entrambe resteranno a secco di notorietà (fatta eccezione per Coppa Italia e Supercoppa vinte dai capitolini nel 2008/09) ma la novità è dietro l’angolo…da 7 stagioni ad oggi gli Agnelli hanno ridato luce e prestigio alla propria società portando allenatori adeguati come Conte, Allegri assieme a un grosso numero di giocatori (Bonucci, Barzagli, Pirlo, Vidal, Tevez, Higuain, Dybala, Mandzukic, per dirne alcuni) avviando il ciclo, forse, più vincente di sempre a livello territoriale mentre in riva al Tevere si sono alzate le, ormai, consuete 2 coppe (fra cui la Supercoppa di lega 2017 vinta proprio contro i rivali storici a seguito di altre 3 finali di coppa perse nel 2012, nel 2014/15, 2016/17) ma l’ambizione sta salendo anche fuori dal paese con acquisti mirati come Klose, Biglia, Leiva, Milinkovic-Savic, Luis Alberto, Immobile e CT vogliosi di far bene (Petkovic, Pioli, Inzaghi II°).
Una storia dalle pagine infinite, come i doppi ex che ne hanno scritto alcuni fra i capitoli più noti: Manfredonia, Laudrup, Di Canio, Casiraghi, Nedved, Ravanelli, Salas…Lazio-Juventus regala quasi sempre emozioni forti: a questo punto gustiamoci la prossima disputa e vediamo al triplice fischio chi trionferà.

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