
ROMA – La Roma prova a riaprire la propria corsa al quarto posto, sfruttando il turno propizio contro un Pisa imbarazzante nella propria pochezza. Fa tutto Malen la cui classe riesce a nascondere le magagne di una squadra distrutta dall’Inter 5 giorni fa. L’olandese ex Aston Villa, ne fa 3 e si porta a casa il pallone; dopo 3’ è già a referto: Canestrelli ci va leggero su un pallone all’apparenza comodo, Malen si inserisce, controlla in corsa s’invola verso la porta di Semper e lo batte dopo aver dribblato 2 difensori nerazzurri. 1-0 e applausi a scena aperta. Il Pisa è davvero poca cosa ma comunque riesce lo stesso a spaventare i giallorossi con un’azione in fotocopia del primo gol di Lautaro a San Siro domenica scorsa. Tramoni incrocia bene ma Svilar è attento e respinge in tuffo plastico. La partita è imbottita di errori, perché Cristante continua a non azzeccarne una e Soulè è assente parzialmente giustificato (l’alibi è il lungo stop causa infortunio). Prima della conclusione del primo tempo, una carambola pazzesca mette Rensch in condizione di fornire un assist al bacio a Malen che insacca senza fronzoli. Roma (Malen) 2 Pisa 0. Pellegrini intanto, dopo aver centrato l’incrocio dei pali con un magistrale calcio di punizione, è costretto ad alzare bandiera bianca causa problema all’adduttore in seguito ad un contrasto volante. Al suo posto entra El Sharaawy. Il secondo tempo è pura accademia col Pisa vivo ma inconcludente e Malen che completa la sua opera, calciando in porta un assist centrale di Soulè in quella che risulta essere l’unica cosa buona della gara dell’argentino. 3-0 e punti in tasca per la Roma, anche se comunque per salvare il clean sheet ci deve pensare ancora Svilar, dopo un buco centrale della sua difesa. Alla fine arriva il successo scontato per la Roma che scopre di essere comunque ancora in corsa per raggiungere un posto nella prossima Champions (Como a un punto e Juve a pari merito) e si coccola il suo centravanti autore oggi della prima e ancora unica, tripletta del nostro campionato. E sono 10 gol in 12 partite. Inutile dire che il suo ricatto diventa obbligatorio per costruire una Roma vincente in futuro.

