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ROMA – Dopo la batosta del Bernabeu, la nazionale italiana si risveglia con le ossa rotte… Analizzando a mente fredda, il match si evince che si può chiaramente perdere con la Spagna per di più in casa loro, ma andar lì e consegnarsi agli avversari è un suicidio imbarazzante per una nazionale, la nostra, che vanta un palmares ed una storia di prim’ordine e questo nessun CT o Presidente di Lega se lo deve dimenticare.

LE COLPE DI VENTURA – Il mister ha deciso di andare ad affrontare la più forte nazionale europea del momento, scoprendosi più del dovuto, indebolendo il centrocampo, reparto che tra l’altro, rappresenta uno dei punti di forza della squadra iberica. De Rossi e Verratti sono stati ridicolizzati dai pari ruolo spagnoli, sicuramente dotati di maggior classe rispetto ai nostri ed in più anche in superiorità numerica, cosa che ha permesso ai nostri avversari, di far girar la palla a piacimento. La difficoltà nella parte nevralgica del campo è parsa palese sin dall’inizio, ma il CT ha pensato bene di non intervenire prima che il risultato fosse compromesso.

LA DOMANDA sorge spontanea: ma questa è davvero una nazionale figlia del campionato che la rappresenta? Se si come si spiega l’utilizzo di Spinazzola fuori rosa nell’Atalanta per le bizze di mercato dovute al suo mancato approdo alla Juventus (rimandato di un anno), per il quale il giocatore ha addirittura mandato il certificato medico alla propria squadra di appartenenza e quello di Eder in campo in queste due prime giornate di campionato per una manciata di minuti all’esordio contro la Fiorentina? Se per Pellegrini centrocampista capace anche di interdire che tanto avrebbe potuto aiutare la causa, vige la regola “se non gioca in campionato come può essere impiegato in nazionale?” perché per i due suddetti non è stato applicato lo stesso metro?

CHI L’HA SCELTO – Da sempre la scelta dei CT in FIGC, ha dei criteri sconosciuti ai più… vedi Vicini per esempio che comunque vantava nel suo curriculum una serie di successi in Under 21. Mettere un mister non abituato a certi palcoscenici è stato controproducente e rischia di farci saltare il mondiale, cosa inusuale per i nostri colori. Passare da Sacchi, Trapattoni, Conte a Ventura (o Prandelli) vuol dire concedersi un lusso che la qualità dei nostri giocatori ad oggi non può permettersi.

CONCLUSIONE – E così dovremo sperare nello spareggio, per non rischiare di rimanere fuori da una competizione che ci vede protagonisti praticamente da sempre. Come dire che non sia soltanto un’avVENTURA…

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