Ci siamo impastati la bocca e tolti il sonno solo a indovinare il minuto in cui Gonzalo Higuain avrebbe fatto un bel tunnel a Ruediger è scoccato il tiro del successo, dell’umiliazione; abbiamo anche sognato il riscatto dell’altro centravanti quotato, Edin Dzeko, una sua bella rete sotto la curva napoletana, a sancire la fine o il ritardo dell’idea scudetto del Napoli. Invece?
Abbiamo ammirato la prestazione eccellente dei due difensori centrali della Roma, Ruediger e del Napoli, Koulibaly, che le due stelle hanno oscurato. Loro, i protagonisti che non ti aspetti, come si dice in questi casi, i due eroi per caso. O forse non ti aspetti soprattutto il tedescone giallorosso, perché il senegalese del Napoli da un po’ ha abituato i suoi tifosi a prestazioni convincenti.
Ruediger aveva davanti il capocannoniere del campionato, dieci partite consecutive in gol al San Paolo, un piede caldissimo, che va in gol anche quando il Napoli perde (vedi Bologna, doppietta). E proprio Tony, criticato, contestato e fischiato, reduce da un pezzo di campionato non all’altezza, cosa fa? Umilia Gonzalo. Non gliela fa vedere mai. Forza, concentrazione, mai un errore in novanta minuti più recupero. Una prestazione che dovrà essere lo spunto per un assestamento di cui la Roma ha davvero bisogno.
Koulibaly è andato anche oltre. Davanti a sé il povero Dzeko, isolatissimo in attacco, a correre su palloni impossibili. Edin l’ha messa sul fisico, ha difeso il pallone, ma giocate sotto porta zero. Koulibaly non gliele ha concesso e si è messo in mostra pure per un paio di giocate da trequartista: una alla Zidane, ruotando il corpo e i piedi sopra il pallone, e un colpo di tacco a liberare un pericolo.
Ruediger riparte da Napoli sperando di diventare il Koulibaly del domani, perché anche il difensore del Napoli lo scorso anno era fischiato e deriso come lui. Intanto si scaldano con le luci del San Paolo proprio loro, Tony e Kalidou, i due eroi che non ti aspetti.

