Il diesse giallorosso: «Schick ha bisogno di certezze»
ROMA – Se nella passata finestra estiva di mercato Monchi non poteva ancora operare liberamente perché da poco arrivato nella Capitale, in quella che verrà il ds della Roma avrà piena libertà (in accordo con Pallotta), di condurre qualsiasi operazione per rinforzare la rosa. Le domande sul destino di alcuni calciatori, si stanno facendo sempre più pressanti: Alisson verrà ceduto? Cosa ne sarà di Schick? Dzeko e Nainggolan resteranno? Quesiti a cui il l’ex Siviglia ha provato a rispondere in una conferenza stampa riservata ai giornalisti dei media stranieri: «Se penso ad un futuro di Alisson alla Roma per trenta anni dico di no, se invece penso ad un futuro di una settimana dico di sì o se mi chiedete per il prossimo anno dico di sì. Noi non abbiamo la necessità di venderlo. Schick? Sappiamo che è un calciatore ancora giovane e ha bisogno di un percorso, ma la qualità ce l’ha. Magari quando arriverà a 40 milioni come valutazione tutti saremo più convinti che li vale. Anche lui non è convinto ancora. Dani Alves è stato un anno e mezzo un giocatore normale, e i tifosi non erano contenti. Poi è diventato importante. C’è una parola molto importante: adattamento».
NON SONO UNO SCEMO – Tra le prime operazione portate a termine da Monchi c’è quella di aver ceduto Salah al Liverpool. L’egizano, autore di 36 gol tra campionato e Coppe, rappresenta un rimpianto per i tifosi: «Su Momo ci sono due cose importanti da capire. Primo: la cessione fatta prima dell’effetto Neymar che ha rivoluzionato il mercato. Ma soprattutto è importante sapere che noi avevamo necessità vendere Salah prima del 30 giugno. Con queste due condizioni penso che abbiamo fatto una vendita importante, altrimenti diventa che io e Baldissoni siamo scemi». Il ds parla di necessità, dovute al rispetto delle regole del Fair Play Finanziario: «A Pallotta interessa seguire le regole dell’Uefa, ha investito tanti soldi nella Roma e li investe ancora, ma ci sono delle regole. Dobbiamo sistemare il bilancio. Il nuovo stadio sarà uno step positivo per il futuro. Finora non abbiamo venduto nessuno e non abbiamo ricevuto offerte. L’obbligo di un direttore sportivo è ascoltare tutti. In questo momento però dobbiamo fare meno e parlare di più».

