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MILANO – Lo hanno chiamato processo di desabatizzazione, con Monchi proteso nell’operazione di ripulire la Roma dagli acquisti dell’era Sabatini. È così Alisson, Nainggolan e Strootman hanno salutato la baracca rimpiazzati con giovanotti di belle speranze e giocatori affermati anche di fama mondiale che per ora stanno facendo rimpiangere coloro che non ci sono più. È così a Milano va in onda il calvario di una squadra che sembra giocare con zavorre di 20 chili sulle gambe, incapace di produrre gioco e anche di contrapporsi ad un avversario, ben messo in campo e niente più. Di Francesco schiera una formazione inedita con la difesa a tre per cercare di mettere una pezza al primo tempo da film dell’orrore visto contro l’Atalanta, ma il risultato è un’altra partita da censura col Milan che la sblocca solo nel finale con Kessie anche se avrebbe dovuto passare ben prima. Nella ripresa fuori Marcano, dentro El Sharaawy e quartetto difensivo ripristinato; la Roma va un po’ meglio anche perché il Milan è sulle gambe, risultato ne è il pareggio di Fazio da calcio franco. La partita è equilibrata ma di livello basso, il Milan trova il vantaggio con Higuain ma il Var cancella il gol per fuorigioco del Pipita, stessa sorte a 7 dal termine tocca a N’zonzi, il cui braccio galeotto, pescato dalla new tecnology, fa ricacciare in gola l’urlo per un gol che sarebbe stato pesantissimo. Alla fine da possibile eroe del match, il francese ex Siviglia si trasforma nel maggior colpevole della sconfitta visto che a 45” dalla fine perde un sanguinoso pallone sulla trequarti con Higuain che regala a Cutrone un cioccolatino da scartare solamente. Il bomber di casa non ci pensa su e infila Olsen, regalando a Gattuso 15 giorni di tranquillità ed a Di Francesco 2 settimane di inferno e polemiche, anche se il mercato è chiuso e Monchi non potrà vendere più nessuno.

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