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ROMA – La stagione 2006/2007 è figlia dello scandalo di “Calciopoli” esploso l’estate precedente e che ha rivoluzionato completamente il nostro calcio: tutti i più grandi club del paese vengono colpiti dalle sentenze giudiziarie assieme a dirigenti, arbitri, giornalisti ad eccezione di Roma e Inter mentre la nostra nazionale vince in Germania e in modo totalmente inatteso il suo IV° mondiale riscattando parzialmente l’intero sistema intanto che le radio riempiono le calde giornate degli ascoltatori con “Hips don’t lie” di Shakira e nei cinema i bambini affollano le sale per vedere “Cars”.

L’autunno del 2006 vede il primo turno infrasettimanale alla III° giornata e con un solo big-match: Roma-Inter, gara storicamente fantastica e molto spesso ricca di veleni oltre allo spettacolo sul terreno di gioco fra le più accreditate per le vittorie finali nonché fresche contendenti della supercoppa terminata 4-3 per i nerazzurri in rimonta un mese addietro.

Le presidenze vedono Rosella Sensi succeduta a suo padre Franco (ormai malato e non più adatto ad un tale compito) assieme a Moratti (tornato dopo 2 anni in carica) mentre gli allenatori sono Spalletti e, ancora, Mancini con in campo le bandiere Totti insieme a Zanetti a dialogare con il direttore di gara Rizzoli; infine abbiamo moltissimi giocatori freschi di coppa del mondo come De Rossi, Perrotta e Materazzi, Grosso, Vieira, Stankovic, Ibrahimovic, Crespo oltre a fuoriclasse tipo Doni, Chivu, Panucci, Mexes, Mancini, Pizarro, Aquilani contrapposti a Julio Cesar, Maicon, Cordoba, Dacourt.

La gara è da subito bella con occasioni da un lato e dall’altro: la Roma attacca e l’Inter contrattacca senza paura, attacchi e difese si scontrano privi di timori reverenziali ma il tabellino viene timbrato solo al 44° con gol di Crespo (altro bomber di grande confidenza in scontri con i capitolini come il compagno Recoba) che scarta il difensore francese e da posizione defilatissima infila Doni in mezzo alle gambe 19 minuti dopo l’ingresso di Montella per infortunio di Mancini.

Non si fa in tempo a iniziare il secondo tempo che ancora Mexes è protagonista in negativo placcando il centravanti argentino in area al 49°:ammonizione e rigore che però Ibrahimovic si fa bloccare dall’estremo difensore brasiliano…da allora sarà un affannoso assedio dei padroni di casa ma neanche l’ingresso del giovane Rosi per Aquilani cambierà la situazione;gli ultimi 20 giri di orologio evidenzieranno solo 1 palo di Zanetti con 2 salvataggi del portiere meneghino su Totti oltre a Montella oltre agli ingressi di Okaka e Samuel, Maxwell, Gonzalez per Panucci e Materazzi, Grosso, Crespo oltre all’espulsione per somma di ammonizioni di Vieira.

Al fischio finale il biscione sorpassa la lupa in classifica dando inizio ad un’annata storica: la Roma arriva II° in classifica con 75 punti dietro all’Inter che conquista il suo “scudetto dei record”, II° consecutivo e I° sul campo dal 1988/1989 con 97 punti spazzando via la striscia di 11 vittorie consecutive dell’anno precedente proprio di Spalletti e dei suoi ottenendo un filotto di 17 successi di seguito, gli uomini di Sensi si aggiudicheranno però la coppa Italia e la supercoppa nazionale stracciando sempre i lombardi…in Champions entrambe resteranno deluse: i giallorossi verranno demoliti ai quarti dal Manchester United e il gol in trasferta costerà ai nerazzurri l’uscita agli ottavi dinanzi al Valencia.

I rancori e le sfide si susseguiranno con ritmo incalzante per altre 4 annate e spesso si uscirà fuori dalle righe ma alzi la mano chi non ricorda quei tempi e quei momenti con nostalgia da ambo i vessilli: Roma-Inter, 1 partita, 2 città, 2 mondi, 2 club, 2 simboli, tanti campioni, tantissimi nomi, 1 miriade di storie…che domenica il libro infinito di questo confronto si arricchisca di una nuova pagina? Sediamoci, godiamoci la visione e sapremo rispondere a questa domanda.

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